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Quasi flagranza nel reato: Cassazione

19 Maggio 2021
Quasi flagranza nel reato: Cassazione

Indagini preliminari e arresto in flagranza: la condizione di quasi flagranza del reato e il concetto di «sorpresa».

Requisito della sorpresa

Ai fini della quasi flagranza del reato, il requisito della sorpresa del reo con cose o tracce del reato non richiede la diretta percezione dei fatti da parte della polizia giudiziaria, né che la “sorpresa” avvenga in maniera non causale, ma solo l’esistenza di una stretta contiguità fra la commissione del fatto e la successiva sorpresa del presunto autore di esso con le “cose” o le “tracce” del reato.

Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 19 gennaio 2021 n. 2240 

Traccia del reato intrinsecamente equivoca 

In tema di arresto in flagranza, la c.d. “quasi flagranza” – che presuppone la immediata e autonoma percezione, da parte della polizia giudiziaria che proceda all’arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato – deve escludersi se la traccia del reato sia intrinsecamente equivoca e implichi apprezzamenti e valutazioni incompatibili con la semplice constatazione.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato l’ordinanza di convalida dell’arresto dell’indagato trovato in possesso di una banconota di cinquanta euro, operato dalla polizia giudiziaria all’uscita di un ristorante, dopo che il proprietario del locale aveva riferito che un suo collaboratore aveva visto l’arrestato sottrarre una banconota del medesimo taglio dal bancone dell’esercizio commerciale, attesa la natura fungibile del bene il cui possesso non può di per sé dirsi ingiustificato).

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 10 febbraio 2020 n. 5349 

Sorpresa dell’indiziato con cose o tracce del reato commesso immediatamente prima 

In tema di arresto in flagranza, l’integrazione dell’ipotesi di c.d. “quasi flagranza”, costituita dalla “sorpresa” dell’indiziato “con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima”, non richiede che la polizia giudiziaria abbia diretta percezione dei fatti, né che la sorpresa avvenga in modo non casuale, correlandosi invece alla diretta percezione da parte della stessa soltanto degli elementi idonei a farle ritenere sussistente, con altissima probabilità, la responsabilità del medesimo, nei limiti temporali determinati dalla commissione del reato “immediatamente prima”.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che legittimamente i carabinieri, dopo che un giovane era stato sorpreso in possesso di stupefacente mentre usciva da un’azienda agricola, nel corso della susseguente perquisizione di tale azienda, avessero proceduto all’arresto in flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente del suo titolare che aveva tentato di disfarsi di un involucro contenente sostanza stupefacente).

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 17 settembre 2019 n. 38404 

La quasi flagranza presuppone che l’inseguimento dell’indagato sia attuato subito dopo la commissione del reato

In tema di arresto in flagranza, la c.d. “quasi flagranza” presuppone che l’inseguimento dell’indagato sia attuato subito dopo la commissione del reato, a seguito e a causa della sua diretta percezione, da parte della polizia giudiziaria, del privato o di un terzo, ma non postula la coincidenza del soggetto inseguitore con quello che procede all’arresto.

(Fattispecie in cui la vittima, dopo aver assistito al furto di alcuni attrezzi da lavoro nella propria abitazione, aveva inseguito gli autori senza perderli di vista, bloccandone l’auto fino all’arrivo della polizia giudiziaria).

Cassazione penale sez. V, 12/10/2020, n.34326

Sugli elementi che giustificano l’arresto in flagranza

L’arresto in flagranza consiste in un atto che presenta assoluta peculiarità, rispetto agli altri provvedimenti coercitivi poiché nella misura precautelare la esecuzione della coercizione è coessenziale rispetto alla deliberazione di chi lo esegue. La misura precautelare consiste (e si esaurisce) nella sua materiale esecuzione, perché è dalla legge prevista come essenzialmente attuosa e la stessa configurazione normativa della misura risulta speculare rispetto alla denotazione delle ipotesi di flagranza o quasi flagranza che risiedono nella pertinenza sul piano fattuale alla condotta delittuosa colta nel mentre si compie ovvero nella immediata proiezione materiale della perpetrazione per essere l’agente colto, dopo la commissione del reato, con cose o tracce rivelatrici della subitanea commissione del delitto (nel caso in esame non ci si trovava in presenza né di una flagrante condotta di detenzione -lo stupefacente non si trovava in casa o in luoghi nella disponibilità dell’indagato ma era rinvenuto nel giardino di una casa disabitata adiacente a quella dell’indagato – né in presenza di tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato che come tali fossero state immediatamente percepite da chi aveva proceduto all’arresto quanto di circostanze che costituivano frutto della soggetta valutazione dei carabinieri che avevano operato l’arresto stesso).

