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Italiano residente all’estero: può acquistare un’auto in Italia?

5 Giugno 2021
Italiano residente all’estero: può acquistare un’auto in Italia?

Sono un cittadino italiano con residenza all’estero e sono iscritto all’Aire. Posso acquistare un’automobile in Italia? Quali formalità occorrono? Ci saranno ripercussioni sulle tasse da pagare?

Alla sua domanda fornisce risposta l’articolo 134 comma 1 bis, del Codice della strada (decreto legislativo n. 285 del 1992).

Secondo questa norma, gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all’estero (Aire) sono immatricolati, a richiesta, secondo le norme previste dall’articolo 93 (cioè ordinariamente presso la Direzione generale della Motorizzazione civile e Trasporti in Concessione e con rilascio di carta di circolazione) a condizione che:

  • al momento dell’immatricolazione l’intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (cioè presso i cosiddetti Studi di consulenza automobilistica che sono ditte individuali o società autorizzate all’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto).

Quindi Lei, per poter immatricolare in Italia un autoveicolo acquistato in Italia e a lei intestato non deve modificare il suo domicilio fiscale, ma deve soltanto indicare nel momento dell’immatricolazione un domicilio legale (che serve ai soli fini dell’immatricolazione del veicolo):

  • presso una persona fisica residente in Italia (quindi presso una qualsiasi persona che abbia la residenza in Italia),
  • oppure presso uno studio di consulenza automobilistica.

L’indicazione di questo domicilio legale ai fini dell’immatricolazione in Italia di un autoveicolo a lei intestato non avrà alcun effetto sul pagamento delle imposte perché lei conserverà sempre la sua residenza fiscale nella nazione in cui abita e continuerà a pagare le imposte esattamente come prima.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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