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Cos’è il legittimo sospetto?

3 Settembre 2021 | Autore:
Cos’è il legittimo sospetto?

Ricusazione del giudice e rimessione del processo: in quali casi i dubbi sull’imparzialità giustificano la sostituzione del magistrato o del collegio?

L’ordinamento giuridico assicura che ogni processo sia giusto ed equo, così che tutti possano ottenere una decisione che sia conforme ai principi di legge. Per garantire queste condizioni non solo è previsto che ogni causa si celebri davanti a un giudice estraneo ai fatti, ma anche che ogni parte processuale possa chiedere la sostituzione dell’organo giudicante qualora vi siano fondati dubbi sulla sua imparzialità. Per far fronte a tale esigenza, la legge ha predisposto alcuni meccanismi che consentono di sostituire il giudice che non dia sufficienti garanzie di obiettività. Cosa sono la ricusazione e la rimessione del processo? Cos’è il legittimo sospetto?

Come anticipato, il giudice su cui vi siano dubbi circa la sua neutralità può essere sostituito se, autonomamente, non si sia già astenuto. Le cause che giustificano la rimozione sono diverse e riguardano, in genere, i rapporti che il magistrato può avere con una delle parti processuali o l’interesse personale nella causa stessa. A questi motivi si aggiungono quelli che, solitamente, sono fatti ricondurre nella nozione di legittimo sospetto. Cos’è? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura.

Ricusazione del giudice: cos’è?

La ricusazione è uno strumento che consente la sostituzione del giudice qualora vi siano dubbi sulla sua imparzialità.

Un giudice può essere ricusato se:

  • ha interesse nel procedimento o se una delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;
  • è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di dette parti è prossimo congiunto di lui o del coniuge;
  • ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;
  • vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto e una delle parti processuali;
  • alcuno dei prossimi congiunti di lui o del coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;
  • un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;
  • si trova in una situazione di incompatibilità, ad esempio perché ha emanato o contribuito ad emanare sentenza del grado di giudizio precedente, oppure ha rivestito la qualità di gip/gup nello stesso procedimento; ecc.;
  • nell’esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell’imputazione [1].

Insomma: la ricusazione consente di estromettere dal procedimento il giudice originariamente designato, con possibili conseguenze anche sugli atti e i provvedimenti precedentemente adottati. Il giudice ricusato è prontamente sostituito da altro magistrato che proseguirà al suo posto.

Rimessione del processo: cos’è?

Simile ma non identica alla ricusazione è la rimessione del processo, di cui il legittimo sospetto è una delle condizioni.

Mentre la ricusazione si rivolge esclusivamente verso il giudice/persona fisica, per cui, anche in caso di collegi, la ricusazione può riguardare un solo componente dello stesso e non l’intero consesso, la rimessione del processo riguarda l’intero ufficio, cioè tutti i giudici che sono coinvolti in un procedimento.

Legittimo sospetto: cos’è?

Il legittimo sospetto è una delle cause di rimessione del processo e riguarda il dubbio sull’imparzialità dell’ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo.

Secondo la legge [2], in ogni stato e grado del processo, l’imputato o il pubblico ministero possono chiedere alla Corte di Cassazione che il processo sia rimesso ad altro giudice, quando sussistono gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo, che pregiudicano la libera determinazione dei magistrati, ovvero la sicurezza o l’incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto.

Il legittimo sospetto è dunque una causa di rimessione dell’intero giudizio. Esso consente di attribuire la causa a un altro ufficio giudiziario tutte le volte in cui si ritiene che il contesto ambientale in cui si svolge il processo possa mettere in pericolo la libera determinazione del giudice.

Un caso classico di legittimo sospetto che giustifica la richiesta di rimessione del processo è quello che si verifica nei contesti in cui la criminalità organizzata è molto diffusa sul territorio. In ipotesi del genere, il timore di condizionamenti in capo al giudice può giustificare il legittimo sospetto, soprattutto se in passato si sono registrate pressioni sull’organo giudicante.

Legittimo sospetto: come chiedere il cambio del giudice?

La richiesta di rimessione del processo può essere avanzata tanto dal pm quanto dall’imputato. L’istanza va presentata direttamente al giudice, il quale poi trasmetterà la stessa per la decisione alla Corte di Cassazione.

In seguito alla presentazione della richiesta di rimessione, il giudice può disporre con ordinanza la sospensione del processo fino a che non sia intervenuta l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la richiesta.

L’ordinanza che accoglie la richiesta è comunicata senza ritardo al giudice procedente e a quello designato. Il giudice trasmette immediatamente gli atti del processo al giudice designato affinché proceda a trattare il procedimento.


Il legittimo sospetto è una delle cause di rimessione del processo e riguarda il dubbio sull’imparzialità dell’ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo.

note

[1] Art. 37 cod. proc. pen.

[2] Art. 45 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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