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Cessione del credito: la guida alla piattaforma del Fisco

1 Settembre 2021 | Autore:
Cessione del credito: la guida alla piattaforma del Fisco

Come funziona lo strumento online dell’Agenzia delle Entrate per fruire dell’alternativa alla detrazione fiscale.

Ha già ricevuto il soprannome di «moneta fiscale». In effetti, il credito d’imposta si è diffuso recentemente come nuovo sistema di pagamento per la realizzazione di determinati lavori (uno su tutti, gli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico che danno diritto al superbonus del 110%), in alternativa all’utilizzo diretto delle detrazioni fiscali. Per agevolare l’utilizzo di questa formula, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti uno strumento online che serve a comunicare tutte le informazioni necessarie alla cessione del credito. La guida alla piattaforma del Fisco dedicata a questa procedura è ciò che ti proponiamo di seguito.

Giova ricordare, come accennato poco fa, che la cessione del credito d’imposta è una delle possibilità che la legge mette a disposizione dei cittadini per affrontare alcune tipologie di spese. Chi riceve questo credito, inoltre, ha la facoltà di cederlo a sua volta a terzi oppure di utilizzarlo nel modello F24 in compensazione con altre imposte dovute.

Ecco, allora la guida alla piattaforma del Fisco per sfruttare al meglio le possibilità della cessione del credito d’imposta.

Cessione del credito: che cos’è?

La cessione del credito d’imposta è la possibilità di rinunciare all’utilizzo diretto della detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi e di optare, in alternativa, per consegnare il relativo credito d’imposta di pari ammontare «con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari».

Nella cessione del credito a terzi, ci saranno tre soggetti coinvolti:

  • il ceduto, vale a dire il debitore (cioè il contribuente che opta per questa soluzione al posto della detrazione fiscale);
  • il cedente, ovvero il creditore che cede il proprio diritto (ad esempio, l’impresa edile che ha effettuato i lavori di ristrutturazione edilizia);
  • il cessionario, cioè il soggetto terzo verso quale il credito viene trasferito (ad esempio, la banca a cui l’impresa cede il proprio credito).

È possibile fruire della cessione del credito per le spese di:

  • ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni;
  • riqualificazione energetica che danno diritto all’ecobonus o al sismabonus da dividere in 10 anni;
  • recupero o restauro delle facciate degli edifici (il cosiddetto bonus facciate del 90%) da dividere in 10 anni;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
  • interventi che danno diritto al superbonus del 110%.

Cessione del credito: come accedere alla piattaforma del Fisco

Per comunicare al Fisco le informazioni che servono ai fini della cessione del credito d’imposta, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti sul proprio sito la Piattaforma Cessione Crediti. Per accedervi, la prima cosa da fare è, appunto, collegarsi al sito dell’Agenzia ed entrare nell’area riservata.

È necessario essere in possesso dello Spid, della Carta d’identità elettronica o della Carta nazionale dei servizi, oppure delle credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate finché saranno in uso. L’accesso deve essere effettuato dal contribuente: non sono ammessi né intermediari né procedure automatiche.

Una volta entrati nell’area riservata, occorre seguire il percorso «La mia scrivania / Servizi per / Comunicare» e scegliere «Piattaforma Cessione Crediti».

Cessione del credito: le sezioni della piattaforma

La Piattaforma Cessione Crediti è suddivisa in quattro sezioni:

  • monitoraggio crediti;
  • cessione crediti;
  • accettazione crediti;
  • lista movimenti.

Monitoraggio crediti

In quest’area, è possibile consultare il riepilogo sintetico, per tipologia di credito e anno di riferimento.

Si possono trovare:

  • i crediti ricevuti (ceduti all’utente da altri soggetti), differenziati tra crediti «in attesa di accettazione», «accettati» e «rifiutati» da parte dell’utente;
  • i crediti ceduti, cioè quelli che l’utente ha trasferito ad altri soggetti, con la precisazione se i cessionari hanno accettato o meno la cessione;
  • i crediti ricevuti e accettati dall’utente, utilizzati dallo stesso in compensazione tramite il modello F24, o contenuti in modelli F24 in corso di perfezionamento (viene chiamato «credito prenotato»);
  • i crediti residui, che l’utente può utilizzare in compensazione tramite il modello F24 o cedere a terzi.

Cessione crediti

In questa sezione, è possibile visualizzare i crediti ricevuti, che possono quindi essere ulteriormente ceduti. Per i crediti cosiddetti «cedibili una sola volta» può essere comunicata una sola cessione. Pertanto, l’ulteriore cessionario indicato deve utilizzarli esclusivamente in compensazione tramite il modello F24.

Per ogni riga, spuntando la relativa casella, si possono indicare l’importo del credito ceduto e il codice fiscale del cessionario. Nella colonna «Note», viene riportato se il codice fiscale è valido.

