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Richiesta di accesso ispettivo: cos’è?

3 Settembre 2021
Richiesta di accesso ispettivo: cos’è?

Per tutelare i lavoratori e garantire il rispetto dei diritti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva è prevista la possibilità di richiedere un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro.

Sono ormai due mesi che hai iniziato a lavorare per un’azienda. Ti hanno detto che ti avrebbero messo in regola dopo pochi giorni e, in realtà, stai ancora aspettando di firmare la lettera di assunzione. Non hai intenzione di continuare in questo modo e vuoi sapere se puoi rivolgerti all’Ispettorato del lavoro.

Quando un lavoratore ritiene che il datore di lavoro non rispetti i diritti previsti dalla legge e dai contratti collettivi può presentare all’Ispettorato del lavoro una richiesta di accesso ispettivo: ma cos’è e a cosa serve questo strumento?

Si tratta di una domanda con cui si chiede agli ispettori del lavoro di verificare la correttezza dell’operato dell’azienda e, in particolare, il rispetto dei diritti previsti dalle norme. Come vedremo, in alcuni casi, prima di effettuare l’ispezione, l’Inl tenta una conciliazione tra le parti. Ma andiamo per ordine.

Cos’è l’accesso ispettivo?

L’accesso ispettivo è un’attività di indagine e di verifica che viene svolta dagli ispettori dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl). L’obiettivo dell’ispezione è la verifica del rispetto delle regole, da parte del datore di lavoro, nella gestione dei rapporti di lavoro. Attraverso l’accesso ispettivo, infatti, gli ispettori cercano di capire, esaminando i documenti e intervistando i lavoratori, se i diritti previsti dalla legislazione sociale in materia di lavoro e previdenza vengono rispettati.

Cos’è la richiesta di accesso ispettivo?

In alcuni casi, gli ispettori dell’Inl organizzano le ispezioni d’ufficio, di loro iniziativa, basandosi generalmente su una scelta a campione.

I lavoratori, tuttavia, possono richiedere espressamente che venga effettuata un’ispezione presentando una richiesta di accesso ispettivo. A tal fine, il dipendente deve compilare il modello Inl31 con il quale viene richiesta l’ispezione.

Nel modulo dovranno essere indicati:

  • l’ufficio dell’Inl destinatario della richiesta (ovvero la sede territoriale in cui il dipendente presta l’attività lavorativa);
  • i dati identificativi del lavoratore richiedente;
  • i dati identificativi del datore di lavoro;
  • la tipologia di rapporto di lavoro;
  • la durata del rapporto di lavoro;
  • le richieste che giustificano l’istanza (es. differenze retributive, lavoro nero, etc.).

Il denunciante dovrà allegare al modello Inl31 la copia del proprio documento di identità e di eventuale documentazione che attesta la veridicità di quanto è stato dichiarato.

Se si denuncia il mancato pagamento della tredicesima, si potrà allegare la busta paga di dicembre dalla quale si evince l’omesso pagamento denunciato.

Richiesta di accesso ispettivo: cosa succede dopo?

Dopo aver ricevuto la richiesta di accesso ispettivo, l’Inl apre un fascicolo e può decidere di organizzare il tentativo di conciliazione monocratica. In particolare, tale strumento viene utilizzato quando il denunciante richiede le differenze retributive o il diritto ad un superiore inquadramento. A tal fine, il funzionario incaricato invierà al denunciante e al datore di lavoro la convocazione per un incontro richiedendo alle parti se intendono aderire al tentativo di conciliazione. Se nessuno aderisce, l’Inl dà atto del fallimento della mediazione e decide se procedere con l’ispezione o meno. Se, invece, le parti aderiscono, si terranno uno o più incontri nei quali il funzionario cercherà di condurre le parti verso un accordo che possa chiudere la vicenda. Se l’intesa non viene raggiunta, l’Inl deciderà se procedere o meno con l’accesso ispettivo.

Se l’Inl decide di effettuare l’ispezione, i funzionari si recheranno, a sorpresa, nella sede aziendale e decideranno se procedere solo all’acquisizione di documenti oppure se interrogare anche i dipendenti. Occorre evidenziare che questa fase è molto delicata poiché, secondo la Cassazione [1], le dichiarazioni rese nel verbale di accesso ispettivo fanno fede fino a querela di falso.

Una volta terminata l’ispezione, l’Inl esaminerà il materiale raccolto e verificherà se sussistono delle violazioni di norme di legge o di Ccnl. Il datore di lavoro potrà ricevere, dopo l’accesso ispettivo, una diffida oppure delle sanzioni amministrative.


note

[1] Cass. 19982/2020


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