Diritto e Fisco | Articoli

Esistono carte di credito non pignorabili?

19 Maggio 2021
Esistono carte di credito non pignorabili?

Come funzionano le carte di credito prepagate, quelle con Iban e quelle agganciate a un conto corrente: quando è possibile il pignoramento e quando no.

Un nostro lettore ci chiede se esistono carte di credito non pignorabili. Cercando in rete, abbiamo trovato numerosi siti che parlano di carte di credito non pignorabili, facendo distinzione tra quelle agganciate ad un conto corrente (che fungono solo come strumento di pagamento) e quelle invece svincolate. Tra queste ultime ci sono quelle con Iban, quelle senza e quelle infine, meglio note come “usa e getta”, acquistabili presso normali rivendite, senza bisogno di documenti, che consentono soltanto di spendere il denaro in esse accreditato senza poter effettuare prelievi. 

Sulla possibilità di pignorare una carta di credito bisogna fare alcune importanti precisazioni. La domanda infatti, per come posta, è evidentemente frutto di un equivoco. Ma procediamo con ordine.

Si può pignorare una carta di credito?

Partiamo da una precisazione che, per quanto banale, è invece necessaria per comprendere il discorso che svilupperemo più avanti. Una carta di credito non è mai pignorabile nella sua materialità. Ad essere pignorabile è, tutt’al più, il denaro che è depositato in banca a nome del titolare della carta e che da questi è utilizzabile proprio in forza del possesso di tale documento. 

Da ciò deriva un’importante conseguenza di carattere processuale: l’unico (eventuale) modo per pignorare una carta di credito è il cosiddetto pignoramento presso terzi, la stessa procedura cioè che si compie per pignorare il conto corrente o i libretti di deposito. Non si può invece procedere con il pignoramento dei beni mobili (meglio detto «pignoramento mobiliare»).

Pertanto, se anche, nel corso di un pignoramento mobiliare a casa del debitore, l’ufficiale giudiziario dovesse trovare una carta di credito poggiata su un tavolo non potrebbe pignorarla, non essendo questa la procedura adatta a tale tipo di bene/strumento.

Quali sono le carte di credito non pignorabili?

Esistono carte di credito non pignorabili ma, come vedremo a breve, ciò succede non perché queste siano segrete e non rintracciabili dai creditori, ma per via del particolare funzionamento di esse. Per comprendere meglio questo discorso dobbiamo fare una premessa.  

In tutti i siti che abbiamo visionato su internet attraverso la chiave di ricerca «Esistono carte di credito pignorabili?», non si chiarisce quanto stiamo per dire. È possibile distinguere due macro tipi di carte di credito: 

  • le carte di credito ricaricabili;
  • le carte di credito collegate a un conto corrente.

Le carte di credito ricaricabili sono quelle che vengono rilasciate dall’istituto emittente (la banca) dopo che il correntista ha depositato una determinata somma di denaro pari al loro importo facciale. Come vedremo meglio nel successivo paragrafo, queste carte possono essere di diversi tipi e sono sempre pignorabili.

Poi ci sono le carte di credito collegate a un conto corrente che vengono rilasciate a chi ha già un rapporto bancario: esse servono, al pari dei bancomat, ad effettuare pagamenti ai Pos utilizzando la provvista presente sul conto corrente. Dunque, in tale ipotesi, la carta di credito non possiede una propria disponibilità di denaro: essa si appoggia a un conto di cui utilizza il denaro in esso depositato. È il caso delle più comuni carte di credito, collegate a circuiti come Visa, MasterCard, American Express, JCB, Diners Club, ecc.

Una carta di credito di questo tipo non si può pignorare per una semplice ragione: essa non rappresenta una autonoma ricchezza. Al contrario è solo uno strumento di pagamento elettronico. Il denaro che viene utilizzato per i pagamenti è quello già presente sul conto corrente intestato al possessore della carta. Quindi, ciò che può essere pignorato, in questa ipotesi, è il conto corrente bancario o postale e non la carta.

