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Cosa succede se non indosso la mascherina?

29 Maggio 2021
Cosa succede se non indosso la mascherina?

Cosa posso rispondere riguardo ai miei diritti alle forze dell’ordine se mi sorprendono senza indossare la mascherina o fuori dalla zona rossa?

Ho visionato il sito della cosiddetta Common Law Court e posso dirle che si tratta di un’associazione privata le cui istanze, condivise dagli aderenti, devono in ogni caso essere portate all’attenzione dei giudici nazionali nel caso in cui si verifichi un contrasto tra le istanze stesse e le leggi nazionali.

Questo significa, relativamente al suo caso, che se lei fosse sanzionata per non aver indossato la mascherina oppure perché non ha rispettato le limitazioni agli spostamenti conseguenti alla suddivisione del territorio nazionale in aree “gialle”, “arancioni” o “rosse”, lei:

  • potrà impugnare il verbale di accertamento facendo ricorso al Prefetto competente per territorio;
  • in caso di rigetto del suo ricorso da parte del Prefetto, potrà impugnare l’ordinanza del Prefetto dinanzi al Giudice di Pace competente.

Per quanto riguarda, invece, il momento in cui gli agenti accertatori dovessero fermarla e contestarle l’infrazione, lei potrà indicare nel verbale i motivi che secondo lei rendono illegittimo il verbale.

Il cittadino che voglia far risultare dal verbale le sue motivazioni e le sue contestazioni, può farlo (chiedendo agli agenti che esse siano riportate nel verbale).

In ogni caso, gli agenti accertatori procederanno sempre ad elevare il verbale se il cittadino non indossa la mascherina quando avrebbe dovuto indossarla (secondo ciò che prevedono le norme vigenti) o se il cittadino non rispetta le limitazioni di circolazione (a meno che non venga dimostrato lo stato di necessità oppure che lo spostamento è motivato da ragioni di salute o lavoro).

Tutte le giustificazioni o le motivazioni che il cittadino ha comunque il diritto di manifestare agli agenti accertatori e di far verbalizzare non porteranno mai gli agenti a rinunciare ad elevare il verbale (a meno che, mi ripeto, non riguardino l’esistenza di uno stato di necessità oppure di una motivazione legata al lavoro o alla salute), ma potranno poi essere portate dal cittadino (facendo ricorso) all’attenzione del Prefetto prima e poi eventualmente del Giudice di Pace.

In particolare, se il cittadino riuscisse a dimostrare che la norma che impone l’uso della mascherina o la norma che limita la libertà di circolazione sono incostituzionali ed il Prefetto e/o il Giudice di Pace accogliessero questa contestazione, allora il verbale verrebbe annullato.

A questo riguardo, la frase che lei riporta nel quesito ha ridottissime, se non nulle, possibilità di convincere gli agenti accertatori a non elevare il verbale o a convincere il Prefetto o il Giudice di Pace ad annullare il verbale che lei avesse impugnato.

Difatti, per poter sperare di ottenere l’annullamento del verbale il cittadino deve o dimostrare (al Prefetto o al Giudice) che la norma in base alla quale è stato sanzionato è in contrasto con la Costituzione, oppure che egli non ha proprio commesso la violazione che gli viene contestata.

Invece, il cittadino non ha alcuna possibilità di ottenere l’annullamento del verbale se afferma di non riconoscere le norme legalmente emanate dal Parlamento nazionale.

Se così fosse, non esisterebbe più un ordinato svolgimento della vita sociale perché ciascuno potrebbe decidere quali norme rispettare e quali no (e lei comprende che se fosse possibile una cosa del genere, cesserebbe istantaneamente qualsiasi tipo di ordine attorno a noi).

Per quanto riguarda, infine, le motivazioni di incostituzionalità delle norme anti-covid contenute nel nostro articolo a cui lei ha fatto riferimento, tenga conto che (come è stato già precisato nello stesso articolo) quelle motivazioni sono venute meno.

Le sanzioni penali inizialmente previste contro chi violava la normativa anti-covid sono state eliminate e sostituite con sanzioni solamente amministrative (sanzioni cioè economiche).

Quindi, oggi chi viene sanzionato per aver violato una norma anti-covid, non viene più sanzionato per aver violato una norma penale, ma è soggetto soltanto ad una sanzione amministrativa (di carattere cioè economico).

In aggiunta, le norme che sanzionano i comportamenti dei cittadini (non indossare la mascherina o violare le limitazioni di circolazione) non sono oggi (com’era all’inizio dell’emergenza) contenute solo in un Dpcm (norma di rango inferiore che non può da sola derogare ai diritti costituzionali dei cittadini), ma sono contenute in diversi Dpcm emanati in base ad una espressa delega contenuta in una norma di legge (i decreti legge n. 6 e n. 19 del 2020) e la legge può sicuramente derogare alle norme costituzionali nei casi previsti dalla Costituzione stessa.

Quindi, anche l’altra contestazione che all’inizio della pandemia il cittadino poteva fare rispetto alle norme che punivano la violazione delle disposizioni anti covid (cioè che queste norme erano contenute soltanto in vari Dpcm che non possono derogare alla Costituzione), oggi sono contestazioni che non possono essere più sollevate tenendo conto che sono nel frattempo intervenute norme di legge (i decreti legge n. 6 e 19 del 2020) ad autorizzare la deroga temporanea ai diritti costituzionali.

Questo è il quadro della situazione.

Lei ha tutto il diritto di contestare il fatto che possa essere sanzionata per non indossare la mascherina o per aver violato i limiti alla libertà di circolazione, ma per poter sperare di evitare che gli agenti le elevino il verbale dovrà dimostrare che lei era in una situazione di necessità o che lo spostamento era motivato da ragioni di lavoro o salute (altro tipo di contestazione non porterà mai gli agenti a rinunciare ad elevare la sanzione).

Successivamente, per avere fondate speranze di ottenere dal Prefetto o dal Giudice di Pace l’annullamento del verbale dovrà convincerli che le norme anti covid contrastano con la Costituzione (ma le iniziali motivazioni di incostituzionalità sono però ad oggi venute meno ed allo stato attuale non esistono altri casi consolidati di verbali annullati perché qualche giudice italiano ha riscontrato violazioni palesi della Costituzione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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