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Spiare la babysitter è legale?

30 Agosto 2021 | Autore:
Spiare la babysitter è legale?

Telecamera nascosta per osservare colf, badanti e bambinaie: è reato? Occorre il consenso per installare una videocamera che sorvegli il lavoratore domestico?

Occuparsi di bambini, anziani e, in generale, di persone particolarmente deboli è un lavoro di grande responsabilità. Purtroppo, le cronache giudiziarie ci restituiscono sempre più spesso casi di violenze e abusi nei confronti di questi soggetti fragili da parte di chi dovrebbe avere il compito di occuparsene con premura. È noto che, per smascherare tali abusi, la polizia si serva di telecamere nascoste in grado di filmare i delitti commessi all’interno di scuole, asili e case di riposo. È possibile fare lo stesso tra le proprie mura domestiche, nel caso in cui si assuma qualcuno per badare ai propri bambini? In altre parole, è legale spiare la babysitter?

Innanzitutto, occorre fare una premessa: sorvegliare con una telecamera l’interno della propria abitazione è normalmente lecito. Si pensi agli impianti di videosorveglianza per difendersi dai ladri. Nel momento in cui si assume una babysitter, però, le cose cambiano, in quanto si instaura un vero e proprio rapporto di lavoro, in quanto tale tutelato dalla legge.

Ancora diversa, poi, è l’installazione di telecamere nascoste da parte della polizia: in questa circostanza, infatti, le forze dell’ordine sono autorizzate dall’autorità giudiziaria presso la quale è stata sporta denuncia per presunti reati. In altre parole, l’operazione della polizia si inserisce in un contesto di indagini preliminari in corso. Con questo articolo, al contrario, ci occuperemo di capire se i genitori, per sorvegliare la babysitter che hanno assunto per i propri figli, possono avvalersi di telecamere nascoste per sorvegliare la bambinaia. Insomma: è legale spiare la babysitter? Scopriamolo insieme.

Telecamere in casa: sono legali?

Chiunque può installare, all’interno della propria abitazione, un sistema di videosorveglianza in grado di registrare tutto ciò che accade. L’occhio della telecamera può spingersi sino alle immediate prossimità del perimetro esterno (pianerottolo, ecc.), purché non vengano ripresi i luoghi di proprietà altrui.

Al contrario, installare telecamere o altri impianti di registrazione audiovisiva in casa altrui costituisce il reato di interferenze illecite nella vita privata, punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni [1].

Videosorveglianza lavoro domestico: è legale?

Le cose cambiano allorquando si decide di assumere una babysitter ovvero altra persona per svolgere un lavoro tra le mura di casa (colf, badante, ecc.). In questa ipotesi, si instaura un vero e proprio rapporto di lavoro domestico, come tale tutelato dall’ordinamento.

Secondo la legge, è lavoro domestico l’attività prestata esclusivamente per le necessità della vita familiare del datore di lavoro, avente ad oggetto la prestazione di servizi di carattere domestico diretti al funzionamento della vita familiare [2].

Il collaboratore domestico svolge l’attività lavorativa nella casa abitata solamente dal datore di lavoro e dalla sua famiglia, in quanto tale rapporto non si svolge all’interno di un’impresa organizzata e strutturata, ma nell’ambito di un nucleo ristretto ed omogeneo, di natura per lo più familiare, e risponde alle esigenze tipiche di ogni famiglia.

Fatta questa premessa, si potrebbe pensare che al lavoro domestico si applichino le ordinarie norme previste dallo Statuto dei lavoratori in tema di videosorveglianza, secondo cui le telecamere sul posto di lavoro sono ammesse solo a determinate condizioni [3].

Secondo la Corte Costituzionale [4], però, il rapporto di lavoro domestico, per la sua particolare natura, si differenzia, sia in relazione all’oggetto, sia in relazione ai soggetti coinvolti, da ogni altro rapporto di lavoro.

Pertanto, deve ritenersi che il lavoro domestico sia sottratto alla tutela dello Statuto dei lavoratori poiché, in questo caso, il datore di lavoro è un soggetto privato non organizzato in forma di impresa.

Da tanto deriva che, all’interno del rapporto di lavoro domestico, la videosorveglianza è ammessa, non occorrendo la previa autorizzazione delle organizzazioni sindacali, come invece afferma lo Statuto dei lavoratori.

Ciò non vuol dire, però, che il datore possa fare ciò che voglia. L’esclusione del lavoro domestico dall’applicabilità delle norme dello Statuto non sottrae al rispetto dell’ordinaria disciplina sul trattamento dei dati personali, essendo confermata la tutela del diritto del lavoratore alla riservatezza, che dispone il necessario consenso preventivo e l’obbligo informativo degli interessati.

Per la precisione, il Codice della privacy [5] afferma che, nell’ambito del rapporto di lavoro domestico, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore il rispetto della sua personalità e della sua libertà morale.

Dal proprio canto, il lavoratore domestico è tenuto a mantenere la necessaria riservatezza per tutto quanto si riferisce alla vita familiare del datore di lavoro.

Spiare la babysitter: quando è legale?

Siamo ora pronti a rispondere alla domanda posta nel titolo del presente articolo. Spiare una babysitter è legale solo se il lavoratore è stato informato della videosorveglianza e ha prestato il consenso a essere registrato. Non occorre alcuna autorizzazione dell’ispettorato del lavoro o delle organizzazioni sindacali.

In ogni caso, va sempre rispettata la riservatezza della babysitter, la quale non potrà mai essere filmata in luoghi in cui la privacy deve essere sempre garantita (come ad esempio il bagno o lo spogliatoio) oppure in posti dove non si svolge la sua attività lavorativa.

Nemmeno è possibile sfruttare l’impianto di videosorveglianza interno già installato: occorre sempre e comunque avvertire la babysitter che le telecamere sono attive. Altrimenti, occorrerà spegnerle. In altre parole, non è legale lasciare una telecamera, così come anche un registratore, per captare ciò che avviene in propria assenza [6].

Al contrario, secondo la giurisprudenza [7], è consentito l’uso delle telecamere per filmare i lavoratori domestici, se la videosorveglianza è stata installata per tutelarsi dai ladri.

Una babysitter, dunque, secondo tale pronuncia, può essere filmata a sua insaputa con le telecamere della videosorveglianza della casa dove lavora, a patto che queste siano state installate per scongiurare l’accesso di possibili ladri quando la famiglia non è presente. Questo proprio perché lo scopo è prevenire la commissione di reati e non controllare l’operato del lavoratore.


Spiare una babysitter è legale solo se il lavoratore è stato informato della videosorveglianza e ha prestato il consenso a essere registrato. Non occorre alcuna autorizzazione dell’ispettorato del lavoro o delle organizzazioni sindacali.


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