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Se la cartella di Equitalia è il primo atto del fisco va motivata come un atto impositivo

10 aprile 2014


Se la cartella di Equitalia è il primo atto del fisco va motivata come un atto impositivo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2014



La pretesa di pagamento va motivata come se fosse un normale atto impositivo.

Che anche le cartelle esattoriali di Equitalia debbano essere motivate è un fatto ormai noto e di cui, peraltro, abbiamo parlato in un articolo di qualche giorno fa (leggi: “Anche Equitalia, come l’Agenzia delle Entrate, ha l’obbligo di motivare gli atti”). La violazione di tale precetto comporta la nullità della cartella stessa.

Tuttavia, se tale richiesta di pagamento, notificata al contribuente, non è stata mai anticipata da un precedente e specifico atto impositivo (per esempio: un accertamento dell’Agenzia delle Entrate, una richiesta di pagamento del Comune, ecc.), ma è proprio il primo passo con cui si comunica al cittadino la pretesa del fisco (succede, per esempio, con l’imposta sui rifiuti), essa va motivata in modo particolarmente puntuale e preciso, proprio al pari di un normale atto impositivo.

La cartella dovrà quindi contenere tutti gli elementi indispensabili per consentire al contribuente di effettuare il necessario controllo sulla correttezza della richiesta di pagamento ed, eventualmente, esercitare il suo diritto alla difesa facendo ricorso in tribunale.

Lo sancisce una ordinanza della Cassazione depositata oggi [1].

Nell’ipotesi, invece, in cui il contribuente abbia già ricevuto la notifica di un precedente atto impositivo, la motivazione della cartella di Equitalia potrebbe anche limitarsi a contenere il richiamo a tale altro, che appunto costituisce il presupposto dell’imposizione. Di esso, però, vanno comunque indicati, in modo specifico, gli estremi, anche relativi alla pubblicazione dello stesso su bollettini o albi ufficiali che eventualmente ne sia stata fatta a sensi di legge, affinché il contribuente ne abbia conoscenza o conoscibilità. Tale precedente atto non deve, però, essere necessariamente allegato alla cartella.

note

[1] Cass. ord. n. 8479 del 10.04.14.

Autore immagine: 123rf.com

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