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Assegno di mantenimento: va dichiarato nel 730?

17 Maggio 2021
Assegno di mantenimento: va dichiarato nel 730?

Assegno di mantenimento: trattamento fiscale e tassazione per gli alimenti dovuti all’ex coniuge e ai figli. 

L’assegno di mantenimento e quello divorzile (rispettivamente spettanti dopo la separazione e il divorzio) possono essere concordati bonariamente dai coniugi o determinati, in difetto di accordo, dal tribunale. In entrambi i casi, si pone il problema del rispetto delle regole fiscali: l’assegno di mantenimento va dichiarato nel 730? Si pagano le tasse sugli alimenti versati dall’ex coniuge? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce delle più recenti pronunce della giurisprudenza. 

Mantenimento: in che modo si paga?

Prima di spiegare se l’assegno di mantenimento va dichiarato nel 730 ricordiamo in quali modi può essere versato tale contributo mensile. La regola vuole che l’assegno per l’ex coniuge sia un importo versato mensilmente, 12 volte nell’anno. Non è prevista “tredicesima”. 

Solo su accordo delle parti però è possibile prevedere un unico pagamento, il cosiddetto assegno una tantum, una sorta di liquidazione o risarcimento al termine del matrimonio che mette a tacere ogni successiva pretesa e che quindi si pone come alternativa all’assegno mensile.

La giurisprudenza ritiene che gli accordi stipulati in sede di separazione possono essere sempre rivisti in sede di divorzio, in quanto non vincolanti. Ciò significa che, benché le parti si siano accordate, al momento della separazione, per l’assegno una tantum, il beneficiario ben potrebbe, all’atto del divorzio, chiedere anche l’assegno divorzile mensile. Sarà quindi bene lasciare la decisione dell’una tantum solo al divorzio per evitare successivi ripensamenti.

Oltre all’assegno di mantenimento per l’ex coniuge, potrebbe essere dovuto anche l’assegno di mantenimento per i figli che è sempre un importo annuale, spalmato in 12 mensilità (dovute pertanto anche quando i figli vanno a stare con l’altro genitore). Non è previsto un assegno una tantum per i figli.

Si pagano le tasse sul mantenimento all’ex coniuge?

Come avevamo già spiegato, più ampiamente, nell’articolo Assegno mantenimento: deduzioni e detrazioni fiscali, Il coniuge che percepisce l’assegno di mantenimento o l’assegno divorzile deve dichiarare tali somme nel 730. Il riferimento è agli alimenti versati all’ex coniuge. Si tratta infatti di redditi imponibili e, pertanto, tassati. Lo stabilisce l’articolo 50, comma 1, lettera i) del Tuir, in forza del quale gli assegni sono tassati a titolo di reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. 

Costituisce reddito imponibile Irpef – così come l’assegno di mantenimento e divorzile – anche l’importo che l’ex coniuge versa all’altro per rimborsarlo delle imposte sul reddito dovute sull’assegno (importo erogato al fine di evitare che questo sia ridotto dell’Irpef dovuta). Come infatti chiarito dalla Corte Costituzionale [2], non hanno sicuramente natura reddituale (e non sono deducibili per il soggetto erogante) gli assegni corrisposti in unica soluzione, rappresentando una transazione sulle rispettive posizioni patrimoniali dei coniugi, a meno che non si tratti del pagamento di assegni periodici pregressi scaduti e rimasti insoluti [3].

L’onere deducibile non si configura neppure quando l’assegno una tantum viene rateizzato in più quote [4] e tanto meno nei confronti di somme corrisposte volontariamente e non ratificate giudizialmente [5], anche a titolo di rivalutazione monetaria dell’assegno, ove tale meccanismo non sia previsto dall’autorità giudiziaria [6]. 

Si pagano le tasse sul mantenimento ai figli?

Non sono invece tassate le somme dovute a titolo di mantenimento per i figli: in tal caso, si tratta di redditi esenti che non vanno neanche riportati nel 730.

A quanto ammontano le tasse sul mantenimento?

Il mantenimento viene tassato tramite l’Irpef, l’imposta generale sul reddito delle persone fisiche. L’aliquota viene calcolata in base allo scaglione del contribuente secondo le previsioni relative alla generalità dei contribuenti. Pertanto, più è basso il reddito del beneficiario, tanto più bassa sarà la tassazione sino ad arrivare alla completa esenzione fiscale nel caso in cui il reddito complessivo sia al di sotto della soglia delle detrazioni. Si tenga comunque conto che il fatto di non subire imposizione fiscale sul mantenimento non implica il venir meno dell’obbligo di dichiarare tali importi nel 730.

Chi paga il mantenimento ha diritto alle deduzioni fiscali?

L’assegno di mantenimento o l’assegno divorzile costituisce, per chi lo paga, un onere deducibile, come previsto dall’articolo 10, comma 1, lettera c) del Tuir. 

Il beneficio della deducibilità riguarda però solo l’assegno mensile corrisposto all’ex coniuge. Non è quindi deducibile il mantenimento versato una tantum.

Non possono essere oggetto di deduzioni le somme del mantenimento versate ai figli. Per queste invece spettano le detrazioni fiscali per persone a carico. Qualora dalla sentenza non emerga la quota dell’assegno periodico destinato al mantenimento dei figli, la stessa si intende stabilita nella misura del 50% in capo a ciascun genitore, a prescindere dal numero dei figli.


note

[1] Ctp Milano sent. n. 814/08/2021.

[2] C. Cost. sent. nn. 383/2001 e 113/2007.

[3] Cass. sent. n. 4402/2014.

[4] Ag. Entrate risoluzione n. 153/2009.

[5] Cass. sent. n. 10323/2011.

[6] Ag. Entrate risoluzione 448/E/2008.

Autore immagine: depositphotos.com


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