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Malattia professionale: punteggio Inail, chi sono i lavoratori fragili?

21 Maggio 2021 | Autore:
Malattia professionale: punteggio Inail, chi sono i lavoratori fragili?

L’assicurazione Inail ha lo scopo di garantire una prestazione economica in favore del lavoratore al verificarsi di infortuni e malattie professionali che provocano uno stato di inabilità temporanea o permanente e assoluta al lavoro.

Hai subito una lesione mentre stavi svolgendo le tue mansioni, perché ad esempio sei caduto da un’impalcatura, oppure ti sei tagliato utilizzando un certo macchinario, o ancora hai sviluppato una malattia derivante dall’esposizione per diverso tempo sul luogo di lavoro a sostanze nocive, tossiche o all’eternit. Oppure, sei affetto da una patologia che, pur non derivando dal lavoro che svolgi, limita la tua attività perché ti espone a maggiori rischi sanitari, rispetto ai tuoi colleghi.

Devi sapere che in caso di malattia professionale, che determini un certo punteggio di inabilità al lavoro, l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) garantisce ai lavoratori una prestazione economica, con lo scopo di indennizzare il danno patito.

In particolare, in caso di infortunio sul lavoro, l’Inail interviene automaticamente, mentre in occasione di malattia le prestazioni assicurative operano solo quando sia accertato che la patologia è stata scatenata da cause dipendenti al tipo di lavoro svolto o comunque all’ambiente in cui la prestazione viene espletata.

L’Inail tutela, inoltre, i “lavoratori fragili”, sottoponendoli a particolare osservazione sanitaria. Vediamo chi sono queste categorie di dipendenti.

Cosa sono le malattie professionali Inail

La malattia professionale è una patologia causata da movimenti, materiali o altri fattori che caratterizzano l’ambiente di lavoro e/o la mansione svolta.

Esiste un elenco o una “tabella” di malattie, che si presumono derivanti dal tipo di attività lavorativa svolta o dall’ambiente in cui si opera.

In questi casi, il dipendente dovrà solo dimostrare l’esistenza della malattia e lo svolgimento di mansioni che lo hanno esposto alla stessa.

Quando invece insorga una malattia diversa da quelle “tabellate”, il dipendente deve dimostrare:

  • l’esistenza della patologia;
  • lo svolgimento di mansioni che lo espongono a una o più patologie;
  • il rapporto di causa – effetto tra la malattia e il lavoro svolto.

Le tabelle Inail

L’elenco delle malattie riconosciute “automaticamente” dall’Inail si compone di tre categorie e diversi sottogruppi.

Lista I

Nella lista 1 sono riportate le malattie per le quali si ritiene vi sia un’elevata probabilità di origine lavorativa. Queste sono divise in sei gruppi e si tratta di:

  • malattie provocate da agenti chimici: ad esempio, provocate da rame (congiuntivite, rinite, asma bronchiale, dermatite irritativa da contatto), acido solforico (odontopatie, bronchite) e cloruro di vinile (fibrosi polmonare);
  • malattie causate da agenti fisici, tra cui si citano la movimentazione manuale continua di carichi (ernia discale lombare), microtraumi e posture incongrue a carico degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del turno di lavoro (borsite, epicondelite, sindrome del tunnel carpale), laser (lesioni retiniche, opacità del cristallino);
  • patologie provocate da agenti biologici, come virus Hiv (Aids) e virus epatite “A”, “B”, “C” (epatite acuta di tipo “A”, “B”, “C”);
  • malattie dell’apparato respiratorio, ad esempio asbestosi polmonare, broncopneumopatia e silicosi polmonare;
  • le malattie cutanee, ad esempio quelle derivanti da radiazioni ionizzanti, fibre lana di vetro e radiazioni infrarosse;
  • patologie tumorali, come quelle causate da arsenico (tumore della cute, del polmone o della vescica), asbesto (tumore del polmone, mesotelioma pleurico, tumore della laringe) e polveri di legno (tumore delle cavità nasali, tumore del nasofaringe).

Lista II

Le patologie inquadrate nella lista 2 sono quelle la cui origine lavorativa è di limitata probabilità. Queste sono divise in quattro gruppi:

  • malattie provocate da agenti chimici, come l’artrite reumatoide causata dalla silice libera cristallina;
  • malattie causate da agenti fisici come la tendinite provocata da microtraumi e posture incrongrue che interessano il piede o la caviglia;
  • i tumori provocati dalla raffinazione del petrolio (leucemie, linfomi, tumore della cute), benzene (mieloma multiplo) e radiazioni ionizzanti (tumore del fegato e del pancreas);
  • le malattie psichiche e psicosomatiche causate dall’organizzazione del lavoro, come il disturbo post-traumatico cronico da stress.

Lista III

L’ultima lista contiene le patologie la cui origine lavorativa è possibile, le quali sono suddivise in tre gruppi:

  • le malattie provocate da agenti chimici come quelle causate da fibre ceramiche (fibrosi polmonare, placche della pleura);
  • le malattie causate da agenti fisici tra cui quelle determinate da microtraumi e posture incongrue degli arti superiori per attività svolte con ritmi ripetitivi e continui per almeno la metà del turno;
  • i tumori professionali: ad esempio quelli causati da cloruro di vinile (tumore del polmone o cerebrale) o cobalto (tumore del polmone).

Il danno biologico

Il danno biologico si produce quando l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale provoca un’inabilità permanente.

A seconda del grado o percentuale di invalidità, l’Inail corrisponde al lavoratore un certo indennizzo economico:

  • se l’invalidità è inferiore al 6% non spetta alcun indennizzo;
  • se il grado di invalidità è compreso tra il 6% e il 15%, verrà corrisposto un indennizzo del danno biologico;
  • se il grado di invalidità è pari o superiore al 16% spetta, oltre all’indennizzo per danno biologico, un ulteriore indennizzo per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

I gradi di invalidità Inail

I gradi di invalidità riconosciuti per ogni singola patologia sono riportati nella “Tabella delle menomazioni” approvata con decreto del ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 12 luglio 2000.

Le menomazioni sono classificate per apparati, sensi o tessuti di riferimento, distinguendosi tra:

  • apparato cardio – circolatorio;
  • cicatrici;
  • apparato digerente;
  • apparato emopoietico;
  • apparato endocrino;
  • patologia erniaria;
  • neoplasie;
  • apparato nervoso;
  • apparato osteoarticolare e muscolare;
  • apparato otorinolaringoiatrico;
  • apparato respiratorio;
  • apparato sessuale;
  • apparato visivo.

 Come richiedere l’indennizzo Inail

Il lavoratore che contrae una malattia professionale deve recarsi dal suo medico e farsi redigere un certificato che attesti l’insorgere della patologia.

Questo certificato deve essere quindi consegnato al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla data di comparsa dei sintomi.

Entro i successivi 5 giorni, il datore dovrà denunciare la malattia all’Inail.

L’Inail prenderà in carico la pratica, richiederà i dovuti accertamenti e farà sapere, al termine delle verifiche, se riconosce o meno la malattia professionale e come intende indennizzarla o vitaliziarla.

Lavoratori fragili: chi sono

L’Inail non garantisce un sostegno solo ai dipendenti che contraggono un infortunio o una malattia sul lavoro, ma previene altresì l’aggravamento delle condizioni di salute o l’esposizione a rischi per la propria incolumità per quei lavoratori che sono affetti da particolari patologie pregresse, estranee allo svolgimento dell’attività lavorativa. Tali sono i cosiddetti “lavoratori fragili”.

Il concetto di fragilità va individuato in quelle condizioni di salute del lavoratore determinate da patologie preesistenti, che lo espongono più di altri a rischi di infezione, complicazioni, aggravamento, o morte.

A questi soggetti viene pertanto garantita la possibilità di richiedere al datore di lavoro di attivare misure di sorveglianza sanitaria adeguate e più stringenti.

Il datore, a sua volta, per monitorare le condizioni di salute del dipendente, lo può indirizzare all’Inail, alle Asl e ai Dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università.

Queste regole valgono anche quando i datori di lavoro non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria.

Al paziente fragile, in base al referto rilasciato dall’Inail, dall’Asl o dal Dipartimenti di medicina legale e del lavoro, dovranno essere garantite condizioni di lavoro e mansioni compatibili con il suo stato di salute e tali da evitare la sua esposizione a fattori di rischio.

Si pensi ad esempio all’impiegato affetto da patologie dell’apparato respiratorio che lavori a contatto con il pubblico. In caso di infezione da covid-19 potrebbe sviluppare sintomi ben più gravi di un altro collega “sano”. Di conseguenza, tale lavoratore “fragile” dovrà essere adibito ad attività di back office, oppure gli dovrà essere concesso, se compatibile con le sue mansioni, lo smart working da casa.



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