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L’avvocato di controparte può contattarmi? 

18 Maggio 2021 | Autore:
L’avvocato di controparte può contattarmi? 

Il legale di parte avversa deve relazionarsi esclusivamente con il suo collega, dunque con il tuo difensore, altrimenti va incontro a sanzioni disciplinari. 

Hai avviato un’azione legale nei confronti di un tuo vicino, di un debitore o dell’ex coniuge. Un giorno ricevi una lettera, o una telefonata, dal difensore del tuo avversario, che contesta la tua versione della vicenda. La stessa cosa può verificarsi a parti ribaltate: stai subendo un’azione giudiziaria e vieni chiamato dal difensore della controparte, che ti chiede di pagare in fretta o di rinunciare a un tuo diritto. In questi casi, ti chiedi: «L’avvocato di controparte può contattarmi?».

La risposta è no, ma bisogna distinguere due casi: quello in cui la parte che viene contattata è già assistita dal proprio difensore e quello in cui, invece, ne è priva. Se c’è già un difensore nominato, il collega di controparte non lo può scavalcare o bypassare cercando un contatto diretto con la parte da lui assistita. Inoltre, questo comportamento è considerato scorretto ed è previsto come illecito disciplinare dal Codice deontologico forense, che stabilisce le norme di comportamento degli avvocati. 

Peggio ancora se l’avvocato che cerca direttamente la controparte sa che in quel momento essa non è assistita da nessun difensore: compiere un comportamento del genere significa approfittare della vulnerabilità dell’interlocutore, che potrebbe essere preso alla sprovvista da questa “mossa legale”. Perciò, quando ti domandi se l’avvocato di controparte può contattarti tieni presente che egli stesso dovrebbe essere consapevole di compiere una condotta scorretta, che gli potrai contestare. 

L’avvocato che contatta la controparte commette un illecito?

Il Codice deontologico forense [1] contiene un’apposita norma di comportamento che riguarda i rapporti dell’avvocato con la parte assistita da un collega. Essa dispone che l’avvocato:

  • non deve mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia essere assistita da altro collega;
  • può avere contatti con le altre parti, «in ogni stato del procedimento e in ogni grado del giudizio», solo in presenza del loro difensore o con il consenso di questi;
  • può indirizzare la corrispondenza direttamente alla controparte, inviandone sempre copia per conoscenza al collega che la assiste, «esclusivamente per richiedere comportamenti determinati, intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze»;
  • non deve ricevere la controparte assistita da un collega senza informare quest’ultimo e ottenerne il consenso.

Perciò, il divieto non è assoluto, ma opera soltanto quando l’avvocato è consapevole che la controparte è assistita da un altro legale. Anche in tali casi, egli potrebbe avere il consenso del difensore di controparte per intraprendere contatti diretti.

Quanto alle lettere o alle altre missive formali, come le Pec, l’avvocato può inviarle direttamente alla controparte, ma soltanto per interrompere il decorso della prescrizione, evitare decadenze o intimare la messa in mora del debitore. In tutti questi casi, però, deve inviare copia della comunicazione anche al difensore del destinatario.

Come viene sanzionato l’avvocato che contatta la controparte?

La violazione di questi doveri e divieti integra un illecito disciplinare e comporta l’applicazione della sanzione della censura, che verrà irrogata dal Consiglio distrettuale di disciplina (Cdd) competente per territorio in relazione al luogo ove l’avvocato è iscritto.

La giurisprudenza della Cassazione ha ribadito in numerose occasioni il principio secondo cui l’avvocato non può contattare la controparte, e se lo fa commette una violazione delle norme di correttezza stabilite dal Codice deontologico che abbiamo esaminato.

In un recentissimo caso, la Suprema Corte [2] ha confermato la sanzione disciplinare dell’avvertimento, irrogata dal Consiglio nazionale forense, ad un avvocato che aveva inviato una lettera direttamente alla controparte, intimandogli di pagare un debito mentre era pendente una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, senza inviarla al suo difensore. Gli Ermellini hanno evidenziato che attraverso questa comunicazione diretta con la controparte l’avvocato si era sottratto al dovere di accordarsi sulla vicenda contenziosa esclusivamente con il collega che già rappresentava e difendeva la parte in quel giudizio.

I giudici di piazza Cavour richiamano i doveri dell’avvocato quando affermano – si legge in sentenza – che «in materia di responsabilità disciplinare degli avvocati, le norme del Codice deontologico che elencano i comportamenti che il professionista deve tenere nei rapporti con i colleghi, la parte assistita, la controparte, i magistrati e i terzi, costituiscono mere esplicitazioni esemplificative dei doveri di lealtà, correttezza, probità, dignità e decoro, previsti in via generale dalla legge professionale e dallo stesso Codice, sicché la loro inosservanza si traduce inevitabilmente nella violazione di tali doveri».  

Avvocato di controparte mi contatta: cosa fare?

Se vieni contattato direttamente dall’avvocato di controparte è buona regola informare al più presto il tuo difensore per adottare le iniziative opportune da intraprendere. Se in quel momento sei ancora privo di avvocato, faresti bene a nominarne subito uno per curare efficacemente i tuoi interessi, evitando di confrontarti con un professionista del settore legale che quasi certamente è più preparato di te. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite [3] ha affermato che la controparte senza difensore «si trova in una situazione di evidente vulnerabilità».

Se l’avvocato di controparte ti contatta, occorre, quindi, rimediare allo squilibrio mettendo quel legale – che, come hai visto, ha adottato un comportamento illecito da un punto di vista disciplinare – in condizioni di confrontarsi con un suo collega, cioè con il tuo avvocato, anziché relazionarsi direttamente con te, in un modo che non sarebbe certo ad armi pari.

Per ulteriori informazioni leggi l’articolo “L’avvocato può contattare la controparte?“.


note

[1] Pubblicato in G.U. n. 241 del 16.10.2014.

[2] Cass. S.U. sent. n. 13167 del 17.05.2021.

[3] Cass. S.U. sent. n. 2273 del 30.01.2018.

Autore immagine: canva.com/


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