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Cos’è la messa in mora

17 Maggio 2021
Cos’è la messa in mora

Sollecito di pagamento e costituzione in mora: a che serve, quali sono gli effetti e le conseguenze. 

Anche se, nel gergo comune, termini come «diffida di pagamento», «messa in mora» e «intimazione ad adempiere» vengono usati in modo indistinto, dal punto di vista giuridico, sussistono alcune diversità. 

Abbiamo parlato in precedenza della diffida ad adempiere, illustrando come la stessa si inserisca, di solito, nell’ambito di un contratto a prestazioni corrispettive ove una delle due parti sia rimasta inadempiente ai propri obblighi. Con la diffida ad adempiere si chiede pertanto l’esecuzione della prestazione, a pena di scioglimento del contratto stesso. In questa sede, vedremo invece cos’è la messa in mora: a cosa serve e come funziona. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la mora?

Per capire cos’è la messa in mora dobbiamo partire proprio dal concetto di “mora”. Mora significa ritardo: si tratta di un ritardo ingiustificato nell’adempimento di un’obbligazione. Obbligazione che può trovare origine sia in un contratto (si pensi all’obbligo di pagare una fattura) che in un altro fatto illecito che non scaturisce da un precedente contratto (ad esempio, un risarcimento del danno da sinistro stradale). 

Cosa significa mettere in mora?

Pertanto, alla luce di quanto appena detto, mettere in mora significa intimare al debitore di tale prestazione di adempiere. Chiaramente, l’atto di messa in mora deve essere inviato direttamente dal creditore o da un suo rappresentante che, di norma, è l’avvocato. 

La messa in mora serve quindi per sollecitare un adempimento, adempimento che può essere costituito dal pagamento di una somma di denaro, dal fare qualcosa (ad esempio, riparare un muro di confine danneggiato) oppure dal non fare qualcosa (ad esempio, interrompere i rumori molesti che provengono dall’appartamento del vicino).

Come si fa una messa in mora?

La messa in mora è una banale comunicazione inviata sotto forma di lettera scritta. La lettera può essere spedita tramite raccomandata a.r. o posta elettronica certificata: si deve cioè trattare di una forma che consenta di dimostrare l’avvenuta spedizione e ricevimento. Del resto, la messa in mora ha effetto solo nel momento in cui viene ricevuta al domicilio del destinatario. Conta quindi la data di consegna al destinatario e non quella di spedizione.

Il fatto di non voler ritirare la raccomandata o di non aprire la casella di posta elettronica certificata non rileva: la comunicazione si considera come ricevuta e conosciuta. In quel momento stesso, produce i suoi tipici effetti.

A cosa serve la messa in mora?

In linea generale, si spedisce una messa in mora con funzione di sollecito: serve cioè per ricordare al debitore “smemorato” il proprio obbligo. Quindi, nel caso di un obbligo di consegnare delle somme di denaro, la messa in mora serve soprattutto come sollecito di pagamento.

Come vedremo nel successivo paragrafo, oltre a questa finalità, la messa in mora sortisce determinati effetti giuridici previsti dal Codice civile.

Quali sono gli effetti della messa in mora?

Da un punto di vista giuridico, la lettera di messa in mora ha principalmente due effetti: 

  • fa decorrere gli interessi moratori;
  • interrompe i termini della prescrizione.

Quanto agli interessi moratori, questi sono di norma dovuti nella misura degli interessi legali fissati per legge e aggiornati periodicamente dal ministero. In caso di contratto, però, le parti possono fissare (per iscritto) un saggio degli interessi moratori diverso (come spesso succede con i contratti bancari), purché non superi la soglia dell’usura. 

Quanto invece alla prescrizione, essa si interrompe dal giorno di ricevimento della lettera di messa in mora e ritorna a decorrere nuovamente da capo per un ulteriore periodo di pari durata.

Dopo la lettera di messa in mora, il creditore può anche rivendicare il diritto al risarcimento dei danni derivatigli dal ritardo.

Infine, la messa in mora serve anche per trasferire sul debitore il rischio della successiva impossibilità sopravvenuta. Ci spieghiamo meglio. Di norma, se una delle due prestazioni contrattuali diventa impossibile per un fatto non addebitabile alle parti, il contratto si scioglie ed è dovuta la restituzione delle relative prestazioni (si pensi a una persona che, dopo aver effettuato un abbonamento in palestra, e prima ancora di iniziare, subisca un grave infortunio e non possa più allenarsi). Se però il debitore era già in mora, allora questi sarà tenuto a risarcire al creditore i danni subiti per via del definitivo inadempimento.

Tizio consegna la propria auto in officina. Il meccanico promette di effettuare le riparazioni entro due settimane. Dopo oltre un mese, però, questi non ha adempiuto. Il proprietario del mezzo invia una diffida intimandogli la restituzione del mezzo. Tre giorni dopo il ricevimento della messa in mora, un incendio doloso distrugge l’officina e l’auto di Tizio. Quest’ultimo, in tal caso, ha diritto al risarcimento.

Elementi essenziali della messa in mora

Affinché la messa in mora possa avere valore è necessario che contenga:

  • l’indicazione del fatto che ha dato origine alla pretesa del creditore (ad esempio, la stipula di un contratto, un atto illecito, un sinistro stradale, ecc.);
  • l’indicazione esatta della prestazione inadempiuta (nel caso di somme di denaro, l’importo preciso);
  • il termine entro cui si chiede l’adempimento;
  • l’avvertimento che, in difetto di adempimento, si procederà per le vie legali (questo elemento non è necessario).

Approfondimenti

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