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Quattordicesima non pagata: cosa fare?

2 Settembre 2021
Quattordicesima non pagata: cosa fare?

Con l’arrivo dell’estate milioni di lavoratori si preparano a ricevere una mensilità di stipendio aggiuntiva.

Il contratto collettivo applicato al tuo rapporto di lavoro prevede l’erogazione ai lavoratori della quattordicesima mensilità entro il 10 luglio. L’accredito, tuttavia, non è mai arrivato. Ti chiedi cosa puoi fare per ottenere il pagamento di questa mensilità aggiuntiva.

Con l’arrivo delle vacanze estive, per molti lavoratori italiani, si avvicina anche il pagamento di una mensilità di stipendio aggiuntiva. Purtroppo, però, può accadere che il datore di lavoro non rispetti le regole. Pertanto, occorre chiedersi: «In caso di quattordicesima non pagata, cosa fare?».

Il credito del dipendente determinato dal mancato pagamento di questa componente della retribuzione è, a tutti gli effetti, un credito retributivo e, in quanto tale, ha un regime privilegiato rispetto ad altri eventuali debiti del datore di lavoro. Ma entriamo più nel dettaglio.

Quattordicesima: cos’è?

Il principale obbligo del datore di lavoro, nei confronti del lavoratore, è il pagamento dello stipendio concordato nella lettera di assunzione. Ma quante sono le mensilità di stipendio che spettano al dipendente? In linea generale, il lavoratore ha diritto a ricevere la retribuzione mensile, per i dodici mesi che compongono il calendario.

Tuttavia, numerosi contratti collettivi di lavoro prevedono che il dipendente abbia diritto a tredici o quattordici mensilità. Queste ulteriori retribuzioni, erogate in aggiunta ai dodici stipendi mensili, vengono dette mensilità aggiuntive e sono interamente disciplinate dal Ccnl posto che non esistono norme di legge che le prevedono.

Quattordicesima: a quanto ammonta?

La quattordicesima corrisponde, generalmente, ad una mensilità di retribuzione percepita dal lavoratore. Se, ad esempio, il dipendente guadagna 1.200 euro al mese la quattordicesima dovrebbe ammontare a 1.200 euro al mese. In ogni caso, è il Ccnl a disciplinare la base di calcolo della mensilità aggiuntiva e a prevedere quali voci retributive devono essere incluse e quali devono restare fuori dal relativo calcolo.

Quattordicesima: come matura?

La quattordicesima matura nel corso del rapporto di lavoro in ratei mensili. Ogni rateo è pari all’importo complessivo della mensilità aggiuntiva diviso 12. Se, ad esempio, la quattordicesima è pari a 1.200 euro il rateo mensile ammonta a 100 euro.

Le modalità di maturazione del rateo sono disciplinate dal Ccnl il quale può, ad esempio, prevedere:

  • il numero di giorni di lavoro effettivo nel mese che fanno scattare la maturazione del rateo (di solito, almeno 15);
  • gli eventi al ricorrere dei quali il rateo non matura (es. aspettativa non retribuita, cassa integrazione, etc.).

Nell’anno in cui il rapporto di lavoro ha inizio, il dipendente avrà diritto a ricevere i ratei maturati dalla data di assunzione alla data di erogazione della quattordicesima.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, invece, al lavoratore spettano i ratei maturati dall’ultima erogazione della quattordicesima sino alla data di chiusura del rapporto.

Quattordicesima: quando deve essere pagata?

La quattordicesima è stata pensata per supportare la spesa delle famiglie durante le ferie estive. Proprio per questo, i Ccnl prevedono, generalmente, che la mensilità aggiuntiva debba essere pagata a fine giugno o agli inizi del mese di luglio. In ogni caso, occorre consultare le norme del contratto collettivo in materia per sapere la data esatta di pagamento della quattordicesima.

Quattordicesima non pagata: che fare?

Se il datore di lavoro non paga la quattordicesima, il lavoratore deve attivarsi per recuperare il suo credito. In prima battuta, è consigliabile tentare un approccio bonario con l’azienda e chiedere alla direzione delle risorse umane delle spiegazioni circa il mancato pagamento della mensilità aggiuntiva.

Se questo tentativo non produce risultati, è necessario inviare una intimazione di pagamento formale al datore di lavoro. La lettera può essere scritta direttamente dal dipendente oppure da un sindacato o da un avvocato.

Se anche questo tentativo non porta ad alcun risultato, non resta che avviare, per il tramite di un avvocato, un’azione di recupero coattivo del credito che si compone di una serie di fasi (ricorso per decreto ingiuntivo, notifica del titolo esecutivo e del precetto, atto di pignoramento).

Il diritto al pagamento della quattordicesima è, a tutti gli effetti, un credito retributivo. Ne consegue che, in caso di fallimento del datore di lavoro, questo credito è privilegiato e deve essere, dunque, soddisfatto prima di altri eventuali crediti.



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