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Sottrarsi al mantenimento dei figli: quali conseguenze?

1 Settembre 2021
Sottrarsi al mantenimento dei figli: quali conseguenze?

Cosa succede se il genitore separato decide di non corrispondere l’assegno in favore della prole?

Hai deciso di lasciare tuo marito. Le cose tra voi sono peggiorate subito dopo la nascita del primo bambino. All’inizio, ti dicevi che era normale, ma con il tempo ti sei resa conto che il sentimento tra voi era finito già da parecchio tempo. Quando gli hai comunicato la tua decisione, ti ha detto che non avrebbe versato un centesimo né per te né per i ragazzi. Per questo motivo, ti rechi dal tuo legale di fiducia per capire come comportarti. Ma sottrarsi al mantenimento dei figli quali conseguenze comporta?

Devi sapere che se un genitore omette volontariamente di corrispondere il contributo economico alla prole, così come previsto dal giudice, rischia una condanna per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Si tratta di un reato punito dal Codice penale con la multa e la reclusione fino ad un anno. Inoltre, dal punto di vista civile, potrebbe essere tenuto al risarcimento del danno, oltre a subire un pignoramento dei beni. L’argomento ti interessa? Allora mettiti comodo perché ti spiego tutto in questo articolo.

Mantenimento dei figli: di cosa si tratta?

La separazione non fa venire meno l’obbligo per i genitori di provvedere ai propri figli dal punto di vista economico. In altre parole, è necessario sostenere tutte le spese relative all’educazione, all’istruzione, alla salute, ecc. anche se non si vive più sotto lo stesso tetto. Si tratta di un dovere sacrosanto che perdura fino a quando il figlio avrà raggiunto quella indipendenza economica che gli consentirà di mantenersi da solo.

In genere, il genitore non convivente con il reddito più alto è tenuto a:

  • corrispondere all’ex una somma di denaro mensile per coprire tutte le spese ordinarie del minore, come ad esempio l’abbigliamento, la ricarica del cellulare, il trasporto urbano, ecc.;
  • contribuire alle spese straordinarie (solitamente, nella misura del 50%) necessarie per far fronte ad eventi imprevedibili ed eccezionali, come ad esempio un intervento chirurgico, un apparecchio ai denti, ecc.

Quindi, lo scopo del mantenimento è fare in modo che il ragazzo continui ad avere, per quanto possibile, il medesimo tenore di vita goduto prima della separazione.

Mantenimento dei figli: come viene calcolato?

Per calcolare l’ammontare del mantenimento da corrispondere nell’interesse dei figli, il giudice tiene conto di alcuni criteri. In particolare:

  • le esigenze attuali del minore e il suo tenore di vita goduto in precedenza: ad esempio, se il bambino era iscritto ai boy scout, se prendeva lezioni di chitarra, ecc.;
  • i redditi di entrambi i genitori;
  • la valenza dei compiti di cura assunti nei confronti del minore.

Ovviamente, ogni situazione andrà valutata caso per caso, ma ciò che conta è sempre l’interesse del minore.

Sottrarsi al mantenimento dei figli: quali conseguenze?

Può capitare che un genitore cerchi di sottrarsi all’obbligo di mantenimento nei confronti dei figli nonostante il provvedimento del giudice.

Ebbene, tale condotta non è priva di conseguenze. Dal punto di vista penale, infatti, si corre il rischio di subire una condanna per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [1] punito con la multa fino a 1.032 euro e la reclusione fino ad un anno. Tuttavia, è necessario che l’altro genitore presenti una querela alle autorità territorialmente competenti (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica) dimostrando che il mancato pagamento dell’assegno non è un episodio isolato ma un comportamento reiterato.

Recentemente, la Corte di Cassazione [2] ha condannato un genitore che, per non pagare il mantenimento al figlio, aveva ceduto le quote della propria attività lavorativa. Tale scelta, secondo i giudici, sarebbe stata dettata dall’intenzione di privarsi volontariamente della disponibilità economica per evitare di corrispondere il contributo in favore del minore.

Per completezza, va precisato altresì che un eventuale stato di disoccupazione non è considerato un motivo sufficiente per essere esonerati dall’obbligo di mantenimento verso i figli. Quindi, il genitore dotato di capacità lavorativa può essere comunque tenuto a versare anche una piccola cifra mensile come 100 euro, a meno che non provi l’assoluta impossibilità di far fronte alle obbligazioni.

Invece, dal punto di vista civile, il genitore inadempiente rischia:

  • di vedersi notificato un atto di precetto, visto che la sentenza con cui il giudice stabilisce l’obbligo di mantenimento è a tutti gli effetti un titolo esecutivo. Quindi, se la parte non paga entro il termine di 10 giorni, allora si potrà avviare l’esecuzione forzata attraverso il pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi;
  • una condanna al risarcimento dei danni nei confronti del figlio e dell’altro genitore;
  • una sanzione amministrativa pecuniaria fino ad un massimo di 5 mila euro;
  • l’ammonimento del giudice.

Sottrarsi al mantenimento dei figli: il Fondo di Solidarietà

Se un genitore non corrisponde al figlio quanto dovuto, è possibile chiedere allo Stato un’anticipazione delle somme presentando un’apposita domanda per accedere al Fondo di Solidarietà. I requisiti per ottenere il contributo sono:

  • la convivenza con figli minori (o maggiorenni portatori di handicap grave);
  • il diritto al mantenimento riconosciuto dal giudice;
  • l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 3 mila euro;
  • aver già tentato di ottenere la corresponsione dell’assegno dall’ex.

Se ricorrono tutti i presupposti, il ministero della Giustizia provvederà ad erogare le somme spettanti per poi recuperarle dal genitore inadempiente.


note

[1] Art. 570 cod.pen.

[2] Cass. sent. n. 19301/21 del 17.05.2021.

Autore immagine: pixabay.com


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