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Come trovare i genitori biologici?

2 Settembre 2021
Come trovare i genitori biologici?

Il figlio ha diritto ad avere informazioni sui genitori naturali una volta compiuti i 25 anni.

Tua madre e tuo padre sono due splendide persone. Ti hanno preso in adozione quando avevi solo pochi mesi e, da quel giorno, non ti hanno fatto mancare nulla. Non tutti i bambini sono così fortunati e tu sei grato per tutto l’affetto che ricevi ogni giorno. Adesso, però, hai intenzione di recarti da un avvocato per capire come trovare i genitori biologici. Devi sapere, infatti, che la legge consente ad una persona di ottenere informazioni del genere solo una volta compiuti 25 anni (oppure 18 anni in presenza di gravi e comprovati motivi di salute psicofisica).

In passato, una simile possibilità era preclusa qualora la mamma avesse dichiarato, al momento della nascita, di voler mantenere l’anonimato. Se vuoi saperne di più sull’argomento ti consiglio di leggere questo articolo.

A che età si possono avere informazioni sui genitori biologici?

In Italia, si può accedere alle informazioni sull’identità dei propri genitori biologici (ossia quelli naturali) una volta compiuti i 25 anni. Tale diritto spetta anche alle persone maggiorenni di età inferiore, a condizione che sussista un grave motivo di salute psicofisica comprovato da un certificato medico.

In presenza di ragioni valide, le suddette informazioni possono anche essere fornite direttamente ai genitori adottivi su autorizzazione del tribunale per i minorenni.

Informazioni sul genitore biologico: ci sono dei limiti?

Secondo la legge, l’accesso alle informazioni è negato qualora:

  • il figlio non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre;
  • il genitore naturale abbia dichiarato di non voler essere nominato oppure abbia manifestato il consenso all’adozione a condizione di rimanere anonimo.

Va precisato, per completezza, che è possibile accedere anche alle informazioni riguardanti i fratelli e le sorelle. In tal caso, però, il tribunale deve prima procedere a un interpello, nel rispetto della riservatezza, al fine di acquisirne il consenso o di constatarne il diniego.

Quando si può conoscere il nome della madre rimasta anonima?

Nel nostro ordinamento, come già detto, la donna ha il diritto di partorire in anonimato cioè di non essere menzionata sul certificato di nascita del figlio. Tale scelta comporta delle conseguenze, nel senso che il neonato viene affidato al personale medico dell’ospedale, il quale si occuperà del disbrigo delle pratiche relative alla dichiarazione di nascita.

Se una madre sceglie di non voler essere menzionata, l’ospedale deve fare una segnalazione alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. In questo modo, il bambino viene dichiarato in stato di adottabilità per essere poi affidato ad una coppia di coniugi ritenuta idonea. Detta soluzione tutela il diritto del neonato a crescere in una famiglia e ad assumere lo status di figlio dei genitori che lo hanno adottato.

Tuttavia, la Consulta [1], sulla scia della giurisprudenza comunitaria, ha sancito l’illegittimità costituzionale della norma [2] nella parte in cui non prevedeva la possibilità per il tribunale, su istanza dell’adottato, di rintracciare – con la massima riservatezza – i genitori naturali che avevano scelto l’anonimato, al fine di verificare la loro volontà, vale a dire se, alla luce dei fatti, intendessero o meno modificare la scelta anzitempo espressa.

Quindi, in attesa di una riforma organica, si ritiene che l’adottato possa accedere alle informazioni sui genitori biologici anche se questi abbiano scelto l’anonimato. L’unico limite è rappresentato dalla madre naturale che, a seguito dell’interpello, confermi la volontà di non rivelare la propria identità. In tal caso, solo dopo la morte della donna, non ci saranno più ostacoli per conoscere il rapporto di filiazione.

Come trovare i genitori biologici?

Dal punto di vista pratico, il soggetto interessato a conoscere i veri genitori deve depositare un’istanza presso il tribunale per i minorenni del luogo di residenza, in cui dichiara di aver compiuto 25 anni (o 18 anni se ci sono gravi e comprovati motivi di salute) e di voler accedere alle informazioni sulle proprie origini. Alla domanda è necessario allegare un documento di identità, una marca da bollo da 27 euro ed un contributo unificato da 98 euro.

Ricevuta l’istanza, il giudice procede all’ascolto delle persone interessate e, assunte tutte le informazioni a carattere sociale e psicologico, autorizza con decreto l’accesso alle notizie richieste, sempre che tutto ciò non provochi traumi all’integrità psicofisica dell’adottato. L’autorizzazione non è necessaria se l’istante è maggiorenne ed i genitori adottivi sono deceduti o divenuti irreperibili.

Se però la situazione è un po’ complicata perché il genitore non ha riconosciuto il figlio oppure ha firmato una carta per mantenere l’anonimato e nonostante l’interpello non ne vuole sapere, è comunque possibile fare qualche ricerca. Ad esempio, sono molto utili al riguardo i social network, come Facebook. Alcune volte, basta pubblicare e condividere una fotografia per trovare il soggetto interessato o perlomeno i suoi conoscenti.

Inoltre, in Rete esistono vari siti web, come ad esempio FamilySearch, che consentono di registrarsi gratuitamente, caricare una foto e trovare il diretto interessato o alcuni membri della famiglia per ricostruire un albero genealogico.

Infine, è possibile rivolgersi:

  • all’ospedale o alla clinica dove è avvenuto il parto e richiedere la propria cartella clinica;
  • al Comune per ottenere, ad esempio, il certificato di nascita.

note

[1] Cost. sent. n. 278/2013 del 22.11.2013.

[2] Art. 28, L. n. 184/1983 del 04.05.1983.

Autore immagine: pixabay.com


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3 Commenti

  1. Io sono stata adottata da una famiglia meravigliosa che non mi ha mai fatto mancare l’amore e la presenza di cui avevo bisogno. Però, c’è un però, sento di dover ricostruire le mie origini e vorrei ritrovare i miei genitori biologici. E’ come se ti mancasse un tassello del puzzle. Grazie per i vostri consigli!

  2. Ho scoperto che i miei genitori adottivi non erano quelli biologici solo quando un giorno li ho sentiti parlare. Per me è stato un fulmine a ciel sereno. Sono scappato di casa per un paio di giorni, andando a dormire da un mio amico. E’ stato terribile. Poi, mi sono confrontato con la famiglia del mio amico che mi ha spiegato l’importanza del loro gesto e l’affetto che mi hanno sempre assicurato in questo periodo. Loro poi mi hanno raggiunto a casa del mio amico disperati. Nel loro abbraccio ho capito quanto ci tengono a me e quanto sciocchi sono stati i miei genitori biologici, scappati non appena sono venuto al mondo. Mi hanno abbandonato. Loro invece mi hanno salvato la vita

  3. I veri genitori sono quelli che ti crescono, non quelli che ti hanno messo al mondo… Posso confermarlo sulla mia pelle. La mia famiglia non voleva dirmelo, però il discorso è uscito fuori quando ho letto alcuni documenti. Poi, hanno deciso di raccontarmi tutta la verità e da lì ho pensato che non aveva alcun senso andare alla ricerca di quelli che non avevano avuto alcun pensiero nei miei riguardi e che, senza pensarci due volte, mi hanno abbandonato davanti alla porta della mia VERA famiglia!

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