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Lo sai che? Trasferimento dei dipendenti pubblici: quando non c’è demansionamento

Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2014

Nel pubblico impiego il demansionamento è disciplinato da regole diverse rispetto al settore privato: non conta il patrimonio di conoscenze e competenze professionali del dipendente.

Il dipendente pubblico, indipendentemente dalla professionalità acquisita, può essere trasferito ad altre mansioni purché esse siano equivalenti, sul piano oggettivo, a quelle assegnate al momento dell’assunzione.

È quanto precisato da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha chiarito la differenza tra il demansionamento nel pubblico impiego contrattualizzato e in quello privato.

Nel settore privato [2] il lavoratore può essere assegnato ad altri settori o uffici dell’azienda purché le nuove mansioni siano equivalenti o superiori rispetto a quelle di assunzione.

L’equivalenza deve sussistere sul piano oggettivo (cioè le mansioni devono rientrare nella stessa categoria professionale e salariale) e sul piano soggettivo (cioè la nuove mansioni devono eguagliarsi dal punto di vista della qualifica professionale richiesta e acquisita durante lo svolgimento del rapporto lavorativo).

Ciò significa che se il lavoratore ha maturato un’esperienza professionale qualificata nel settore amministrativo dell’azienda non può poi essere adibito a mansioni meramente manuali. L’assegnazione a mansioni inferiori a quelle di assunzione costituisce demansionamento ed è pertanto illegittima perché vietata dalla legge.

Nel settore pubblico contrattualizzato [3], invece, affinché l’assegnazione del dipendente a mansioni diverse da quelle di assunzione sia legittima è sufficiente l’equivalenza dal punto oggettivo tra le mansioni nuove e quelle originarie.

In altri termini basta che il nuovo posto di lavoro al quale il dipendente viene assegnato richieda mansioni che, in base al CCNL applicato, rientrano nella stessa categoria contrattuale.

A differenza del settore privato, non è invece necessario considerare anche l’equivalenza soggettiva tra mansioni, non essendo rilevante il bagaglio di competenze e il livello professionale raggiunto dal lavoratore.

Ciò in quanto nel pubblico impiego l’organizzazione del lavoro è comunque vincolata alla pubblica amministrazione e non è possibile sindacare il merito delle scelte effettuate da quest’ultima.

Di conseguenza non sussiste il demansionamento se il dipendente pubblico, pur avendo acquisito nel corso degli anni una comprovata esperienza professionale in un determinato settore dell’amministrazione, viene assegnato a mansioni che richiedono un profilo professionale inferiore al propria ma che rientrano nella stessa area salariale di quelle di assunzione.

note

[1] Cass. sent. n. 7106 del 26.03.2014.

[2] Art. 2103 cod. civ.

[3] Art. 52 D. Lgs. N. 165/2001.

Autore immagine: 123rf.com


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