Fondi europei per liberi professionisti: via libera dalla Commissione

10 aprile 2014


Fondi europei per liberi professionisti: via libera dalla Commissione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2014



Via libera ai fondi europei per le professioni: ci sono 2,3 miliardi di euro da erogare fino al 2020: ora tocca alle Regioni evitare discriminazioni.

Per la prima volta, la Commissione europea adotta un piano per i liberi professionisti nel quadro delle politiche per la crescita, riconoscendo le potenzialità imprenditoriali delle professioni.

La Commissione Ue ha presentato ieri, ufficialmente, il piano in base al quale, nel quadro delle politiche per la crescita, gli iscritti agli Ordini diventano destinatari dei fondi comunitari, al pari delle Pmi. Si tratta dei fondi per sostenere competitività, innovazione e ricerca.

Le professioni diventano, così, a tutti gli effetti, destinatarie dei fondi comunitari per gli investimenti al pari delle imprese. Le risorse (ammontanti a 2,3 miliardi) verranno impiegate fino al 2020 per finanziare l’innovazione e la ricerca.

In Europa, le imprese di liberi professionisti sono circa 4 milioni, cui sono legati 11 milioni di addetti. Il giro d’affari è di circa 560 miliardi. D’altra parte la crisi economica ha indotto le rappresentanze di categoria a ricercare nuovi strumenti per il supporto degli studi, per agevolare l’accesso al credito ma anche per favorire un’organizzazione più competitiva.

Tajani, vice presidente della Commissione UE ha detto che i professionisti sono veri e propri imprenditori: dunque rientrano a pieno titolo tra quanti possono concorrere per ottenere i fondi comunitari.

L’importante è ora vigilare perché il piano europeo sia ben recepito nelle Regioni. In concreto i bandi non devono essere discriminatori, escludendo nei fatti i liberi professionisti magari con il requisito di iscrizione alla Camera di commercio. Ad esempio, un bando che richieda come requisito di base per accedere ai fondi l’iscrizione alla Camera di commercio o ponga limiti economici di finanziamenti molto elevati di fatto finisce per tagliare fuori le categorie professionali dalle decine di milioni di euro che potrebbero arrivare. Di conseguenza, una scrittura del bando “corretta” diventa di fondamentale importanza e gli uffici regionali sono un passaggio obbligato in vista di una adeguata stesura che metta anche i professionisti in condizione di concorrere.

I primi bandi accessibili per i professionisti potrebbero arrivare entro tre mesi o, al più tardi, subito dopo l’estate.

I settori di investimento più interessanti per i dottori commercialisti sono quelli legati allo sviluppo della professione specie sul fronte dell’internazionalizzazione. Sotto questo profilo agli studi professionali è chiesto di investire in maniera forte per raggiungere una massa critica che consenta loro di proporsi alle imprese come centri efficienti di consulenza. Un aspetto questo meno sentito dai professionisti degli altri Paesi (tedeschi e francesi in prima linea) che hanno guardato con non eccessivo interesse all’estensione dei fondi alle professioni.

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Autore immagine: 123rf.com

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