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Come comunicare le dimissioni al datore di lavoro?

2 Settembre 2021 | Autore:
Come comunicare le dimissioni al datore di lavoro?

Dimissioni telematiche, in sede protetta, lettera di dimissioni: risoluzione del rapporto di lavoro da parte del dipendente.

Il dipendente può rassegnare le dimissioni, cioè recedere dal rapporto di lavoro, senza dover addurre giustificazioni; deve però rispettare il periodo di preavviso prescritto dal contratto, salvo eccezioni (dimissioni per giusta causa, durante il periodo tutelato per maternità, durante la prova). Come comunicare le dimissioni al datore di lavoro? Nella generalità dei casi, la legge [1] prescrive che le dimissioni debbano essere presentate in modalità telematica, attraverso l’apposita procedura accessibile dal sito del ministero del Lavoro.

Non deve essere utilizzata la procedura delle dimissioni online, invece, dai lavoratori domestici, marittimi, i dipendenti pubblici, i collaboratori, i lavoratori in prova, i genitori lavoratori e da coloro che devono dimettersi nelle sedi protette. Restano fuori anche i casi di risoluzione del rapporto a seguito di conciliazione stragiudiziale e le dimissioni rassegnate innanzi a una commissione di certificazione.

Quando la legge non impone una determinata forma, le dimissioni sono valide anche se orali o per fatti concludenti, a meno che il contratto collettivo o individuale dispongano diversamente [2].

Ma procediamo con ordine e osserviamo tutte le modalità per comunicare le dimissioni al datore di lavoro.

Dimissioni telematiche

Nella generalità dei casi, il lavoratore deve rassegnare le dimissioni tramite l’apposita procedura telematica presente nel sito Cliclavoro. È possibile procedere all’invio delle dimissioni telematiche personalmente, oppure per mezzo di:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • commissioni di certificazione;
  • enti bilaterali;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Per procedere autonomamente nel portale Cliclavoro, senza l’assistenza dei soggetti abilitati, è necessario possedere le credenziali dispositive per l’accesso, come l’identità digitale Spid.

La procedura per compilare le dimissioni telematiche è utile sia per le dimissioni volontarie, che per le dimissioni per giusta causa, per le quali il preavviso non è richiesto.

Per maggiori dettagli, leggi qui la Guida alle dimissioni online.

Lettera di dimissioni

Nei casi in cui è consentito dimettersi tramite comunicazione scritta, la lettera di dimissioni deve rispettare i seguenti requisiti:

  • può essere redatta su carta semplice;
  • deve essere spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata (pec) oppure consegnata a mano;
  • deve contenere le seguenti informazioni: dati del dipendente, dati dell’azienda, data di assunzione, volontà di concludere il rapporto di lavoro, data di decorrenza delle dimissioni.

Per maggiori dettagli, puoi osservare il nostro Modulo fac-simile di lettera dimissioni.

Dimissioni per matrimonio

Nel periodo che decorre dal giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio fino a un anno dopo la celebrazione, la lavoratrice, oltre a rassegnare le dimissioni online, deve confermarle personalmente entro un mese presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro (Itl) competente per territorio a pena di nullità [3].

Nei casi esclusi dall’obbligo di dimissioni telematiche, è sufficiente la sola conferma personale presso l’Itl. L’Ispettorato può esser contattato:

  • direttamente dalla lavoratrice;
  • dal datore di lavoro, qualora abbia a sua volta ricevuto le dimissioni da parte della lavoratrice stessa.

Il provvedimento di convalida rilasciato dall’Itl deve essere trasmesso anche al datore di lavoro.

Le dimissioni non confermate entro un mese presso l’Ispettorato sono da considerarsi nulle dall’inizio e la dipendente ha il diritto di ricevere la retribuzione globale di fatto sino al giorno della riammissione in servizio.

La procedura non si applica alle lavoratrici addette ai servizi familiari e domestici.

Dimissioni dei genitori lavoratori

Le dimissioni devono essere convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio, a pena di inefficacia, se presentate:

  • dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza;
  • dalla lavoratrice o dal lavoratore, nei primi 3 anni di vita del bambino [4].

Il periodo protetto decorre:

  • dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, in caso di adozione nazionale o di affidamento;
  • dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore, oppure della comunicazione dell’invito a recarsi all’estero per ricevere la proposta di abbinamento, in caso di adozione internazionale, la protezione opera.

La procedura di convalida può essere attivata dalla lavoratrice o dal lavoratore dimissionari; il provvedimento di convalida rilasciato dall’Itl deve essere trasmesso anche al datore di lavoro.

Se le dimissioni vengono presentate nel periodo che intercorre tra l’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino la lavoratrice e il lavoratore che si dimettono non sono tenuti al preavviso.

La lavoratrice ed il lavoratore che ha fruito del congedo di paternità hanno poi diritto:

  • all’indennità sostitutiva del preavviso;
  • alle altre indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali in caso di licenziamento.

Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa devono essere presentate con modalità telematica, cioè con la stessa procedura valida per le dimissioni online volontarie, inserendo però “Dimissioni per giusta causa” come tipologia di comunicazione.

Il lavoratore che si dimette per giusta causa non deve rispettare il preavviso, ma ha diritto, se assunto a tempo indeterminato, all’indennità sostitutiva del preavviso; inoltre, sussistendo i requisiti specifici, può ottenere la Naspi ed il reddito di cittadinanza.


note

[1] Art. 26 D.lgs. 151/2001.

[2] Cass. sent. 25583/2019.

[3] Art. 35, Co.3-4, D.lgs. 198/2006.

[4] Art. 55 Co.4 D.lgs. 151/2001.

Autore immagine: pixabay.com


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