Per proseguire con la cessione, è necessario spuntare la casella (in fondo alla pagina) «Si autorizza il cessionario alla visualizzazione, in fase di accettazione/rifiuto, del nominativo relativo al codice fiscale del cedente» e poi cliccare sul pulsante «Cedi crediti selezionati». Infine, occorre confermare di voler proseguire con le operazioni selezionate.

Per consentire all’utente di controllare la correttezza delle operazioni eseguite, le comunicazioni delle cessioni predisposte sono riepilogate in una pagina successiva.

Per confermare definitivamente la comunicazione della cessione, è necessario cliccare sul pulsante «Cedi» e inserire il proprio codice Pin nella finestra di dialogo. Nel caso in cui l’accesso al sito dell’Agenzia sia stato effettuato tramite Spid, non occorre indicare il codice Pin.

Se l’operazione termina correttamente, la piattaforma visualizza il messaggio «Operazione correttamente eseguita».

Crediti ricevuti e accettati dall’utente

In quest’area della piattaforma, sono visibili:

  • i crediti di cui l’utente risulta cessionario, ossia i crediti ceduti da altri soggetti;
  • le comunicazioni in cui risulta come fornitore che ha praticato gli sconti, per i quali è richiesta l’accettazione, con l’indicazione del tipo di credito, dell’anno di riferimento, del soggetto cedente e dell’importo del credito ricevuto.

Se i crediti ricevuti sono riferiti ad annualità future, il cessionario può utilizzarli in compensazione a partire dal 1° gennaio di tali annualità. La quota di credito che non è utilizzata in compensazione nell’anno di fruibilità può essere utilizzata negli anni successivi, indicando comunque, quale anno di riferimento, l’anno originario di fruibilità.

In alternativa, i crediti accettati possono essere ulteriormente ceduti a terzi.

Lista movimenti

In quest’area, l’utente può consultare la lista delle comunicazioni di cessione dei crediti in cui risulta come cedente o cessionario e le eventuali operazioni successive.

A tal fine, è necessario specificare il periodo temporale oggetto della consultazione o il codice fiscale del cedente o del cessionario e poi cliccare sul pulsante «Visualizza».

Cessione del credito: cosa c’è all’interno della piattaforma

Il contribuente che accede alla Piattaforma Cessione Crediti può già trovare le informazioni su alcuni crediti, in particolare quelli relativi a:

  • bonus vacanze, di cui sono titolari le strutture ricettive;
  • spese di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, di cui sono titolari i soggetti che le hanno sostenute;
  • spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, di cui sono titolari i soggetti che le hanno sostenute.

Cessione del credito: cosa non c’è all’interno della piattaforma

Ci sono altre informazioni che andranno integrate a quelle già esistenti, poiché si tratta di crediti cedibili non noti all’Agenzia delle Entrate e che possono essere utilizzati dal titolare senza preventiva comunicazione al Fisco.

È il caso, ad esempio, dei crediti relativi:

  • ai canoni dei contratti di locazione di botteghe e negozi o degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui sono titolari i locatari e gli affittuari;
  • alle detrazioni per superbonus e altri interventi edilizi, di cui sono titolari i soggetti che hanno sostenuto le relative spese.

Significa che i dati del credito e la relativa cessione devono essere preventivamente comunicati dal titolare attraverso le apposite procedure presenti nell’area riservata del sito dell’Agenzia. In questo modo, il credito viene caricato nella piattaforma a nome del cessionario.

In qualsiasi caso, i cessionari dei crediti d’imposta e i fornitori che hanno realizzato gli interventi accedono alla piattaforma dall’area riservata del sito dell’Agenzia per confermare l’esercizio dell’opzione e accettare il credito. Potranno, così:

  • utilizzarlo in compensazione tramite modello F24;
  • comunicare l’eventuale ulteriore cessione ad altri soggetti, sempre tramite la piattaforma.

I crediti accettati dai cessionari e dai fornitori possono essere fin da subito ulteriormente ceduti a soggetti terzi, anche parzialmente e in più soluzioni. Quante? Non sono previsti dei limiti. Inoltre, dopo l’accettazione, i crediti sono visibili anche nel cassetto fiscale del cessionario e del fornitore e possono essere utilizzati, da subito, in compensazione tramite modello F24, a meno che le disposizioni di riferimento non prevedano diversamente.

L’ulteriore cessionario visualizza sulla propria piattaforma i dati dei crediti ricevuti.

Cessione del credito: che succede in caso di errore?

Se capita che una cessione del credito d’imposta venga comunicata per errore, anche se il cessionario non accetta il credito ricevuto, il cedente non può utilizzarlo in compensazione o cederlo ulteriormente. È necessario, infatti, che il cessionario rifiuti la cessione, attraverso l’apposita funzione della piattaforma, perché chi cede erroneamente il credito possa tornare a disporne.

L’accettazione e il rifiuto non possono essere parziali e sono irreversibili.



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