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Pagamento Tfr Inps: tempistica

20 Maggio 2021 | Autore:
Pagamento Tfr Inps: tempistica

Trattamento di fine rapporto e di fine servizio Inps, fondo di garanzia e fondo Tesoreria: entro quando è erogata la liquidazione al dipendente?

Il Tfr, o trattamento di fine rapporto, o liquidazione, è una parte della retribuzione del lavoratore che spetta, normalmente, al termine del rapporto di lavoro [1]: il Tfr spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, qualunque sia la tipologia di contratto, compresi i lavoratori in prova, ma può essere assoggettato a regole differenti in base alla categoria di appartenenza.

Nella generalità dei casi, il Tfr è a carico del datore di lavoro, ma in ipotesi particolari può essere erogato dall’Inps: è il caso dei dipendenti pubblici e di coloro la cui liquidazione è effettuata dal Fondo di garanzia. Facciamo allora il punto sul pagamento Tfr Inps: tempistica e casi in cui il trattamento non è direttamente corrisposto dal datore di lavoro.

Iniziamo col ricordare che, per quanto riguarda i dipendenti pubblici, il Tfr spetta ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato in essere o successivo al 30 maggio 2000, oppure assunti a tempo indeterminato successivamente al 31 dicembre 2000. I dipendenti pubblici non in regime di Tfr, alla cessazione del servizio, ricevono comunque la liquidazione, ma in regime di Tfs, trattamento di fine servizio.

In particolare, le prestazioni che possono essere corrisposte in regime di Tfs sono: l’indennità di buonuscita, o Ibu, spettante alla generalità dei dipendenti civili e militari dello Stato; l’indennità premio di servizio, o Ips, spettante ai dipendenti del comparto enti locali e sanità; l’indennità di anzianità, che spetta ai dipendenti del cosiddetto parastato (cioè ai dipendenti degli enti pubblici non economici).

Il Tfr, l’indennità di buonuscita Ibu e l’indennità premio di servizio Ips sono corrisposti dall’Inps gestione dipendenti pubblici, ex Inpdap.

Il Tfr è corrisposto dall’Inps, per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, quando, alla cessazione del rapporto, il datore di lavoro risulta insolvente e risulta aperta una procedura concorsuale o di esecuzione individuale. In questo caso, la liquidazione, unitamente alle ultime tre mensilità del rapporto, viene erogata, a certe condizioni, ai lavoratori dal Fondo di Garanzia per il Tfr, costituito presso l’Inps.

Il Tfr devoluto al Fondo di Tesoreria non è invece erogato dall’Inps. Ma procediamo con ordine.

Pagamento Tfr Fondo di Tesoreria Inps

Le aziende con almeno 50 dipendenti sono tenute a versare il Tfr lasciato in azienda al Fondo Tesoreria dello Stato [2] gestito dall’Inps: ogni mese, il datore di lavoro effettua il versamento della quota di Tfr maturata tramite F24 e lo include nella denuncia mensile UniEmens.

Anche se il Tfr non rimane in azienda, il datore di lavoro è tenuto ad erogare al dipendente l’importo della liquidazione spettante alla cessazione del rapporto di lavoro. Il dipendente può inoltre richiedere un’anticipazione al datore.

L’importo erogato è successivamente recuperato con conguaglio con la contribuzione dovuta all’Inps, esposto nella denuncia mensile UniEmens.

Pagamento Tfr Fondo di Garanzia Inps

Il Fondo di garanzia per il Tfr [3] è stato istituito con lo scopo di sostituire il datore di lavoro insolvente nel pagamento della liquidazione e delle ultime 3 mensilità ai dipendenti il cui rapporto risulti cessato.

L’intervento del Fondo di garanzia, nel dettaglio, può avvenire al verificarsi delle seguenti condizioni:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla causa;
  • sussistenza del credito per il Tfr, o per le ultime 3 retribuzioni non pagate a favore del dipendente (nel dettaglio, si tratta- entro specifici limiti massimi- delle retribuzioni relative agli ultimi 90 giorni del rapporto di lavoro che rientrino nei 12 mesi precedenti determinati provvedimenti procedurali- apertura della procedura concorsuale, deposito del ricorso per la tutela dei crediti da lavoro);
  • inadempimento da parte del datore di lavoro;
  • accertamento dello stato di insolvenza del datore di lavoro e apertura di una procedura concorsuale di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o di amministrazione straordinaria;
  • accertamento dell’esistenza del credito a titolo di Tfr o delle ultime 3 mensilità nello stato passivo della procedura.