Cassazione penale sez. VI, 17/12/2020, n.2240

Arresto in quasi flagranza: legittimo se l’indiziato viene trovato ancora in possesso di una traccia chiara ed inequivocabile del reato

In tema di arresto in flagranza, l’integrazione dell’ipotesi di cd. “quasi flagranza” costituita dalla “sorpresa” dell’indiziato “con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima” non richiede – a differenza del caso dell’inseguimento – che la polizia giudiziaria abbia diretta percezione della commissione del reato, essendo sufficiente l’immediata percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che è legittimamente integrata l’ipotesi di quasi flagranza atteso che l’indiziato era stato trovato ancora in possesso di una traccia chiara ed inequivocabile del reato, costituita dal possesso di una autovettura con uno specchietto conformato in modo da poter eseguire il raggiro della specifica truffa dello specchietto che era stata segnalata dalla sorella della vittima).

Cassazione penale sez. II, 15/09/2020, n.27229

Sussiste lo stato di quasi flagranza se l’indagato viene identificato vicino al luogo del delitto ed in possesso di beni di cui è stata immediatamente denunciata la sottrazione

L’intervento degli operanti che, senza un apprezzabile intervallo temporale, procedono all’identificazione dell’autore del reato, in possesso di tracce inequivocabilmente riconducibili alla sua esecuzione, integra lo status di quasi flagranza che legittima l’arresto.

(Nel caso in esame, l’indagato era stato identificato dalla polizia giudiziaria a breve distanza dal locus commissi delicti, in possesso di beni di cui – mentre era ancora in corso l’identificazione – era stata denunciata la sottrazione e che erano stati immediatamente riconosciuti dalla persona offesa).

Cassazione penale sez. V, 14/07/2020, n.25247

Canone di valutazione utilizzabile ai fini della convalida dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare  

Ai fini della convalida dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare di cui all’art. 384-bis c.p.p., deve valere il canone di valutazione utilizzabile ai fini della convalida dell’arresto eseguito dalla P.G., nel senso che il Giudice deve effettuare un controllo di mera ragionevolezza, ponendosi nella stessa situazione di chi ha disposto la misura precautelare, per verificare, sulla base degli elementi al momento conosciuti, se la valutazione rimanga nei limiti della discrezionalità della polizia giudiziaria, senza estendere il predetto controllo alla verifica dei presupposti per l’affermazione di responsabilità.

D’altro canto, ai fini della verifica della quasi-flagranza, che concorre a dare contenuto a quel tipo di valutazione affidata alla P.G., deve aversi riguardo non tanto alla diretta percezione della commissione del reato, ma all’immediata ed autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato.

Nella valutazione delle tracce devono comunque ricomprendersi non solo gli indizi materiali della consumazione del reato, ma anche l’atteggiamento tenuto dall’autore del fatto o dalla persona offesa, che costituisca indicatore della avvenuta perpetrazione del reato in termini di stretta contiguità temporale, rispetto al momento dell’intervento della polizia giudiziaria.

È configurabile lo stato di flagranza, invece, allorché il singolo episodio lesivo non risulti isolato, ma si ponga inequivocabilmente in una situazione di continuità rispetto a comportamenti di reiterata sopraffazione direttamente percepiti dagli operanti, potendosi a tal fine aver riguardo alle condizioni dell’abitazione, alle modalità della richiesta dell’intervento d’urgenza, alle condizioni soggettive della persona offesa, e potendosi inoltre valorizzare anche le dichiarazioni della persona offesa, ove idonee a delineare un quadro che si collochi in continuità con quanto oggetto di diretta osservazione.

