Diritto e Fisco | Articoli

Copertura posto auto vicino al balcone: è lecita?

23 Maggio 2021
Copertura posto auto vicino al balcone: è lecita?

Tettoia dà fastidio ai vicini del piano di sopra: pericolo di intrusione ai piani bassi.

È lecita una copertura del posto auto vicino al balcone? L’inquilino del piano di sopra potrebbe lamentarsi del fatto che la tettoia o la pergotenda, installata sotto la sua proprietà, gli toglie l’aria e la veduta? Potrebbe contestare la circostanza che, attraverso i pali su cui è stata montata la struttura, i ladri potrebbero arrampicarsi ed entragli in casa? Di tanto si è occupata una recente sentenza del tribunale di Roma [1].

I giudici della capitale hanno affrontato la questione delle distanze legali della copertura rispetto alla proprietà del vicino sovrastante, con riferimento a strutture come tettoie, pergolati e pergotende. Si tratta di un problema di tipo condominiale, che nulla ha a che vedere invece con le norme urbanistiche. Come noto, queste ultime richiedono che, per tutti i manufatti stabili, che alterano il territorio in modo definitivo, è necessario richiedere e ottenere il permesso di costruire del Comune. È la vecchia «licenza edilizia», obbligatoria però solo per le tettoie. Pergolati e pergotende, invece, essendo coperture mobili, non necessitano dell’autorizzazione amministrativa.

Dicevamo però che la copertura del posto auto vicino al balcone pone dei problemi di carattere condominiale, di natura quindi civilistica e non amministrativa. Di qui, la decisione in commento se questa debba essere smantellata nel momento in cui dà fastidio al vicino del piano di sopra.

Ebbene, secondo la Corte di Appello di Roma, è illegittima la pergotenda installata su un’area destinata a parcheggio se toglie la veduta ai balconi dei piani di sopra. È rilevante non solo la violazione dei limiti legali ma anche l’uso costante del manufatto come copertura dell’area, dunque non per un utilizzo occasionale. Inoltre, la struttura costituisce anche un potenziale pericolo per la sicurezza perché offre ai ladri una più agevole via di intrusione.  

Distanza della copertura del posto auto

L’articolo 907 del Codice civile definisce le distanze delle costruzioni dalle vedute e stabilisce che, quando si è acquistato il diritto di avere vedute dirette verso il fondo vicino, il proprietario di questo non può fabbricare ad una distanza minore di tre metri. Se la veduta diretta forma anche una veduta obliqua, la distanza di tre metri deve pure osservarsi dai lati della finestra da cui la veduta obliqua si esercita. 

La norma contenuta nel citato articolo 907 del Codice civile è da ritenersi applicabile anche tra proprietà individuali collocate in un edificio condominiale, dovendosi tenere ben distinti, i rapporti fra parti comuni e proprietà esclusive e i rapporti fra proprietà esclusive tra di loro.

Come già affermato dalla giurisprudenza, il proprietario del singolo piano di un edificio condominiale ha il diritto di esercitare dalle proprie aperture la veduta in appiombo fino alla base dell’edificio e di opporsi conseguentemente alla costruzione di altro condomino che, direttamente o indirettamente, pregiudichi l’esercizio di tale suo diritto, senza che possano rilevare le esigenze di contemperamento con i diritti di proprietà e alla riservatezza del vicino. 

Viene così assicurato, dalla norma in questione, un perfetto bilanciamento tra l’interesse alla riservatezza e il valore sociale espresso dal diritto di veduta, in quanto luce e aria assicurano l’igiene degli edifici e soddisfano i bisogni elementari di chi li abita. Questo è stato l’orientamento espresso peraltro in passato dalla Cassazione [2]. 

Ed ancora è stato detto [3] che il proprietario del piano di un edificio condominiale ha diritto di esercitare dalle proprie finestre la veduta in verticale, per cui può imporre al vicino che abita al piano di sotto di non costruire una veranda a meno di tre metri.

Nel caso esaminato, è emerso che la tenda, munita di strutture portanti metalliche fisse, era stabilmente aperta. Ossia, è risultata predisposta per un uso costante come copertura dell’area di proprietà dei convenuti e non per un utilizzo occasionale. Per questo, secondo la Corte capitolina, la pergotenda era fonte di pregiudizio per la proprietà del ricorrente. 

Pericolo di intrusione dei ladri nel piano di sopra

La tettoia che non rispetta la distanza regolamentare di 3 metri dal balcone del piano di sopra è illegittima non solo perché toglie aria e luce al vicino ma anche perché può favorire l’ingresso dei ladri che, tramite l’intelaiatura della copertura, potrebbero facilmente arrampicarsi e raggiungere l’appartamento sovrastante. Anche questo elemento quindi ha spinto i giudici a ritenere illegittima la costruzione.

  


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 17551/19.

[2] Cass. sent. n. 955/2013. n. 1261/1997;

[3] Cass. sent. n 7269/2014.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube