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Posso richiedere il Tfr per ristrutturazione?

31 Agosto 2021
Posso richiedere il Tfr per ristrutturazione?

I lavoratori dipendenti possono chiedere un’anticipazione del trattamento di fine rapporto solo se ricorrono determinate condizioni.

Hai deciso di ristrutturare la tua casa per renderla più funzionale e adeguata alle esigenze della tua famiglia. Hai bisogno di una somma di denaro per finanziare i costi dei lavori. Pertanto, ti chiedi se puoi richiedere il Tfr per ristrutturazione al datore di lavoro. In linea generale, devi sapere che ciò non è possibile in quanto questa spesa non è tra quelle previste dalla legge per ottenere l’anticipo del Trattamento di fine rapporto (Tfr).

Tuttavia, come vedremo, questa regola può essere derogata dalle parti e il datore di lavoro potrebbe concedere l’anticipazione della liquidazione anche per ristrutturare casa. Ma come richiedere il Tfr per ristrutturazione? Per saperne di più, prosegui nella lettura.

Tfr: cos’è?

Il contratto di lavoro consiste, essenzialmente, in uno scambio: il lavoratore presta servizio a favore del datore di lavoro e, in cambio, riceve il pagamento dello stipendio. Quest’ultimo, tuttavia, non è costituito solo dalla somma di denaro che viene erogata mese per mese in busta paga. C’è, infatti, anche una parte di retribuzione che non entra mensilmente nelle tasche del dipendente poiché viene accantonata dall’impresa ed erogata, tutta insieme, alla fine del rapporto di lavoro. Si tratta del trattamento di fine rapporto, spesso indicato con l’acronimo Tfr oppure con il termine «liquidazione».

Il Tfr è una retribuzione differita che ha la funzione di tutelare il reddito del lavoratore in caso di perdita dell’impiego.

Tfr: quanto spetta?

Il datore di lavoro deve accantonare, a titolo di Tfr, per ogni anno di servizio del dipendente, un importo pari alla retribuzione annua diviso 13,5. Ma quali sono le voci retributive che devono essere conteggiate nel calcolo del Tfr? La legge fa riferimento a tutte le somme erogate in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, ad eccezione dei rimborsi spese.

I Ccnl, tuttavia, possono incidere sulla base di calcolo del Tfr, prevedendo, ad esempio, che alcuni emolumenti erogati al lavoratore non debbano essere presi in considerazione nel calcolo della quota annua di accantonamento della liquidazione. Il contratto collettivo potrebbe escludere, a titolo esemplificativo, la quattordicesima oppure il premio produzione dal calcolo del trattamento di fine rapporto.

Tfr: quando viene pagato?

La somma degli accantonamenti annui del Tfr viene liquidata al lavoratore in ogni ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo per cui la relazione contrattuale è cessata (licenziamento, morte del dipendente, dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del rapporto).

Per quanto concerne la data in cui il lavoratore matura il diritto a ricevere la liquidazione, salvo diversa previsione del Ccnl, il Tfr deve essere pagato alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Ovviamente, ciò non avviene mai perché l’impresa ha bisogno di qualche giorno per fare i conteggi della somma spettante e della tassazione da applicare.

Anticipazione del Tfr: come funziona?

La legge [1] prevede che, se ricorrono determinate condizioni, il lavoratore possa chiedere il pagamento di una parte del Tfr accantonato anche prima della fine del rapporto di lavoro. In particolare, tale possibilità è riservata ai lavoratori che abbiano maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio ininterrotta in azienda. L’anticipazione del trattamento di fine rapporto non può essere superiore al 70% della quota accantonata.

Se la liquidazione accumulata è pari a 100.000 euro si potrà richiedere un massimo di 70.000 euro a titolo di anticipazione.

Inoltre, per evitare che le aziende vadano in crisi di liquidità, si prevede che le richieste di anticipo Tfr sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo e, in ogni caso, entro la soglia del 4% del numero totale dei dipendenti.

Posso richiedere il Tfr per ristrutturazione?

Oltre ai predetti limiti, la possibilità di chiedere l’anticipo del Tfr è subordinata ad un altro requisito: la richiesta deve essere motivata dalla necessità di sostenere una delle spese previste dalla legge, ossia:

  • l’acquisto della prima casa, per sé o per i propri figli, documentata dal rogito notarile del contratto di compravendita;
  • le spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.

Applicando i criteri di legge si può, dunque, affermare che le spese di ristrutturazione non giustificano la richiesta di anticipazione della liquidazione. Occorre, però, ricordare che la normativa prevede la possibilità per i contratti collettivi o per gli accordi individuali tra impresa e dipendente di regolare la materia in modo maggiormente favorevole per il lavoratore, il quale potrebbe ottenere una parte del Tfr per ristrutturare la casa se tale spesa è ammissibile in base ad un accordo sindacale oppure se riesce a negoziare tale vantaggio direttamente con il datore di lavoro.


note

[1] Art. 2120 cod. civ.


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