Cassazione penale sez. VI, 24/06/2020, n.21213

Quai flagranza e rapina

Integra il delitto di rapina impropria la condotta consistente nella sottrazione di un bene e nell’uso di violenza diretta alla persona (non necessariamente coincidente con il derubato), senza che rilevi l’eventuale mancata contestualità temporale fra sottrazione della res e violenza o minaccia, essendo sufficiente che fra le due azioni intercorra un lasso di tempo idoneo e realizzare il requisito della quasi flagranza e tale da non interrompere il nesso di contestualità dell’azione tesa, da un lato, ad impedire al derubato di rientrare in possesso della refurtiva, e dall’altro ad assicurare l’impunità al soggetto agente.

(Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso l’ordinanza del tribunale del riesame che aveva confermato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in relazione al delitto di rapina impropria aggravata nei confronti di una donna che aveva colpito con uno schiaffo un addetto alla sicurezza per assicurare a se stessa ed al complice, un soggetto di notevole pericolosità, il possesso della refurtiva e la fuga, a nulla rilevando che fra la stessa e la guardia giurata vi fosse una significativa differenza di prestazione fisica).

Cassazione penale sez. II, 10/04/2020, n.13381

La quasi flagranza non postula la coincidenza dell’inseguitore con il soggetto che procede all’arresto

In tema di arresto in flagranza, la c.d. “quasi flagranza” presuppone che l’inseguimento dell’indagato sia attuato subito dopo la commissione del reato, a seguito e a causa della sua diretta percezione, da parte della polizia giudiziaria, del privato o di un terzo, ma non postula la coincidenza del soggetto inseguitore con quello che procede all’arresto. (Fattispecie in cui il dipendente di un negozio, dopo aver assistito al furto di alcuni oggetti, aveva inseguito l’autore senza perderlo di vista, fino all’arrivo della polizia).

Cassazione penale sez. V, 17/01/2020, n.12767

Legittimo l’arresto quasi in flagranza operato dalla p.g. in base ad informazioni dell’autore del fatto sorpreso con tracce del reato

È legittimo l’arresto in quasi flagranza operato dalla polizia giudiziaria sulla base delle informazioni fornite dall’autore del fatto sorpreso con tracce del reato, nell’immediatezza dello stesso. (Fattispecie relativa ad arresto di persona trovata in possesso di un grosso quantitativo di frutta, per sua stessa ammissione sottratta poco prima da un frutteto).

Cassazione penale sez. V, 13/12/2019, n.11000

Indagini preliminari, arresto in flagranza e quasi flagranza: nozione 

In tema di arresto in flagranza, la c.d. “quasi flagranza” ricorre quando l’arresto è operato dalla polizia giudiziaria sulla base della immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato.

(Nella fattispecie, la S.C. ha annullato l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che, in un caso di incidente stradale con fuga del conducente, non ne aveva convalidato l’arresto in considerazione del lasso di tempo trascorso dal fatto alla redazione del verbale di arresto, nonostante la polizia fosse giunta sul posto pochi minuti dopo i fatti e, senza intervalli temporali, avesse proceduto all’accertamento dei fatti che aveva, sempre senza soluzione di continuità, condotto all’identificazione dell’autore del reato e alla sua apprensione presso l’abitazione).

Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 16 gennaio 2019 n. 1797 

Arresto operato a seguito di informazioni di terzi 

È illegittimo l’arresto in flagranza operato dalla polizia giudiziaria sulla base delle informazioni fornite dalla vittima o da terzi nell’immediatezza del fatto, poiché, in tale ipotesi, non sussiste la condizione di “quasi flagranza”, la quale presuppone la immediata e autonoma percezione, da parte di chi proceda all’arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato. (Nella specie l’arresto era stato eseguito sulla base delle sole indicazioni della persona offesa, riguardanti le generalità dell’aggressore).

Corte di cassazione, sezioni Unite penali, sentenza 21 settembre 2016 n. 39131 

Stato di flagranza e quasi flagranza: fattispecie

Lo stato di quasi flagranza ricorre quando la polizia giudiziaria procede all’arresto in esito a ricerche immediatamente poste in essere non appena avuta notizia del reato, anche se non subito concluse ma protratte senza soluzione di continuità.

(Fattispecie in cui la Corte, annullando senza rinvio il provvedimento del Tribunale, ha configurato, in assenza di interruzione delle ricerche degli organi investigativi, lo stato di quasi flagranza in un caso di arresto, susseguente a inseguimento, effettuato da agenti di P.G. immediatamente sopraggiunti in ausilio dei colleghi per primi intervenuti).

Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 28 aprile 2016 n. 17709



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