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Atto di precetto su attestato di credito SIAE

9 Marzo 2015
Atto di precetto su attestato di credito SIAE

Titolo di credito esecutivo notificato agli esercenti attività commerciali, alberghi, bar, ristoranti, per musica d’ambiente, strumenti musicali, riproduzioni meccaniche, serate danzanti.

Non in molti sanno cosa sia un attestato di credito della SIAE e quali effetti esso possa avere. Ecco quindi una mini guida per comprendere il significato di tale atto che, di norma, viene notificato dall’ufficiale giudiziario con, in allegato, il precetto redatto dall’avvocato.

Cos’è l’attestato di credito?

L’attestato di credito è un titolo esecutivo. Lo emette la SIAE all’interno dei propri uffici. Questo significa che tale documento – al pari, per esempio, di una cartella esattoriale – consente al creditore (la SIAE, appunto) di procedere con l’esecuzione forzata nei confronti del debitore dopo la sua notifica insieme all’atto di precetto a firma di un avvocato.

Ma non sono stato citato in nessuna causa. Come mai?

In quanto “titolo esecutivo”, l’attestato di credito non deve essere “confermato” da alcun giudice. Non c’è quindi bisogno di alcuna causa o di ricorso per decreto ingiuntivo. Allo stesso modo, non è necessario neanche un previo tentativo di mediazione o di conciliazione tra le parti. Il debitore, quindi, riceve dall’ufficiale giudiziario la notifica (anche attraverso il postino) dell’atto di precetto su attestato di credito, ed è questo stesso sufficiente ad avviare la procedura di pignoramento.

Non ho mai ricevuto nulla prima dell’attestato di credito. È regolare?

Di norma, la SIAE, dopo aver effettuato l’ispezione e aver trovato l’esercente non in regola con i pagamenti, invia allo stesso una diffida in cui, in via bonaria, gli chiede il pagamento delle somme contestate. Solo dopo, in caso di ulteriore inadempienza, affida la pratica al legale che, verificata la correttezza degli atti, notifica, unitamente all’attestato di credito, il cosiddetto atto di precetto. Quest’ultimo è una intimazione di pagamento al debitore, con cui gli si danno altri 10 giorni per corrispondere la somma: in difetto il creditore si presenterà direttamente all’esercizio commerciale (o alla casa del debitore, se ditta individuale) con l’ufficiale giudiziario per procedere al pignoramento.

Il creditore, però, potrebbe scegliere anche un pignoramento del conto corrente, della pensione, del reddito di lavoro dipendente (questi ultimi due con il limite di un quinto) oppure con il pignoramento di un immobile di proprietà.

Nell’atto di precetto vengono riportate le penalità. Perché?

Le penalità sono le somme dovute, a titolo di risarcimento, per il mancato ottemperamento, da parte dell’esercente, alla normativa sul diritto d’autore. In genere scaturiscono da convenzioni stipulate tra la SIAE e i rappresentanti del settore commerciale in questione. Sono altresì determinate sulla scorta dei regolamenti contrattuali imposti dalla SIAE all’atto della dichiarazione del debitore circa l’attività dallo stesso svolta.

Ho già pagato il canone RAI: perché pagare due volte?

Il canone RAI non c’entra nulla con i diritti d’autore dovuti alla SIAE. Chi paga il canone RAI è perché, molto probabilmente, possiede, all’interno dell’attività commerciale, un televisore anche non utilizzato. I diritti alla SIAE, invece, conseguono per via dell’ascolto di musica che potrebbe essere effettuata sia con il televisore (per esempio, un programma musicale, un DVD musicale, ecc.), sia per via della presenza di eventuali radio o stereo all’interno dell’esercizio commerciale.

Sono in regola con le tasse e ho già pagato tutto all’Agenzia delle Entrate.

Anche il fisco non c’entra nulla con la SIAE. Così, allo stesso modo, tutta la normativa per la riscossione esattoriale, i limiti al pignoramento di Equitalia e quant’altro non trovano applicazione per i diritti d’autore che seguono, invece, le regole generali sull’esecuzione forzata.

Come posso evitare il pignoramento?

La cosa migliore è corrispondere l’importo dovuto prima del decorso dei 10 giorni dalla notifica del precetto. In ogni caso, se si hanno dubbi circa la legittimità dell’atto ricevuto, è bene consultare un proprio avvocato che, eventualmente, proporrà un ricorso al giudice.

Ci sono termini per ricorrere?

No. Si può eventualmente procedere con una opposizione all’esecuzione che non ha termini di scadenza. È comunque necessario avviare l’opposizione prima dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario, pena l’inutilità della stessa opposizione.



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