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Auto in prestito: cosa c’è da sapere

23 Maggio 2021
Auto in prestito: cosa c’è da sapere

Comodato dell’auto: cosa bisogna fare, il contratto, la comunicazione alla Motorizzazione, la responsabilità in caso di incidenti e di multe. 

Cosa bisogna fare quando si decide di prestare un’auto a una persona? Quali sono gli adempimenti richiesti dalla legge e come tutelarsi nel caso in cui il conducente dovesse violare il Codice della strada e prendere delle multe o fare un incidente? Quali documenti è necessario firmare e come regolarizzarsi per evitare contestazioni da parte della polizia nell’ipotesi di un controllo? Ecco cosa c’è da sapere sull’auto in prestito. Qui di seguito troverai una guida per districarti in questa articolata problematica. Terremo conto di tutte le norme – amministrative, civili e penali – che regolano tale materia. Ma procediamo con ordine. 

Auto in prestito: è necessario un contratto?

Se presti un’auto a una persona stai compiendo, consapevolmente o inconsapevolmente, un contratto di comodato. Il comodato consiste infatti nel prestito di un bene mobile o immobile e non ha una durata prestabilita. Quindi, si configura il comodato anche per poche ore. 

Il comodato può essere formalizzato anche verbalmente o con la semplice consegna delle chiavi dell’auto (ossia con un comportamento inequivoco). Non c’è bisogno quindi di un contratto scritto. La scrittura privata però può servire per regolamentare meglio una serie di eventualità come, ad esempio, la responsabilità in caso di danni al veicolo o di multe stradali (di tanto parleremo meglio in seguito).

Auto in prestito: una precauzione

Prima di prestare l’auto a un’altra persona è fortemente consigliabile chiedere a questa una fotocopia della patente in corso di validità. Ciò servirà non solo a scongiurare una corresponsabilità in caso di guida senza patente, ma anche a fornire alla polizia i dati dell’effettivo conducente nel caso in cui questi dovesse violare il Codice della strada. Come vedremo più in là, infatti, qualora la contestazione della violazione non sia immediata, dovrà essere il proprietario a comunicare alle autorità chi era alla guida del volante e quali sono i dati della patente di quest’ultimo.

Auto in prestito: è necessario comunicarlo alle autorità?

Se i rapporti privati tra le parti non necessitano di un’esplicita regolamentazione, nei confronti dello Stato le cose vanno diversamente. Difatti, se il prestito riguarda soggetti non conviventi e si protrae per oltre 30 giorni, è necessario effettuare una comunicazione alla Motorizzazione. Ciò al fine di trascrivere, sulla carta di circolazione, il nome dell’effettivo conducente. In caso contrario, si rischia una sanzione amministrativa di 712 euro e il ritiro della carta di circolazione. 

Auto in prestito: come tutelarsi per i danni alla macchina

Chi ha in prestito un’auto altrui è tenuto a trattarla come se fosse propria: deve cioè usare la diligenza del buon padre di famiglia evitando di danneggiarla. In caso contrario, l’utilizzatore dovrà risarcire tutti i danni prodotti al veicolo. E ciò a prescindere dall’esistenza di un accordo scritto attestante il comodato. Quindi, il possessore che dovesse, ad esempio, strisciare la fiancata della macchina sarà tenuto a risarcire eventuali danni subiti dal proprietario e a pagare quindi la sua riparazione. 

Attenzione però: non è facile individuare i danni causati da un non corretto utilizzo dell’auto e quelli invece derivanti da usura e vetustà, che si sarebbero comunque prodotti anche nel caso in cui non ci fosse stato il prestito. Ecco che, per tale ragione, sarebbe più opportuno effettuare un check-up prima della consegna del mezzo, indicando tutte le parti integre e quelle non integre (ad esempio, la presenza di un danno alla carrozzeria o di rumori al motore). In questo modo, sarà più facile ricostruire le eventuali responsabilità. 

Auto in prestito e danni a terzi

Ai sensi dell’articolo 2054 del Codice civile, il proprietario del veicolo è corresponsabile insieme al conducente per tutti i danni causati da questi a persone o cose. Si configura cioè una responsabilità solidale. Le parti possono di certo firmare un accordo con cui il possessore si assume la responsabilità per i danni causati a terzi, ma tale patto non è opponibile al danneggiato che potrà quindi rivalersi indifferentemente contro il conducente o contro il proprietario. Pertanto, l’unico effetto di tale scrittura privata è di consentire al proprietario di rivalersi contro il conducente nel caso in cui dovesse subire l’azione di responsabilità del terzo danneggiato.

Auto in prestito e incidenti stradali

Per l’eventuale responsabilità penale derivante da un incidente stradale risponderà sempre il conducente, per cui il titolare non avrà alcuna preoccupazione.

Viceversa, per la responsabilità civile – quella cioè collegata al risarcimento – vale il principio di corresponsabilità tra proprietario e possessore. Tuttavia, è anche vero che gli eventuali danni causati dalla circolazione del mezzo sono coperti in automatico dall’assicurazione; sicché, il proprietario del veicolo sarà garantito dalla sua polizza. Polizza che però subirà l’aumento della classe di merito nell’ipotesi di una responsabilità del conducente superiore al 50%. In conseguenza di tale aumento del prezzo del premio, il comodante potrà convenire con il comodatario – meglio se attraverso un apposito patto scritto – che quest’ultimo si faccia carico del maggiore esborso che il primo dovrà sostenere. Anche in questo caso, l’accordo non è opponibile all’assicurazione ma vale solo tra le parti.

Auto in prestito e multe

Cosa succede infine se il conducente dovesse violare il Codice della strada e subire delle multe? In tale ipotesi, la legge prevede una responsabilità solidale tra conducente e proprietario per quanto riguarda unicamente l’importo della sanzione. Pertanto, se non paga l’uno, dovrà pagare l’altro. Nessun accordo tra le parti potrà cambiare tale regola ma si potrà tutt’al più stabilire il diritto al rimborso in capo al mutuante. 

Per quanto invece attiene all’eventuale decurtazione dei punti conseguente al verbale, di questa non risponde mai il proprietario. Difatti, la legge prevede che, in caso di contestazione differita, con invio cioè del verbale a casa del proprietario del mezzo, questi entro 60 giorni dovrà indicare il nome dell’effettivo conducente e i dati della sua patente. In tal modo, la sanzione accessoria verrà irrogata solo a quest’ultimo. 



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