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Miscellanea Facebook: come cambia la politica dei nuovi “like” per evitare spam

Miscellanea Pubblicato il 13 aprile 2014

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> Miscellanea Pubblicato il 13 aprile 2014

Quanti like e condivisioni riesci ad ottenere con un post e quante volte leggi un contenuto sulla bacheca di facebook? Tutto questo dipende da un algoritmo che ora sta per cambiare. Vediamo come.

L’uso che, sin dalle origini, gli utenti hanno fatto di Facebook ha subìto, nel tempo, continue evoluzioni. Da strumento di ritrovo e condivisione a occasione di aggregazione; da agenzia matrimoniale a impareggiabile mezzo di “self branding” per promuovere la propria immagine.

Ma – ormai è noto a tutti – dopo il sesso, il principale volano del web è la pubblicità. E quest’ultima non ha tardato a raggiungere (e ricoprire) anche le pagine del social network di Zuckerberg.

Così, Facebook è diventato il luogo per antonomasia dove pubblicare i link del proprio blog, postare le immagini con la vetrina del negozio con gli ultimi sconti, le foto scattate durante la serata del locale della movida, fino a strumento per pubblicizzare prodotti, servizi ed eventi.

Ed in questo, le fanpage non sono più sufficienti. Esistono diversi e nuovi escamotage per colpire il numero più elevato di utenti. Per esempio, quello di creare profili di belle ragazze, che interagiscono con post ammiccanti e foto provocatorie, solo al fine di creare “interazione” coi propri contatti e poi bombardarli di pubblicità. Senza, infatti, tale interazione (un esempio classico sono i commenti dei maschietti più ingenui) i post pubblicitari non sarebbero visualizzati dalle bacheche.

Insomma, Facebook deve ora fare i conti con il peggior nemico del web dopo gli hackers: lo spam.

Ma ora la storia sta per cambiare. E questo potrà interferire anche sul numero di “like” che i vostri post quotidiani riceveranno. Come?

Vi siete chiesti perché il vostro ultimo “aggiornamento di stato” ha raggiunto solo 20 like mentre quello del vostro amico – che ha lo stesso numero di contatti – ne ha invece ottenuti 100? Perché un medesimo contenuto viene visualizzato solo su alcune bacheche e non su altre?

La risposta sta in una “formula segreta” che conoscono solo al quartier generale di Facebook: è il cosiddetto “algoritmo”, una sorta di espressione matematica che decide “chi” e “cosa” debba essere “scrollato” sulla news feed (la bacheca o, come alcuni la chiamano, la “home”).

Ebbene, proprio per evitare il fenomeno dello spam pubblicitario, che potrebbe allontanare gli utenti dal social network, Facebook modifica in continuazione il proprio algoritmo. Tuttavia, il prossimo aggiornamento potrebbe cambiare le carte in tavola per molti “buyer”.

Lo scopo del news feed è consegnare il contenuto giusto alle persone giuste e al momento giusto, così che nessuno si perda quelle storie che sono importanti per lui”. Queste sono state le dichiarazioni che Erich Owens e Chris Turitzin – rispettivamente ingegnere informatico e product manager di Facebook – hanno annunciato sul proprio blog. Le importanti modifiche all’algoritmo del neews feed vengono preannunciate dagli stessi con queste parole: “Oggi annunciamo una serie di miglioramenti al Feed, per ridurre le storie che la gente ci dice essere solo spam”. Ed ecco, dunque, in cosa consisterà questa “mini rivoluzione”.

Verranno bannati i “like-baiting” ossia quei post, studiati ad arte, che chiedono esplicitamente ai contatti un like o una condivisione per aumentare la visibilità del post stesso, spesso ricorrendo a delle bufale. Il loro scopo è commerciale. Talvolta, infatti, condividendo un contenuto, si finisce per mettere, senza volerlo, il “like” su una fanpage: un mercato che, ormai, vale diverse decine di migliaia di euro a pagina (ne abbiamo già parlato nell’articolo: “Tutte le bufale su Facebook: condividi il post e fai guadagnare gli altri”).

Dovrebbero finire anche i “frequently circulated content”, ossia quei contenuti postati, ripostati, poi ri-ripostati, ed ancora rilanciati all’infinito sino a sommergere qualsiasi altro aggiornamento sulla news feed. Verrà fortemente ridotta la possibilità che tali contenuti possano essere visualizzati sulla home degli utenti.

Dite addio anche agli spammy links. Avete presente quando cliccate su un’immagine che sembra un video e invece vi ritrovate su un sito con contenuti pubblicitari? Ecco, questo è uno spammy link: un collegamento che vi fa credere di indirizzarvi a un contenuto interessante, mentre invece è una scorciatoia ad un sito pubblicitario.

Tutto ciò, quindi, potrebbe influire parecchio anche sulla visibilità delle pagine. Ma questa è un’altra storia e ne abbiamo già parlato qua: “Pagine fan di Facebook: cambia l’algoritmo dell’indice “ne parlano””.

note

Autore immagine: 123rf.com


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