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Bollo auto storiche: quanto si paga?

1 Settembre 2021 | Autore:
Bollo auto storiche: quanto si paga?

Per le auto ultraventennali e per quelle ultratrentennali è prevista rispettivamente la riduzione e l’esenzione dal pagamento del bollo ma solo in casi ben determinati.

Numerose sono le auto storiche attualmente circolanti nel nostro Paese e si differenziano a seconda dell’età di costruzione tra quelle che hanno dai venti ai ventinove anni e quelle che hanno più di trent’anni. Le prime usufruiscono di una riduzione della tassa, mentre le seconde sono esentate completamente dal pagamento. In entrambi i casi, però, bisogna essere in presenza di alcune ipotesi specifiche. In sostanza, per il bollo delle auto storiche quanto si paga? In materia, dispongono le singole Regioni.

Per le auto ultraventennali prima del 2015, alcuni regolamenti regionali avevano previsto la totale esenzione dal pagamento del bollo. Successivamente, tale beneficio era stato eliminato e la tassa era stata introdotta di nuovo. La situazione è cambiata nel 2019 quando è stata stabilita una riduzione sull’importo del bollo da versare per i veicoli con un’età compresa tra i venti e i ventinove anni, riduzione ancora oggi vigente. Invece, per le auto ultratrentennali la tassa, se dovuta, ha un importo simbolico.

Prosegui nella lettura per sapere quanto si paga per il bollo delle auto storiche.

Bollo auto storiche ultraventennali: quanto si paga

La riduzione dell’importo del bollo per le auto storiche ultraventennali si applica in misura del 50% per i veicoli che presentano un interesse storico e collezionistico, immatricolati tra i 20 e i 29 anni, in possesso del certificato di rilevanza storica (Crs) riportato sulla carta di circolazione.

Invece, i veicoli ultraventennali sprovvisti di Crs, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, ma iscritti in uno dei registri Asi (Automobilclub storico italiano), Fmi (Federazione motociclistica italiana), Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, pagano il bollo nella misura ridotta del 10%.

Auto «non storiche» ultraventennali: come pagano il bollo

Di solito, i veicoli ultraventennali che non presentano i predetti requisiti, non usufruiscono di alcuna agevolazione nel pagamento del bollo; tuttavia, tale criterio non trova applicazione in tutte le Regioni. Infatti, secondo quanto riportato sul sito di Quattroruote (rivista specializzata di settore), il bollo è dovuto per i veicoli dai 20 ai 29 anni che circolano in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta.

Invece, nella Provincia autonoma di Bolzano, per le vetture ultraventennali a uso non professionale di età non superiore ai 29 anni, la tassa automobilistica è ridotta del 50%.

In Emilia Romagna, i veicoli tra i 20 e i 29 anni di vita che non sono ad uso professionale, sono esentati dal pagamento del bollo qualora iscritti in uno dei registri Asi, Storico Lancia, Fiat Italiano e Italiano Alfa Romeo. Tuttavia, se circolanti sulle strade pubbliche, è necessario il pagamento della misura fissa di 25,82 euro, al pari di quanto previsto per i veicoli ultratrentennali.

Nel Lazio, a partire dal ventesimo anno di anzianità e fino al ventinovesimo, le vetture sono assoggettate al pagamento della tassa automobilistica nella misura ridotta del 10%, purché in possesso di specifica attestazione rilasciata dall’Asi.

La Lombardia prevede esenzioni dal bollo, indipendentemente dall’età, per le vetture iscritte nei registri Asi, Fiat Italiano, Storico Lancia e Italiano Alfa Romeo. Non sono previste agevolazioni per le auto dai 20 ai 29 anni non iscritte in tali registri.

In Piemonte e in Toscana, per le vetture ultraventennali, il pagamento della tassa automobilistica avviene in misura ridotta del 10%.

Per la Provincia autonoma di Trento è prevista l’esenzione dal bollo, a prescindere dall’anzianità, per i veicoli ad uso non professionale iscritti nei registri Asi, Fiat Italiano, Storico Lancia, Italiano Alfa Romeo e nel Registro del Club ACI Storico. Se utilizzati sulle strade pubbliche anche tali automobili sono assoggettate alla tassa di circolazione fissa annua, imposta per le vetture con almeno 30 anni, di 25,82 euro.

Auto storiche ultratrentennali: quando c’è l’esenzione dal bollo

Posto che l’esenzione del pagamento dal bollo auto si applica in maniera automatica a tutte le auto che hanno un’età superiore ai trent’anni, per usufruire del beneficio, però, devono ricorrere determinate condizioni.

Più precisamente, i veicoli non devono:

  1. essere adibiti all’uso professionale;
  2. essere utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni.

In tal caso, non bisogna presentare alcuna domanda per l’esenzione né iscrivere il mezzo ad un apposito registro storico.

Invece, se il veicolo è posto in circolazione su strade ed aree pubbliche, il proprietario è tenuto a pagare una tassa di circolazione annuale di circa 30 euro, da versare con le medesime modalità prescritte per il pagamento del bollo. L’importo è variabile poiché dipende dai singoli regolamenti regionali.

Il conducente deve sempre portare in auto la relativa ricevuta di pagamento da mostrare in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

La tassa di circolazione non va versata se il veicolo non circola più sulle strade e sulle aree pubbliche, rimanendo inutilizzato.

Tassa di circolazione per le auto ultratrentennali: a quanto ammonta

La tassa di circolazione annuale per le auto ultratrentennali poste in circolazione su strade e aree pubbliche è diversa da Regione a Regione; infatti, ammonta a:

  • 31,24 euro, in Abruzzo e in Campania;
  • 25,82 euro, in Basilicata, nella Provincia autonoma di Bolzano, in Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia, in Sardegna, in Sicilia, nella Provincia autonoma di Trento, in Umbria, in Valle d’Aosta;
  • 30,00 euro, in Calabria, in Piemonte, in Puglia;
  • 28,40 euro, nel Lazio, in Liguria, in Veneto;
  • 27,88 euro, nelle Marche;
  • 28,00 euro, nel Molise;
  • 29,82 euro, in Toscana.

In Lombardia, la tassa di circolazione per le «auto over 30» non è dovuta se il veicolo è stato iscritto a uno dei registri storici indicati dalla Regione.

Si possono apporre le targhe originali alle auto storiche?

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto una novità per quanto attiene le auto storiche, prevedendo la possibilità di apporre le targhe originali, sia ai veicoli di nuova immatricolazione sia a quelli reimmatricolati e ritargati in passato.

Per le auto di interesse storico e collezionistico le targhe originali vanno richieste alla Motorizzazione civile; possono essere rilasciate anche per i veicoli già iscritti al Pra (Pubblico registro automobilistico) e poi cancellati d’ufficio o su richiesta del proprietario.

L’apposizione non è comunque gratuita ma ha un costo. Peraltro, le targhe non possono avere sigle alfanumeriche e alle stesse va abbinato il libretto di circolazione originale.



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