Regole particolari sono applicate qualora il datore di lavoro non sia soggetto alle procedure concorsuali, la società sia stata cancellata senza procedura concorsuale o vi sia stato un trasferimento d’azienda.

La domanda al Fondo di garanzia per il pagamento del Tfr e delle ultime mensilità:

  • va presentata dal lavoratore esclusivamente attraverso i servizi telematici del sito dell’Inps, presso i Patronati o presso il contact center dell’Istituto;
  • a decorrere dalla data in cui il credito del lavoratore risulti definito dalla procedura concorsuale o dall’esito negativo dell’esecuzione individuale.

Il pagamento della liquidazione e delle ultime retribuzioni è eseguito dal Fondo di Garanzia entro 60 giorni dalla richiesta mediante accredito sul conto corrente del beneficiario.

Non possono beneficiare della garanzia:

  • i lavoratori dipendenti da Amministrazioni dello Stato, Regioni, Province e Comuni;
  • i lavoratori dipendenti da aziende agricole, limitatamente a impiegati e dirigenti, il cui Tfr sia accantonato all’Enpaia e gli operai a tempo determinato;
  • i lavoratori iscritti al Fondo Esattoriali, in quanto la liquidazione è pagata dal Fondo Esattoriali Inps;
  • i lavoratori iscritti al Fondo Dazieri, in quanto il Tfr è pagato da Consap S.p.A.

Pagamento Tfr e Tfs dipendenti pubblici

Le prestazioni in regime di Tfs e Tfr, per i lavoratori del pubblico impiego, sono corrisposte:

  • entro 105 giorni dalla fine del rapporto di lavoro: in caso di cessazione per inabilità e decesso;
  • entro 12 mesi più 90 giorni dal termine del rapporto: in caso di cessazione per fine contratto a tempo determinato, per raggiunti limiti di età o risoluzione unilaterale da parte del datore di lavoro per raggiungimento del diritto alla pensione anticipata;
  • entro 24 mesi più 90 giorni dal termine del rapporto: in caso di dimissioni volontarie con o senza diritto alla pensione anticipata, licenziamento o destituzione dall’impiego;
  • entro 24 mesi dal termine del rapporto: se la cessazione avviene prima del limite ordinamentale, con anzianità contributiva almeno pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, quindi con diritto al sistema di calcolo retributivo della pensione.

Per chi cessa dal servizio con diritto alla pensione quota 100, i termini di pagamento decorrono dal momento in cui il diritto alla pensione sarebbe maturato, in base ai requisiti previsti per il trattamento di vecchiaia o anticipato, tenendo conto degli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Le prestazioni in regime di Tfs sono inoltre corrisposte:

  • in un’unica soluzione, se l’ammontare è pari o inferiore a 50mila euro;
  • in due rate annuali, se l’importo è tra 50mila e 100mila euro (la prima rata è pari a 50mila euro, la seconda pari all’ammontare residuo);
  • in tre rate annuali, se l’importo è superiore a 100mila euro (la prima rata è pari a 50mila euro, la seconda pari a 50mila euro, la terza pari all’ammontare residuo).

Per approfondire, leggi la Guida al Tfs del pubblico impiego.

Anticipo Tfs e Tfr dipendenti pubblici

I dipendenti pubblici che accedono al pensionamento possono richiedere, all’atto della cessazione dal servizio, un anticipo del Tfs o del Tfr dovuto, sino a un massimo di 45mila euro.

L’anticipo del Tfs o del Tfr è riconosciuto attraverso un prestito bancario, che poi viene restituito al momento dell’erogazione della liquidazione (per saperne di più, leggi Anticipo del Tfr e del Tfs, come funziona).

Approfondimenti

Leggi la Guida Tfr per ulteriori approfondimenti sul trattamento di fine rapporto.


note

[1] Art. 2120 Cod. civ.

[2] Art. 1 co. 755 e 756 L. 296/2006.

[3] Art. 2 L. 297/1982.

Autore immagine: pixabay.com


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