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Lo sai che? Pagamenti e bonifici online: vietati costi aggiuntivi sul consumatore

Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

Non si possono scaricare sul consumatore le spese di gestione per i pagamenti via web: la normativa comunitaria vieta addebiti superiori su in usa internet per bonificare somme.

Anticipando quelle che saranno le imminenti modifiche al codice del consumo italiano, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha pubblicato stamattina una sentenza [1] che tende definitivamente una mano in favore di quanti fanno pagamenti online e si trovano, per tale causa, a subire aggravi nel costo finale del servizio o bene acquistato. Spesso, infatti, il bonifico online o il pagamento con carta di credito tramite internet sono più onerosi per chi acquista.

Chi fa e-commerce o, comunque, vende servizi (per esempio, il gestore di telefonia mobile), generalmente si appoggia – nel caso in cui il consumatore effettui il pagamento con sistemi via web – a banche come Paypal o ad altri sistemi che implicano, per il professionista/venditore, un aggravio di spesa. Tali aggravi vengono, di norma, scaricati sull’acquirente. Così chi predilige forme di pagamento online (anche con carta di credito) si trova anche a pagare di più.

Ebbene: per la Corte di Lussemburgo addebitare i costi del professionista/venditore sul cliente finale è illegittimo. E il divieto vale anche per la compagnia di telefonia mobile.

Piena parità, dunque, tra gli ordini di bonifico cartaceo e quelli di bonifico online: essi sono identici strumenti di pagamento ai sensi della direttiva comunitaria. Pertanto, le aziende non potranno più imputare spese aggiuntive, di gestione, ai clienti che saldano con bonifico online. Ciò finirebbe per scoraggiare i nuovi strumenti di pagamento, di certo più efficaci anche nel contrasto al “nero”.

note

[1] C. Giust. UE sent. C-616/11 del 9.04.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Siamo sicuri che gli istituti di credito, per i bonifici on line, “subiranno” questa imposizione, rinunciando all’addebito delle transazioni on line (spesso con addebito anche di € 2,50 su altro istituto e € 1,00 sulla propria rete)?
    E’ come l’anatocismno che gli istituti di credito continuano ad applicare essendo certo che il correntista, da solo, non opporrà resistenza.
    Stiamo a vedere se questo avverrà in modo unilaterale da parte degli istituti di credito.

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