Diritto e Fisco | Articoli

Pagamento spese mediche con bancomat del coniuge

17 Maggio 2021
Pagamento spese mediche con bancomat del coniuge

Detrazioni fiscali con pagamento di terzi: che succede se la carta è intestata a un familiare o si riferisce a un conto corrente cointestato?

Per usufruire delle detrazioni fiscali sulle spese mediche è necessario pagare con strumenti tracciabili come la carta di credito o il bancomat. Si può pagare in contanti solo in farmacia, parafarmacia e in caso di acquisto di dispositivi medici in negozio (ad esempio, il materasso antidecubito o il cuscino ortopedico).

Ci si è posti poi il problema della detraibilità in caso di pagamento delle spese mediche con bancomat del coniuge e il bancomat «familiare» (come spesso accade quando il conto corrente è cointestato sia al marito che alla moglie). Cosa succede in questi casi? I chiarimenti sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate con due recenti risposte a interpello. Ecco cosa è stato detto in tali occasioni.

Pagamento spese mediche con bancomat del coniuge

Ipotizziamo innanzitutto il caso delle detrazioni sulle spese mediche con pagamento di terzi. È l’ipotesi in cui il conto corrente sia intestato, ad esempio, al marito o alla moglie che paga la visita medica o l’indagine radiologica per conto dell’altro, vero beneficiario della prestazione. 

Secondo l’Agenzia delle Entrate [1], è comunque possibile ottenere la detrazione fiscale del 19% sulle spese mediche quando il pagamento viene effettuato con carta di credito o bancomat intestato a un soggetto diverso dall’intestatario della fattura, purché vi sia idonea documentazione tesa a dimostrare che la spesa sia stata definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario. A tal fine, l’Agenzia ha ritenuto sufficiente la dichiarazione del beneficiario della prestazione medica di aver rimborsato in contanti, a colui che ha effettuato il pagamento, la spesa da questi sostenuta.

Nonostante l’obbligo di tracciabilità, dunque, il contribuente può utilizzare la propria carta per pagare le spese detraibili riferite al coniuge senza perdere il diritto alla detrazione. Detrazione che, chiaramente, verrà riferita in capo al beneficiario della prestazione medica e non in capo a chi invece ha pagato con i propri soldi. 

Lo stesso dicasi quindi per il figlio che sostiene spese mediche per conto di uno dei genitori o viceversa.

Il fatto che il conto corrente e la relativa carta di appoggio sia intestata a un soggetto diverso rispetto all’intestatario della fattura non preclude il diritto di quest’ultimo di ottenere la detrazione fiscale sulla prestazione medica ricevuta. 

Pagamento spese mediche con bancomat familiare

La seconda ipotesi presa in considerazione dall’Agenzia delle Entrate [2] è quella del pagamento delle spese mediche con bancomat riferito al conto corrente cointestato. È il caso in cui la moglie usufruisca di una prestazione sanitaria e paghi con la carta di credito riferita al conto cointestato al marito. Anche in questo caso, l’Agenzia ha confermato la possibilità di utilizzare una carta di pagamento intestata a un altro soggetto o cointestata con questi.

In tal caso, la dimostrazione circa l’effettivo sostenimento della spesa da parte dell’intestatario deriva dalle dichiarazioni rilasciate dagli interessati ed è peraltro avvalorata dalla cointestazione del conto corrente sul quale è emessa la carta di credito.

Detrazioni spese mediche con pagamento da parte del coniuge o di terzi

In definitiva, ai fini delle detrazioni fiscali sui pagamenti tracciabili, ciò che rileva è l’intestatario della fattura e non chi effettua materialmente il pagamento, essendo quest’ultimo un aspetto che attiene unicamente ai rapporti interni tra le parti. Tuttavia, occorre assicurare un’idonea documentazione tesa a dimostrare la reale corrispondenza tra l’intestatario del documento comprovante la spesa e il soggetto che rimane definitivamente colpito dalla stessa. Pertanto, su richiesta dell’Agenzia delle Entrate, sarà necessario dimostrare che l’intestatario della fattura ha rimborsato i soldi a colui che ha eseguito il pagamento. Cosa che, nei limiti delle soglie della tracciabilità, si può fare anche in contanti.


note

[1] Ag. Entrate risposta n. 484 del 2020.

[2] Ag. Entrate risposta n. 431 del 2020.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube