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Pensione di inabilità dipendenti pubblici: domanda

1 Settembre 2021 | Autore:
Pensione di inabilità dipendenti pubblici: domanda

Inabilità alle mansioni, a proficuo lavoro ed a qualsiasi attività lavorativa: come ottenere i trattamenti dall’ex Inpdap?

I dipendenti pubblici non possono, in caso di riduzione della capacità lavorativa, ottenere l’assegno ordinario d’invalidità, ma possono richiedere, oltre alla pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa, anche due speciali pensioni, per inabilità alla mansione o a proficuo lavoro. Bisogna però sottolineare che, in relazione alle pensioni di inabilità dei dipendenti pubblici, la domanda deve essere presentata con una procedura differente rispetto alle previsioni valide per la generalità dei lavoratori iscritti all’Inps.

Inoltre, il procedimento che deve essere seguito per ottenere la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa è diverso rispetto ai procedimenti finalizzati a conseguire la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro.

In generale, per la liquidazione di questi trattamenti, il primo adempimento necessario è la richiesta della visita medica collegiale alla propria amministrazione di riferimento.

Non è possibile delegare tutto al patronato, come avviene in relazione al riconoscimento dell’invalidità civile (a seguito della presentazione della certificazione introduttiva da parte del medico curante): l’istanza di accertamento sanitario parte invece dall’amministrazione- datore di lavoro, che invia il tutto al polo interno medico-legale che ricontatta il dipendente per fissare la visita medica. L’ufficio di riferimento per la visita cambia in base all’amministrazione di riferimento, alla località ed alla tipologia di riconoscimento richiesto.

A seguito dell’accertamento sanitario, qualora la commissione medica riconosca l’inidoneità assoluta e permanente, alla specifica mansione oppure al proficuo lavoro, il dipendente è collocato immediatamente a riposo, con diritto a ricevere la pensione dal giorno successivo (a meno che, in relazione all’inabilità alle mansioni, l’amministrazione non riesca a conferire al dipendente un diverso incarico compatibile).

La domanda di pensione all’Inps, quindi, può essere inoltrata solo a seguito dell’emissione del verbale della commissione medica con cui viene definita l’inidoneità assoluta, nonché dietro presentazione del provvedimento dell’amministrazione con cui il dipendente viene collocato forzatamente a riposo. Ma procediamo con ordine.

Invalido civile al 100%: spetta il riconoscimento dell’inabilità a proficuo lavoro o alle mansioni?

In merito alla riduzione della capacità lavorativa per i dipendenti pubblici, è importante precisare che il riconoscimento dell’invalidità civile nella misura del 100% non implica automaticamente il riconoscimento dell’inabilità alla mansione o a proficuo lavoro, o dell’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa, in quanto sono differenti i requisiti previsti per il riconoscimento delle condizioni sanitarie, nonché le commissioni mediche che si occupano degli accertamenti sanitari.

Pensione per inabilità a proficuo lavoro

La pensione per inabilità a proficuo lavoro [1] è una prestazione spettante ai soli dipendenti pubblici, per la quale sono necessari:

  • il riconoscimento medico legale, redatto dalle competenti commissioni, dal quale risulti che il dipendente pubblico non è più idoneo a svolgere in via permanente attività lavorativa in modo proficuo, cioè continuativo e remunerativo; la commissione medica competente è una commissione medica Asl integrata da un medico in rappresentanza della Cassa pensioni cui il lavoratore risulta iscritto [2]; a seconda dell’amministrazione di appartenenza del lavoratore, gli accertamenti possono essere svolti anche presso le Commissioni mediche di verifica Mef, o presso gli Ospedali militari; è possibile integrare la commissione anche da un medico di fiducia del lavoratore, se questi lo richieda assumendone l’onere a proprio carico;
  • almeno 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) sia per i dipendenti dello Stato, che per i dipendenti degli Enti locali o Sanità; almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto Difesa, sicurezza e soccorso pubblico [3];
  • la risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità permanente a proficuo lavoro [4].

Pensione per inabilità alla mansione

Per quanto riguarda la pensione per inabilità alla mansione, si tratta di un tipo di inabilità specifica, connessa cioè al tipo di attività svolta dal pubblico dipendente [5]. Ad esempio, può essere verificata l’inabilità alla mansione se il dipendente perde uno dei requisiti fisici o psichici che risultano essenziali per lo svolgimento di un determinato incarico.

La pensione per inabilità alle mansioni spetta soltanto nell’ipotesi in cui l’amministrazione non possa adibire il dipendente a mansioni equivalenti a quelle della propria qualifica.

Nel dettaglio, per ottenere l’inabilità alla mansione occorrono i seguenti requisiti:

  • il riconoscimento da parte della competente commissione Asl (si tratta, ugualmente, della commissione indicata in relazione all’inabilità a proficuo lavoro, che è integrata da un medico in rappresentanza della Cassa pensioni ed eventualmente da un medico di fiducia), o della commissione di verifica Mef, o dell’ospedale militare, a seconda dell’amministrazione di appartenenza, dal quale risulti che il dipendente è permanentemente inidoneo allo svolgimento della propria mansione;
  • almeno 15 anni servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti dello Stato; almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico; almeno 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti degli enti locali o della Sanità;
  • la risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità.

Pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa

Può essere riconosciuta l’inabilità ordinaria al lavoro [6] qualora il dipendente sia reputato inabile in modo permanente e assoluto a qualsiasi attività lavorativa e possieda almeno 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio.

Riconoscimento della pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro

Per quanto riguarda il riconoscimento della pensione per inabilità a proficuo lavoro o alle mansioni, il procedimento, finalizzato alla verifica della permanenza, o meno, delle condizioni per la continuazione dell’attività lavorativa, non si attiva con una domanda di pensione, ma è attivato:

  • d’ufficio dalla Pubblica Amministrazione/ datore di lavoro;
  • su domanda del lavoratore alla Pubblica Amministrazione/ datore di lavoro.

A seguito della richiesta da parte dell’Amministrazione/ datore di lavoro alla commissione medica, il lavoratore è convocato per l’accertamento medico collegiale presso le commissioni mediche Asl integrate.

Qualora il verbale della commissione medica dichiari l’inidoneità del lavoratore, l’Amministrazione/ datore di lavoro prosegue alla cessazione dal servizio per impossibilità sopravvenuta della prestazione lavorativa (a meno che, nel caso di inabilità alle mansioni, non sia possibile collocare il dipendente ad altra attività per la quale risulti idoneo), alla quale consegue, dietro apposita domanda di pensione all’Inps Gestione dipendenti pubblici (che può essere effettuata autonomamente tramite il sito dell’Inps, oppure tramite call center Inps o tramite patronato) il riconoscimento del diritto al trattamento pensionistico.

In questi casi, bisogna che la domanda di pensione all’Inps sia accompagnata dal verbale di visita medica collegiale (effettuata, a seconda dell’amministrazione di appartenenza del lavoratore e della prestazione richiesta, presso le commissioni mediche di verifica Mef, gli ospedali militari, o le Asl) che ha riconosciuto l’inidoneità lavorativa o alle mansioni.

Per questo tipo di domanda di pensione non è quindi richiesto un certificato medico introduttivo.

Com’è calcolata la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro?

La pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro è calcolata alla pari della pensione ordinaria (ad esempio, di vecchiaia o anticipata), quindi col sistema:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995;
  • non sono previste maggiorazioni per la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, mentre possono essere applicate maggiorazioni alla pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

Pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa

Per quanto riguarda la domanda di pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa per i dipendenti pubblici [7], l’istanza, con allegato un certificato medico introduttivo attestante lo stato di inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa, deve essere presentata all’ente datore di lavoro. Il certificato medico, a firma del proprio medico curante, deve essere obbligatoriamente redatto secondo uno specifico modello [8].

Ricevuta la domanda, l’ente datore di lavoro:

  • dispone l’accertamento sanitario presso le Commissioni mediche di verifica degli ospedali militari; nei casi di particolare gravità delle condizioni di salute dell’interessato può essere disposta la visita domiciliare;
  • ottenuto dalla commissione medica il verbale attestante lo stato di inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa, provvede alla risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente, cioè alla dispensa per inabilità;
  • la sede provinciale dell’ex Inpdap, ora Inps gestione dipendenti pubblici, provvede successivamente alla liquidazione della pensione.

Si noti che il conseguimento della pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro è limitatamente compatibile con una nuova attività lavorativa, mentre la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa è totalmente incompatibile con qualsiasi nuovo lavoro, nonché con l’iscrizione presso albi o elenchi.


note

[1] Art. 129 DPR 3/1957.

[2] Art. 13 L. 274/1991.

[3] Art. 52 DPR 1092/1973.

[4] Art. 7 L. 379/1955; Art. 42 DPR 1092/1973.

[5] Artt. 71 e 129 DPR 3/1957.

[6] Art.2 co. 12 L. 335/1995).

[7] Art. 2 Co. 12 L. 335/1995.

[8] Modello Allegato 1 al Decreto Ministeriale 187/1997.

Autore immagine: pixabay.com


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