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Qual è il codice impegnativa sulla ricetta elettronica?

2 Settembre 2021 | Autore:
Qual è il codice impegnativa sulla ricetta elettronica?

Dove si trova il numero del documento digitale sul promemoria rilasciato al paziente dal medico di base? Per cosa si può utilizzare?

Grazie allo sviluppo della tecnologia, oggi avere una prestazione dal Servizio sanitario nazionale diventa più semplice e veloce, evitando in certe occasioni di dover perdere mezza giornata in ambulatorio per farsi fare un’impegnativa o una ricetta dal medico di base. La ricetta elettronica, che ha in parte sostituito quella rossa a cui eravamo abituati, consente di guadagnare tempo per acquistare un medicinale o per prenotare una visita specialistica o un esame di laboratorio. Naturalmente, questo documento deve essere contrassegnato in maniera inequivoca con un numero che corrisponde alla prescrizione effettuata per un determinato paziente. Ma se al momento di prenotare una visita ci viene richiesto, qual è il codice impegnativa sulla ricetta elettronica? Dove si trova il numero della ricetta dematerializzata?

Dematerializzata, sì. È l’altro nome con cui si conosce la ricetta elettronica. È così perché tutto viaggia sui sistemi informatici, senza pezzi di carta da consegnare qua e là. Vediamo come funziona questo meccanismo e, in caso di bisogno, dove trovare il codice impegnativa sulla ricetta elettronica.

Quali tipi di ricetta esistono ancora?

Ricordiamo, prima di tutto, che ci sono diversi tipi di ricetta ancora in uso, a seconda della necessità del paziente. In particolare:

  • la ricetta rossa, cioè quella più nota, che serve a prescrivere farmaci o prestazioni ambulatoriali a carico del Servizio sanitario nazionale;
  • la ricetta bianca, rilasciata per prescrivere dei farmaci completamente a carico del paziente;
  • la ricetta elettronica o dematerializzata, valida in tutta Italia (e non nella sola Regione di residenza, come la ricetta rossa), di colore bianco e rilasciata in formato A5, compilata soltanto dai medici autorizzati all’emissione della ricetta rossa;
  • la ricetta limitativa, compilata solo dai medici specialisti di centri autorizzati dalle Regioni che rilasciano un piano terapeutico, rilasciata anche per i medicinali utilizzabili soltanto in ambiente ospedaliero;
  • la ricetta ministeriale, rilasciata per le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte al controllo del ministero della Salute e dei farmaci che contengono tali sostanze, utilizzati per le terapie del dolore, per le cure palliative o per il trattamento della tossicodipendenza.

Ricetta elettronica: che cos’è?

La ricetta elettronica, o dematerializzata, è la versione digitale della ricetta rossa di carta che abbiamo sempre utilizzato. Consente, quindi l’accesso a tutte le prestazioni del Servizio sanitario nazionale: dalla prescrizione di farmaci agli esami o alle visite ambulatoriali. Si tratta del primo passo per la completa abolizione della carta e per favorire l’informatizzazione dell’intero sistema sanitario.

Una delle peculiarità della ricetta elettronica rispetto a quella rossa è la possibilità di utilizzarla in tutto il territorio nazionale. Significa che se si è in una Regione diversa e si ha bisogno di fare un esame o di acquistare un medicinale per proseguire una terapia in corso, si può usare questo tipo di ricetta per andare in ospedale o in farmacia.

La ricetta elettronica non si può utilizzare per l’acquisto di:

  • farmaci stupefacenti;
  • ossigeno;
  • sostanze psicotrope;
  • farmaci in distribuzione per conto;
  • farmaci che richiedono un piano terapeutico Aifa;
  • farmaci prescritti al domicilio del paziente o in Rsa.

Ricetta elettronica: come funziona?

Quando un paziente ha bisogno di una prestazione sanitaria, che si tratti di un farmaco, di una visita o di un esame, e si reca dal suo medico curante per avere la ricetta o l’impegnativa, il dottore compila al computer grazie ad un particolare software il documento elettronico. Tramite questa operazione, vengono registrati:

  • il numero identificativo del medico;
  • i dati del paziente;
  • i farmaci, la visita o l’esame richiesto;
  • il problema di salute per il quale viene richiesta la prestazione;
  • l‘eventuale esenzione;
  • il codice di priorità per le prestazioni che vengono effettuate per la prima volta.

Quando la ricetta è stata generata, il sistema la memorizza e la identifica tramite un codice nazionale univoco, che altro non è se non il numero di ricetta elettronica o il numero di impegnativa. Il medico di base consegna al paziente un promemoria cartaceo, ovvero una stampa del documento digitale che ha creato e che è memorizzato nel sistema. A breve, verrà eliminato per rendere la procedura completamente digitale.

Nel frattempo, con questo promemoria è possibile andare in farmacia a ritirare il medicinale oppure prenotare la visita di persona o telefonicamente. Il farmacista (o chi registra la prenotazione della visita o dell’esame) accede direttamente al sistema e alla prescrizione elettronica tramite il numero di ricetta elettronica ed il codice fiscale.

Nel caso in cui il promemoria andasse perduto, il farmacista o il Centro unico prenotazioni possono accedere, comunque, alla prescrizione tramite la tessera sanitaria, che contiene tutti i dati dell’assistito, compreso il codice fiscale.

Ricetta elettronica: quanto dura?

La durata della ricetta elettronica è la stessa della ricetta rossa: 30 giorni. Significa che da quando è stata elaborata, l’assistito ha un mese di tempo per recarsi in farmacia o nella struttura sanitaria, a seconda della prestazione richiesta.

La data di compilazione è riportata nella parte in basso della ricetta elettronica.

Ricetta elettronica: dove si trova il numero?

Il problema, magari, si pone quando si vuole fare una prenotazione telefonica, chiamando direttamente la struttura sanitaria o il Centro unico prenotazioni, cioè il Cup. È facile che venga chiesto al paziente di indicare il numero di ricetta elettronica, cioè il numero di impegnativa che è segnato sul promemoria in modo da accedere alla prescrizione registrata nel sistema.

In questo caso, bisogna guardare in alto a destra. In questa parte del promemoria si trovano due codici a barre, uno accanto all’altro. Sotto ciascun codice c’è una sequenza alfanumerica. Messe insieme, le due sequenze compongono un codice di 15 caratteri.

Ad esempio, sotto il codice a barre di sinistra (quello più corto), si può trovare la sequenza 0A123 e sotto il codice a barre di destra (quello più lungo) la sequenza 4567890123. Il numero della ricetta, cioè il numero dell’impegnativa da comunicare sarà: 0A1234567890123.



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