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Lo sai che? Legittima la vendetta dopo tanto tempo: la provocazione esime anche dopo un mese dai fatti

Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

Reazione ritardata: applicabile l’esimente della provocazione in caso di ingiuria anche a distanza di un mese dai fatti; il requisito dell’immediatezza rispetto ai fatti va ricollegato a una situazione psichica che può perdurare nel tempo ed esplodere a distanza di giorni.

Chi offende qualcuno può evitare la condanna per ingiuria se il suo comportamento è stato solo la reazione a un torto subito anche diverso tempo prima.

In generale, la legge non ritiene che sia punibile chi commette un reato quando l’azione illecita sia stata la reazione a una provocazione ricevuta.

A riguardo, il codice sembrerebbe richiedere una simultaneità tra iniziale provocazione e successiva reazione, in modo da scagionare solo quei comportamenti che sono una diretta ed effettiva conseguenza – dettata dall’impulso – dell’offesa. Insomma: la vendetta è un piatto che va servito caldo, altrimenti viene punita.

Tuttavia, non è sempre così. E a dirlo è la Cassazione in una sentenza di ieri [1]. La Corte ritiene che si possa invocare la “provocazione”, a giustificazione di un’offesa rivolta a terzi, anche quando sia passato diverso tempo dall’originario litigio (per esempio, un mese). Ma ciò a condizione che persista, nella vittima che reagisce, l’accecamento dello stato d’ira provocato dall’aver subito il fatto ingiusto altrui.

Facciamo un esempio per comprenderci meglio. Tizio picchia Caio. Caio riporta lesioni. Caio mantiene, dentro di sé, un esacerbato odio verso Tizio cosicché, appena lo rivede dopo diversi giorni, lo offende pubblicamente. Caio, in questo caso, può essere “assolto” dall’ingiuria perché il suo comportamento – benché non sia stato contestuale alla lite iniziale – è stato comunque determinato dall’originaria offesa subita ed è quindi il frutto dell’altrui provocazione.

In altre parole, non è necessario che la reazione si esaurisca in una condotta istantanea. L’immediatezza della reazione va intesa in senso relativo: essa, infatti, può dipendere da una situazione psichica che può perdurare nel tempo ed esplodere anche dopo diversi giorni.

note

[1] Cass. sent. n. 15682 dell’8.04.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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