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L’arrestato può avvertire i familiari?

3 Settembre 2021 | Autore:
L’arrestato può avvertire i familiari?

Cos’è la flagranza di reato? Quando e chi può procedere ad arrestare una persona? Quali sono i diritti di chi è colto nell’atto di commettere un delitto?

La legge italiana prevede che, in caso di flagranza di reato, una persona possa essere arrestata se ha commesso un delitto particolarmente grave. Ad esempio, è possibile procedere all’arresto del ladro che si sta introducendo in un appartamento per rubare o all’arresto dello spacciatore di droga. Una volta ammanettato, il soggetto deve essere messo a disposizione del pubblico ministero il quale, a sua volta, deve avvisare il giudice per procedere con l’udienza di convalida. Quali sono i diritti del soggetto colto in flagranza di reato? L’arrestato può avvertire i familiari?

Nei film e telefilm americani, siamo abituati a vedere persone che, una volta fermate dalla polizia, chiedono di poter fare la famosa telefonata a casa. È così anche secondo la legge italiana? Cosa deve fare la polizia dopo aver eseguito l’arresto? È obbligatoria la comunicazione ai genitori e ai parenti di chi è stato colto in flagranza di reato? L’arrestato può avvertire i familiari? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Arresto: cos’è?

L’arresto è la procedura di privazione della libertà personale prevista dalla legge per coloro che sono colti nell’atto di compiere un reato.

Altra cosa sono invece gli arresti domiciliari, che costituiscono una misura cautelare comminata dal giudice in attesa che il processo si definisca. Gli arresti domiciliari, infatti, prescindono dallo stato di flagranza.

Arresto: quando si può procedere?

Requisiti dell’arresto sono:

  • la flagranza di reato, cioè l’essere colti nell’atto di compiere un delitto [1];
  • la commissione di un delitto doloso per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni [2].

Equiparata alla flagranza di reato è la cosiddetta quasi flagranza, che ricorre ogni volta che una persona, subito dopo il reato, è inseguita dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

Inoltre, si può procedere ad arresto anche per una serie di reati che, sebbene sfuggano ai limiti di pena che abbiamo visto sopra, per la legge sono comunque meritevoli di arresto. È il caso, ad esempio, dei delitti di atti sessuali con minorenne, furto aggravato, furto in abitazione e furto con strappo, rapina, estorsione, ricettazione aggravata, ecc.

Arresto facoltativo: cos’è?

Esistono poi ipotesi di arresto facoltativo, misura che si contrappone all’arresto obbligatorio visto nel precedente paragrafo.

Secondo la legge [3], gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza:

  • di un delitto doloso, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni;
  • di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

In questi casi, la polizia può scegliere di procedere all’arresto solo se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.

Chi procede all’arresto?

Chi sono i soggetti che possono procedere ad arrestare una persona colta in flagranza di reato? Bisogna distinguere due circostanze:

  • nel caso di arresto obbligatorio, può procedere tanto la polizia giudiziaria quanto il comune cittadino. Per legge, infatti, ogni persona è autorizzata all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio e non a querela di parte. La persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia [4];
  • nel caso di arresto facoltativo, può procedere solo la polizia giudiziaria.

Arresto: cosa succede dopo?

Una volta eseguito l’arresto, la polizia ne deve dare immediata notizia al pubblico ministero affinché quest’ultimo valuti la legalità della misura adottata e possa sottoporre a un primo interrogatorio l’arrestato.

Entro quarantotto ore dall’arresto, il pubblico ministero, qualora non debba ordinare l’immediata liberazione dell’arrestato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l’arresto è stato eseguito.

Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore [5]. I termini devono essere rispettati a pena di inefficacia dell’arresto.

Arrestato: quali sono i suoi diritti?

La persona arrestata perché colta in flagranza di reato ha alcuni diritti che la polizia deve immancabilmente rispettare.

In particolare, l’arrestato deve ricevere una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, se questi non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui viene informato dei suoi diritti, e cioè:

  • della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
  • del diritto di ottenere informazioni in merito all’accusa;
  • del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
  • del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;
  • del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda l’arresto;
  • del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
  • del diritto di accedere all’assistenza medica di urgenza;
  • del diritto di essere condotto davanti all’autorità giudiziaria per la convalida entro novantasei ore dall’avvenuto arresto;
  • del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l’interrogatorio e di proporre ricorso per cassazione contro l’ordinanza che decide sulla convalida dell’arresto [6].

Qualora la comunicazione scritta di cui sopra non sia prontamente disponibile in una lingua comprensibile all’arrestato, le informazioni sono fornite oralmente, salvo l’obbligo di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta all’arrestato o al fermato.

Arrestato: può avvisare i familiari?

Come visto nel precedente paragrafo, tra i diritti elencati dalla legge c’è anche quello di avvertire i propri familiari dell’arresto appena eseguito.

Con un’apposita norma, la legge afferma che la polizia giudiziaria, con il consenso dell’arrestato o del fermato, deve senza ritardo dare notizia ai familiari dell’avvenuto arresto o fermo [7].

Ciò significa che l’arrestato ha diritto di avvertire i familiari, ma anche che tale diritto è esercitato tramite la polizia che ha eseguito l’arresto. Dunque, sono le forze dell’ordine a chiamare a casa e a comunicare che il familiare è stato arrestato.


note

[1] Art. 382 cod. proc. pen.

[2] Art. 380 cod. proc. pen.

[3] Art. 381 cod. proc. pen.

[4] Art. 383 cod. proc. pen.

[5] Art. 390 cod. proc. pen.

[6] Art. 386 cod. proc. pen.

[7] Art. 387 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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