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Cosa sono i fondi aperti?

2 Settembre 2021 | Autore:
Cosa sono i fondi aperti?

Previdenza complementare: come funzionano le gestioni alle quali possono aderire tutti i lavoratori.

I fondi pensione, o gestioni di previdenza complementare, hanno la funzione di corrispondere dei trattamenti pensionistici che integrano pensioni erogate dalle gestioni di previdenza obbligatoria, cioè dall’Inps e dalle casse professionali. I fondi possono essere di vario genere: chiusi, di categoria, aziendali, regionali, aperti, preesistenti, a contribuzione o a prestazione definita. Che cosa sono i fondi aperti?

I fondi aperti sono le gestioni di previdenza complementare alle quali possono aderire tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore o dalla categoria di appartenenza. In pratica, possono aderirvi tutti coloro che intendano accantonare risorse per ottenere una pensione integrativa, al di là dell’attività esercitata.

Questi fondi possono essere istituiti, sotto forma di patrimonio separato, dalle banche, dalle compagnie di assicurazione, dalle società di intermediazione mobiliare, o Sim, nonché dalle società di gestione del risparmio, o Sgr.

L’attività di ciascun fondo è disciplinata dal regolamento, redatto sulla base di uno schema adottato dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, che definisce gli elementi identificativi del fondo stesso, le caratteristiche, la contribuzione, le prestazioni, l’organizzazione e i rapporti con gli aderenti.

Quali sono i fondi di previdenza complementare?

Attualmente, le forme pensionistiche complementari, collettive o individuali, sono suddivise in:

  • fondi pensione negoziali chiusi, destinati a determinate categorie di lavoratori, sia subordinati che autonomi;
  • fondi pensione aperti, costituiti da banche, imprese di assicurazione e altri intermediari finanziari, ai quali possono aderire tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi, in forma collettiva o individuale;
  • contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali (piani pensionistici individuali, cosiddetti PIP).

Come aderire a un fondo pensione aperto?

L’adesione a un fondo pensione aperto è volontaria e non sempre connessa alla condizione lavorativa: si può aderire anche se non si svolge alcun lavoro.

Il lavoratore dipendente del settore privato può aderire al fondo pensione aperto:

  • individualmente (adesione individuale);
  • su base collettiva (adesione collettiva).

Nel dettaglio, per quanto riguarda l’adesione collettiva, i lavoratori appartenenti a una determinata impresa possono aderire al fondo pensione aperto secondo quanto stabilito dai contratti collettivi di lavoro, dagli accordi o dai regolamenti aziendali.

L’adesione su base collettiva, al fondo pensione aperto individuato dall’accordo, può avvenire anche in forma “tacita”, se entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore non esprime alcuna scelta in merito alla destinazione del proprio Tfr.

In base al nuovo Regolamento per l’adesione alle forme pensionistiche complementari [1], il lavoratore può aderire alla previdenza integrativa sottoscrivendo un apposito modulo, parte integrante della Nota informativa.

La Nota informativa descrive in modo dettagliato le caratteristiche della forma pensionistica complementare e le condizioni che regolano il rapporto di partecipazione.

L’aderente, prima di compilare il modulo, deve ricevere gratuitamente le “Informazioni chiave per l’aderente”, contenenti la Scheda dei costi e l’Appendice informativa sulla sostenibilità.

Per quanto riguarda l’adesione alle forme pensionistiche complementari derivante dal conferimento tacito del Tfr , è il fondo a dover comunicare l’adesione al lavoratore, informandolo anche della possibilità di usufruire di ulteriori versamenti della contribuzione a carico proprio e del datore di lavoro, allegando la Nota informativa, l’Appendice informativa sulla sostenibilità e ulteriore modulistica necessaria per attivare ulteriori fonti di finanziamento.

Quanto si versa al fondo pensione aperto?

Se il lavoratore dipendente del settore privato aderisce al fondo pensione aperto su base collettiva, i contributi dovuti sono determinati dai contratti e dagli accordi collettivi, anche aziendali.

Il datore di lavoro deve versare sulla posizione individuale del lavoratore aderente:

  • il contributo a carico del lavoratore, nell’importo previsto dall’accordo collettivo o regolamento aziendale (può anche contribuire in misura superiore);
  • il contributo dell’azienda, nella misura prevista dall’accordo collettivo o regolamento aziendale, al quale il dipendente ha diritto se effettua il proprio versamento;
  • il Tfr futuro, cioè maturato dal momento dell’adesione, in tutto o in parte, in base a quanto previsto dall’accordo collettivo o dal regolamento aziendale.

È possibile versare anche il solo Tfr: in questa ipotesi, il datore di lavoro non ha l’obbligo di versare il proprio contributo.

Se il lavoratore dipendente del settore privato aderisce al fondo pensione aperto su base individuale, i contributi dovuti sono determinati dal lavoratore stesso al momento dell’adesione. In pratica, l’aderente sceglie l’importo e la periodicità della contribuzione e può successivamente modificarli; può versare anche il solo Tfr.

Trattandosi di un’adesione individuale, l’iscritto non ha diritto al contributo del datore di lavoro, che può comunque decidere di contribuire al fondo pensione aperto scelto dal proprio dipendente.

Il lavoratore dipendente pubblico può aderire versando solo il contributo individuale, ma non può devolvere il Tfr.

Come sono investiti i soldi versati al fondo aperto?

Le linee di investimento dei fondi aperti possono essere:

  • garantite, quando offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi, ad esempio, al momento del pensionamento;
  • obbligazionarie pure o miste, quando investono solo o prevalentemente in obbligazioni;
  • bilanciate, quando investono tendenzialmente in azioni e in obbligazioni nella stessa percentuale;
  • azionarie, quando investono solo o principalmente in azioni.

Nelle adesioni su base collettiva, il regolamento del fondo prevede una linea garantita per raccogliere i flussi di Tfr di coloro che aderiscono in forma “tacita”.

Che cosa corrisponde il fondo aperto al pensionamento?

Al momento del pensionamento, il fondo aperto può trasformare la posizione individuale in una prestazione:

  • in forma di rendita, o pensione integrativa, purché siano maturati i requisiti per la pensione obbligatoria e l’iscritto abbia partecipato alla previdenza complementare per almeno cinque anni;
  • in forma di capitale, fino a un massimo del 50% del montante accumulato, cioè della somma dei contributi accantonati; se la conversione in rendita del 70% del montante finale accumulato risulta inferiore alla metà dell’importo annuo dell’assegno sociale, la prestazione può essere erogata interamente in capitale.

Il fondo aperto, in determinate ipotesi, può anche erogare una rendita integrativa anticipata, o Rita.

Nei soli casi previsti dalla normativa e dal Regolamento del fondo, l’iscritto può chiedere:

  • un’anticipazione sulla propria posizione individuale maturata (ad esempio, per spese sanitarie, per acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione);
  • il riscatto parziale o totale della posizione individuale maturata.

Per approfondire leggi la “Guida alla previdenza complementare“.


note

[1] Delibera Covip del 22/12/2020.

[2] Art.8, Co.7, lett. b) D.lgs. 252/2005.

Autore immagine: pixabay.com


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