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Lo sai che? La casa assegnata al coniuge con la separazione può essere pignorata dai creditori?

Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2014

La casa familiare, in sede di separazione, viene affidata di regola al coniuge collocatario dei figli minori; essa, però, può essere pignorata dai creditori se il titolo di assegnazione della casa non venga trascritto prima dell’esecuzione.

La casa rappresenta il nido di una famiglia, il rifugio tranquillo dove fare ritorno dopo una quotidianità vissuta tra esistenze frettolose. Ma, in tante altre occasioni, la casa rappresenta un posto scomodo dove non si può più abitare e questo accade, inesorabilmente, tutte le volte in cui una famiglia va in “frantumi” a causa di un matrimonio rotto ormai da tempo.

In tutte le storie di separazione è quasi sempre l’uomo che deve allontanarsi da casa. Ciò perché la giurisprudenza ritiene che la casa vada affidata al coniuge presso cui vengono collocati i figli minori o maggiorenni non autonomi economicamente: e questi è, generalmente, la madre.

Ma se la casa è di proprietà esclusiva del marito, la moglie avrà diritto a rimanervi finché i figli non saranno maggiorenni ed autonomi economicamente; dopodiché, sarà tenuta a lasciare l’abitazione nella disponibilità dell’ex marito. In tal senso si è espressa una sentenza della Cassazione di qualche tempo fa [1].

Se, invece, la casa è in comunione ai coniugi, dopo che i figli (ormai maggiorenni e autonomi) saranno andati via di casa, gli ex coniugi potranno decidere di vendere l’immobile a terzi dividendone gli utili oppure uno dei coniugi può corrispondere all’altro la metà del valore dell’abitazione, decidendo di rimanervi personalmente.

Ipotesi di pignoramento della casa da parte di terzi creditori

Cosa succede se la casa viene pignorata dai creditori? Il diritto di assegnazione della casa, ottenuto dal giudice, può essere opponibile (cioè si può far valere) nei confronti dei creditori?

Secondo una recente sentenza della Cassazione [2] l’unica possibilità per opporsi al procedimento di esecuzione, e quindi al pignoramento della casa familiare, è di aver trascritto nei pubblici registri immobiliari il provvedimento di assegnazione della casa prima della trascrizione del pignoramento medesimo.

In parole semplici questo significa che, il coniuge che abbia ottenuto il diritto di assegnazione della casa familiare deve trascrivere il provvedimento di assegnazione della casa familiare presso la Conservatoria del Registro Immobiliare del Comune in cui si trova l’immobile.

La “trascrizione” è un mezzo di pubblicità (dichiarativa) relativo agli immobili ed ai beni mobili registrati; in pratica, con la trascrizione viene assicurata la conoscibilità delle vicende relative a tali beni a tutta la collettività.

Ecco un esempio pratico per semplificare il concetto. Se il coniuge al quale è stata assegnata la casa trascrive subito il provvedimento di assegnazione non deve temere di vedersi togliere la casa dai creditori. Ciò significa che il creditore può anche mettere in vendita o chiedere l’assegnazione a sé medesimo della casa, ma non potrà mai chiedere alla moglie assegnataria di lasciare libero l’immobile: insomma, l’assegnatario della casa non può essere sbattuto fuori dalla porta.

Dunque, il creditore può vendere l’immobile ma con un valore ed una commerciabilità ridotta perché chi compra sa già di acquistare una casa occupata da altre persone che non potrà mandare via.

Il provvedimento di assegnazione, se trascritto in tempo, cioè prima che inizi la procedura di esecuzione, consente alla moglie con i figli di restare nella casa familiare per almeno nove anni.

note

[1] Cass. sent. n. 28001 del 16.12.2013.

[2] Cass. sent. n. 12466/2012.

Autore immagine: Sante Madaro

Il coniuge collocatario dei figli a cui il giudice abbia assegnato la casa familiare per tutelare il proprio diritto di abitazione deve chiedere in Tribunale una copia del verbale relativo all’udienza presidenziale, in cui il giudice ha disposto l’assegnazione della casa al coniuge collocatario dei figli.

Ottenuto ciò, il coniuge deve recarsi presso la Conservatoria del Registro Immobiliare per la trascrizione. I documenti necessari per la trascrizione sono:

1. copia del verbale da cui risulta il provvedimento di assegnazione della casa;

2. visura catastale storica;

3. documenti anagrafici e di identità del richiedente.


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