A dimostrazione di ciò v’è il fatto che tali carte non entrano mai nella proprietà del correntista e gli possono essere sempre revocate dalla banca nel caso di violazioni delle norme sui pagamenti; si pensi a chi emette assegni a vuoto che pertanto si vedrà revocata la possibilità di usare la carta di credito a suo nome.

Il creditore che voglia rintracciare il conto corrente del debitore e sapere presso quale banca questo è intrattenuto deve semplicemente notificare, al debitore medesimo, il cosiddetto «atto di precetto» (un invito a pagare entro 10 giorni) e, subito dopo, chiedere al Presidente del Tribunale l’autorizzazione ad effettuare una ricerca sull’Anagrafe tributaria, un registro detenuto dall’Agenzia delle Entrate. In un’apposita sezione di questa – meglio noto come Registro dei rapporti finanziari – sono elencati tutti i conti correnti intestati ai cittadini italiani e, ovviamente, le banche presso cui essi si trovano. Non è però specificato l’importo depositato. 

Con tali dati il creditore può procedere a colpo sicuro tramite un pignoramento presso terzi, bloccando così i soldi depositati sul conto corrente. 

Carte di credito prepagate impignorabili

Dopo aver visto che le carte di credito collegate a un conto corrente e che consistono in meri strumenti di pagamento non sono pignorabili proprio per la loro particolare natura, ben potendo però esserlo il conto corrente di appoggio, vediamo invece se esistono carte di credito prepagate impignorabili. 

Il funzionamento di tali strumenti è completamente diverso: a fronte dell’emissione della carta, il detentore ha versato del denaro in banca che però non viene depositato su un conto corrente. La carta consente di spendere tale denaro senza bisogno di portare con sé i contanti. La carta è quindi una sorta di assegno circolare spendibile anche in modalità frazionata, completamente sganciato da un conto.

Premesso che, anche in questo, non è pignorabile la carta in sé (come oggetto materiale) ma la provvista che ad essa fa riferimento, possiamo dire che tutte le carte di credito prepagate sono pignorabili. Ne esistono di vari tipi: 

  • ci sono quelle dotate di un Iban, che funzionano come veri e propri conti correnti: esse consentono di effettuare pagamenti, prelievi, versamenti e di ricevere pagamenti su di essa;
  • ci sono quelle senza Iban, che possono essere ricaricate di volta in volta e che permettono di spendere il denaro precedentemente depositato in banca o di effettuare prelievi;
  • ci sono quelle “usa e getta”, di solito di importo molto modesto, che permettono solo di effettuare acquisti senza possibilità di prelievi di contanti. 

Ad eccezione solo dell’ultima categoria di carte di credito prepagate (peraltro di minor rilievo, sia perché in via di estinzione, sia perché di importo irrisorio), tutte le altre sono pignorabili. O meglio, è pignorabile l’importo di denaro precedentemente depositato dal cliente in banca. La loro esistenza è resa nota ai creditori tramite lo stesso strumento previsto per i conti correnti di cui abbiamo parlato sopra: l’Anagrafe tributaria e il Registro dei rapporti finanziari. Sicché chiunque abbia in corso una procedura giudiziale di recupero crediti nei confronti di un debitore può ben sapere se questi detiene carte di credito prepagate, sottoponendole così a pignoramento.

Il caso delle carte di credito revolving

Un caso particolare sono le carte di credito revolving che, in realtà, non sono vere e proprie «carte di credito» ma «di debito». Esse funzionano come una sorta di apertura di credito (anche detto “fido” o “affidamento bancario”) e consentono di spendere somme di cui il cliente ancora non dispone. In pratica, la banca dà la possibilità al titolare della carta di effettuare acquisti attingendo da un prestito che, di volta in volta ed entro un prefissato limite, l’istituto di credito gli eroga. 

Tali carte quindi creano debito con la banca, debito che poi dovrà essere ripianato successivamente (peraltro a fronte di interessi molto elevati).

Queste carte non sono pignorabili proprio perché, a fronte di esse, non esiste alcuna disponibilità di denaro in banca e tutti i pagamenti che il titolare della carta andrà ad effettuare sono, in realtà, rivolti a ripianare un debito e, come tali, non possono essere pignorati. 

 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube