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Rimborso del biglietto: se il termine è troppo breve la clausola è nulla

13 aprile 2014


Rimborso del biglietto: se il termine è troppo breve la clausola è nulla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2014



Vessatoria la clausola che richiede al consumatore di attivarsi in breve tempo per chiedere il rimborso del biglietto per il concerto annullato e la spedizione dell’originale del ticket.

Se il termine per chiedere il rimborso del biglietto acquistato sul sito web è troppo breve (per esempio, nel caso di ticket per concerti annullati), la clausola contrattuale si considera “vessatoria”, ossia particolarmente svantaggiosa per il consumatore. Con la conseguenza – non da poco – che essa è annullabile e l’utente va comunque risarcito anche fuori termine.

 

Annullabile? Si, perché non si possono far “firmare” ai consumatori, con modalità virtuali (ossia tramite il web), le clausole vessatorie. Il codice civile, infatti, prescrive, per l’approvazione di tali condizioni particolarmente onerose, una forma scritta, ossia una sottoscrizione di proprio pugno. Il click del mouse non ha valore (ne abbiamo parlato in precedenza in questo articolo: “Contratti sul web: inefficaci tutte le clausole vessatorie”).

A dirlo è una recente sentenza del Tribunale di Milano [1].

Secondo il giudice si verifica una pratica commerciale scorretta tutte le volte in cui, nell’ambito di un contratto tra un consumatore e un sito web attivo nel settore della vendita di biglietti d’ingresso a spettacoli, venga previsto un termine troppo breve di decadenza per la richiesta di rimborso di biglietti acquistati tramite internet o call center (specie se poi l’evento viene annullato). Dunque, tali clausole devono essere dichiarate nulle.

Nel caso di specie, peraltro, si richiedeva anche la spedizione dell’originale del biglietto, imponendo un’ulteriore adempimento volto a scoraggiare e ad allungare i termini per il risarcimento.

Peraltro si configura una pratica commerciale scorretta anche quando le informazioni diffuse dal sito web e dal call center sulle tariffe pagate dall’utente per le telefonate necessarie a comprare i biglietti risultino inadeguate [2].

note

[1] Trib. Milano, sent. del 19.02.2014.

[2] La condotta integra la violazione degli articoli 20, 21, comma 1, lettera b) e d) e dell’articolo 22 del Codice del consumo.

Autore immagine: 123rf.com

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