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News Arriva la dichiarazione dei redditi precompilata

News Pubblicato il 12 aprile 2014

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> News Pubblicato il 12 aprile 2014

Un’operazione per semplificare il fisco e ridurre i controlli fiscali: nel 2015 arriveranno, ad un contribuente su due, i prospetti direttamente a casa; maggiormente interessati pensionati e dipendenti pubblici.

La riforma del fisco partirà, il prossimo mese di maggio, proprio dalla semplificazione degli adempimenti per famiglie e imprese. E, tra le più interessanti novità della delega fiscale, spunta la dichiarazione dei redditi precompilata. Si tratta di un punto fermo del governo Renzi che toccherà, una volta a regime, due contribuenti su due.

In buona sostanza si prevede, già per la dichiarazione del prossimo anno, la trasmissione diretta a casa dei contribuenti di una parte delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche precompilate, come avviene in altri Paesi europei.

Un vantaggio sia per il cittadino che per lo Stato: da un lato, infatti, la riforma è volta ad assicurare una semplificazione degli obblighi relativi alla dichiarazione; dall’altro lato escluderà dai controlli fiscali un’ampissima fascia di cittadini, evitando il pericolo di evasione. Infatti viene prevista una sorta di “sistema premiale” con controlli fiscali ridotti per chi aderisce alla dichiarazione precompilata. Ciò potrebbe consentire di concentrare i controlli all’evasione più sofisticata.

La dichiarazione precompilata sarà un’operazione a tappe.

La prima fase interesserà i modelli Unico o 730 del 2015 e toccherà 18, 4 milioni di pensionati e dipendenti pubblici, su un totale di 41 milioni di contribuenti persone fisiche (un italiano su due).

Quando il sistema sarà stato rodato, scatterà la seconda tappa che coinvolgerà tutti i lavoratori dipendenti. Il Fisco invierà così la dichiarazione precompilata ad almeno 3 contribuenti su 4.

Ma come farà lo Stato a precompilare la dichiarazione?

Lo Stato è già in grado di conoscere una serie di dati di ogni singolo contribuente, riuscendo a “personalizzare” ciascuna dichiarazione dei redditi. I dati verranno, infatti, attintiti dall’amministrazione finanziaria dalle varie banche dati già in suo possesso, come l’anagrafe tributaria e quella dei conti correnti.

Ma, in particolar modo, i dati saranno prelevati dal Cud del contribuente: e ci saranno i dati reddituali e le detrazioni per familiari a carico e per reddito da lavoro dipendente o da pensione.

Il Fisco, poi, conosce già i dati sulle proprietà immobiliari dei contribuenti e, per chi è in regime di cedolare secca sulle case in affitto, anche i dati di beni concessi in locazione adibiti ad abitazione principale.

Tra i dati già inseriti potrebbero comparire anche le detrazioni a titolo di interessi passivi per i mutui prima casa, le polizze vita, i bonus ristrutturazioni e quelli per la riqualificazione energetica degli edifici, per citare le voci più ricorrenti.

Per tutte le altre detrazioni “ad andamento variabile” nel corso dell’anno al momento sarà il contribuente a doverle indicare in dichiarazione. È il caso delle detrazioni per spese mediche o di quelle riconosciute per l’iscrizione dei figli in palestra o piscina. Per questi sconti e per i dati non conosciuti dal Fisco, in questa prima fase, il contribuente tornerà a rivolgersi ai Caf e ai professionisti abilitati.

Infatti, il passaggio successivo alla ricezione della dichiarazione precompilata sarà la consegna del modello al Caf o a un intermediario abilitato. In quella sede il contribuente potrà richiedere (presentando la documentazione necessaria) l’applicazione di altre detrazioni come quella sulle spese mediche.

La dichiarazione precompilata è solo una tappa per riavvicinare fisco e cittadini. Con l’attuazione delle delega fiscale arriveranno anche la revisione dei regimi semplificati, una tassazione ad hoc per i contribuenti più piccoli, nonché la revisione delle tax exependitures che risultano obsolete, ingiustificate o duplicate.

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Autore immagine: 123rf.com


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