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Come fare per licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato?

2 Settembre 2021
Come fare per licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato?

Il lavoratore può dimettersi in ogni momento dal rapporto di lavoro senza dover indicare alcuna motivazione.

Il mercato del lavoro si fonda sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per questo, ogni giorno, migliaia di lavoratori vengono assunti e altrettanti decidono di lasciare il proprio posto di lavoro. In tutti questi casi, il dipendente si chiede: «Come fare per licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato?». Innanzitutto, occorre precisare che l’espressione “licenziarsi” non è corretta ed è invece corretto dire “dimettersi”.

Magari, sei un dipendente a tempo indeterminato di una società ed hai ricevuto una proposta di lavoro che ti interessa. Pertanto, stai valutando la possibilità di rassegnare le dimissioni. Come licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato? Quali regole bisogna rispettare?

Come vedremo, a partire dal 2016, il lavoratore non può più dimettersi con una semplice lettera cartacea ma deve seguire un’apposita procedura telematica. Inoltre, anche se le dimissioni sono un atto libero e volontario, ci sono una serie di regole che devono essere rispettate. Vediamo quali sono.

Cosa sono le dimissioni?

«Ho deciso che mi licenzio»: si tratta di un’espressione spesso usata dai lavoratori che decidono di lasciare il proprio posto di lavoro. In realtà, questa frase non è corretta sul piano giuridico perché l’atto con cui il dipendente comunica al datore di lavoro la cessazione del rapporto di lavoro si chiama dimissioni. Il licenziamento, invece, si ha quando è l’azienda a decidere di chiudere il rapporto.

Dimissioni: devono essere giustificate?

Il lavoratore può dimettersi da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in ogni momento, senza dover addurre alcuna motivazione. Si tratta di una profonda differenza con il licenziamento che, invece, deve essere sempre adeguatamente motivato e deve fondarsi su una giusta causa o su un giustificato motivo.

Dunque, il dipendente non deve spiegare all’azienda perché vuole chiudere il rapporto ma deve limitarsi a comunicare tale intenzione precisando la data in cui il rapporto di lavoro cesserà. Le dimissioni producono il loro effetto nel momento in cui vengono ricevute dal datore di lavoro e non è necessaria alcuna accettazione da parte di quest’ultimo.

Dimissioni: contratto a tempo determinato o indeterminato

La disciplina delle dimissioni cambia a seconda che il contratto di lavoro sia a tempo determinato o indeterminato. In questo secondo caso, infatti, il lavoratore può dimettersi in ogni momento e deve solo rispettare il periodo di preavviso [1] previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro.

Se al dipendente si applica un preavviso di dimissioni di due mesi, l’atto di recesso dovrà essere comunicato all’impresa al più tardi il 20 maggio 2021 se si intende far cessare il rapporto il 20 luglio 2021.

Diversamente, il lavoratore non può dimettersi da un contratto a termine prima della scadenza pattuita, a meno che il recesso non sia determinato da una giusta causa di dimissioni, ossia un gravissimo inadempimento del datore di lavoro oppure da un’impossibilità oggettiva di proseguire il rapporto di lavoro.

Cosa succede se non si rispetta il preavviso di dimissioni?

Come abbiamo detto, il principale obbligo del lavoratore dimissionario è rispettare il preavviso di dimissioni che ha la funzione di tutelare il datore di lavoro garantendogli un margine temporale adeguato per sostituire la risorsa. La durata del preavviso è stabilita dai Ccnl sulla base del livello di inquadramento del dipendente e della anzianità di servizio.

Ma cosa succede se il lavoratore si dimette senza rispettare il preavviso? In questo caso, il datore di lavoro potrà trattenere dalle spettanze di fine rapporto (Tfr, ferie non godute, ratei di tredicesima e quattordicesima) l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe spettata al dipendente durante il preavviso non prestato.

Come dimettersi da un contratto a tempo indeterminato?

A partire dal 2016, il lavoratore che intende dimettersi o chiudere il rapporto di lavoro consensualmente con il datore di lavoro deve seguire un’apposita procedura telematica [2] introdotta per contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco (ossia lettere di recesso firmate dal dipendente all’atto dell’assunzione su cui, successivamente, il datore di lavoro inserisce la data a suo piacimento).

Il dipendente deve, dunque, collegarsi al sito  Cliclavoro e accedere alla specifica sezione con il proprio Spid o Pin dispositivo Inps. Una volta entrato nel form online, dovrà riempire una serie di campi e specificare la data di decorrenza delle dimissioni che verranno inviate in automatico al datore di lavoro via Pec. Il lavoratore potrà revocarle, seguendo lo stesso procedimento, entro sette giorni.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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