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Tassazione accettazione tacita eredità

17 Maggio 2021
Tassazione accettazione tacita eredità

Quali sono le tasse sull’accettazione dell’eredità in caso di vendita dell’immobile caduto in successione?

Qual è la tassazione dell’accettazione tacita dell’eredità? Di tanto si è occupata una recente e interessante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Pavia [1]. 

Come a tutti noto, l’accettazione dell’eredità è un atto che si può fare in forma espressa, ossia con dichiarazione rilasciata al notaio o al cancelliere del tribunale, oppure in forma tacita. Costituisce accettazione tacita ogni comportamento incompatibile con la volontà di rifiutare l’eredità come, ad esempio, gli atti di disposizione dei beni che compongono il patrimonio ereditario (si pensi alla vendita di un immobile o al prelievo dal conto corrente). Leggi sul punto “Quando c’è accettazione tacita eredità“.

Ipotizziamo il caso di un erede che, senza aver mai accettato espressamente l’eredità, proceda a vendere un immobile del defunto, a tal fine recandosi dal notaio per il rogito. Avendo saltato un passaggio – quello appunto dell’accettazione espressa dell’eredità – quale sarà il trattamento fiscale in tale ipotesi? Qual è cioè la tassazione dell’accettazione tacita dell’eredità?

Secondo la sentenza in commento, l’accettazione tacita dell’eredità è esente. Si pagherà solo l’imposta di trascrizione del primo atto (nell’esempio di poc’anzi, la compravendita dell’immobile). 

Come chiarito dalla sentenza in commento, l’erede che compie un atto che presuppone l’accettazione dell’eredità, pur se tacita, è comunque ammesso a trascrivere anche tale forma di accettazione, poiché direttamente connessa alla trascrizione del primo atto, scontando all’uopo la sola imposta ipotecaria in misura fissa. 

Sul punto, è bene precisare che l’Agenzia delle Entrate si muove diversamente, esigendo le imposte ipotecarie, catastali e di bollo in misura piena.

Nel caso deciso dalla Ctp, un contribuente, che aveva ricevuto in eredità un immobile, pur senza aver formulato un’espressa accettazione, provvedeva a vendere tale bene. La compravendita doveva considerarsi indice di una accettazione tacita della stessa, che il notaio rogante provvedeva a trascrivere insieme l’atto concluso, autoliquidando le imposte della trascrizione dell’accettazione tacita di eredità nella misura fissa di euro 50. 

L’ufficio provinciale di Pavia ritenuto quell’importo insufficiente, gli notificava l’avviso di liquidazione per il recupero della differenza delle imposte ipotecarie, catastali e di bollo, che il professionista provvedeva a impugnare. I giudici accoglievano il ricorso del contribuente. 

Difatti, l’art. 10, comma 3, del D. Lgs n. 23/2011 qualifica la trascrizione dell’accettazione tacita quale formalità che consegue direttamente a quella della trascrizione dell’atto di compravendita e dunque esente dal bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali. 


note

[1] Ctp Pavia, sent. n. 297/2020.

Autore immagine: depositphotos.com

Commissione Tributaria Provinciale Pavia, sent. n. 297/2020.

(…) La parte venditrice (…) non aveva accettato espressamente l’eredità del predetto de cuius e con la vendita del predetto bene ereditario si è prodotta l’accettazione tacita della citata eredità, come precisato ad litteram dagli artt. 476 e 477 cc Il notaio in data 22 ottobre 2019 ha trasmesso (…) la trascrizione della compravendita., nonché la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità in morte di L. L. ex 2648, primo comma, cc (…), autoliquidando le imposte e tasse della trascrizione dell’accettazione tacita in euro 50,00.(…).

Questa Commissione ritiene che il ricorso debba essere accolto.

In fatti si deve evidenziare che il citato art. 10, 3° comma, dlgs n. 23/11 così recita: «Gli atti assoggettati all’imposta di cui ai commi l e 2 (ossia gli atti traslativi a titolo oneroso di diritti immobiliari) e tutti gli atti e formalità direttamente conseguenti posti in essere per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e sono soggetti a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta».

Orbene secondo l’Ufficio la suddetta previsione non è applicabile al caso di specie in quanto la accettazione di eredità è funzionalmente antecedente all’atto traslativo.

Non secondo questa Commissione perché quanto sostenuto dall’Agenzia ha di fatto del tutto tralasciato il presupposto di imposta è indubitabile che l’accettazione tacita dell’eredità, logicamente e giuridicamente, sia atto che necessariamente deve essere antecedente rispetto all’atto di disposizione dell’erede; ciononostante l’art. 1, dlgs n. 347/90 individua quale oggetto di imposta non già l’atto in sé, quanto la formalità della trascrizione.

Deve porsi mente quindi all’art. 2648 cc che, al punto «accettazione di eredità e acquisto di legato», cosi recita: «Si devono trascrivere l’accettazione della eredità che imponi acquisto dei diritti enunciati nei numeri l, 2 e 4 dell’articolo 2643 o liberazione dai medesimi e l’acquisto del legato che abbia lo stesso oggetto.

La trascrizione dell’accettazione della eredità si opera in base alla dichiarazione del chiamato all’eredità, contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.

Se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita della eredità, si può richiedere la trascrizione sulla base di quell’atto, qualora esso risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.(…).


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