Diritto e Fisco | Articoli

Ricostruzione immobile crollato: serve il permesso? 

22 Maggio 2021 | Autore:
Ricostruzione immobile crollato: serve il permesso? 

Quale titolo abilitativo occorre per demolire e ripristinare una costruzione preesistente? Quando è necessaria l’autorizzazione paesaggistica?

La tua vecchia casa in campagna non ha resistito all’usura del tempo: è crollata ed è inagibile. Ora, vorresti demolirla completamente, rimuovere le macerie e ricostruirla in modo pressoché identico a prima, magari rinforzando un po’ le fondamenta. Ti domandi se per la ricostruzione dell’immobile crollato serve il permesso del Comune e in caso affermativo se devi munirti del permesso di costruire oppure se basta la Scia o una semplice comunicazione per iniziare i lavori. 

La ricostruzione di un edificio crollato per cause accidentali non comporta una modifica dello stato dei luoghi, una trasformazione urbanistica ed edilizia o un’alterazione paesaggistica, se riporta la costruzione nelle stesse condizioni precedenti. Tuttavia, la giurisprudenza più recente ritiene necessario, anche in questi casi, il preventivo rilascio del permesso di costruire da parte del Comune, specialmente se l’intervento avviene in una zona vincolata.

Così per effettuare la ricostruzione dell’immobile crollato serve il permesso di costruire nella maggior parte dei casi e non è sufficiente un’autorizzazione “minore”. Inoltre, quando l’immobile rientra in una zona soggetta a vincolo è necessario munirsi anche dell’autorizzazione paesaggistica, tranne che per gli interventi che non modificano la volumetria e la sagoma dell’edificio.

Immobile crollato: quale titolo abilitativo per ricostruirlo? 

Gli interventi di ricostruzione di un immobile crollato rientrano nelle attività di «ristrutturazione edilizia», a condizione che sia rispettata la stessa sagoma dell’edificio preesistente [1]. In questo caso, per eseguire l’intervento di demolizione e ripristino, nelle stesse condizioni e con la medesima volumetria precedente al crollo, è sufficiente la Scia, cioè la segnalazione certificata di inizio attività da presentare al Comune almeno 30 giorni prima della data prevista per l’avvio dei lavori.

Se queste condizioni non si verificano, e si realizza un ampliamento o una ristrutturazione più profonda, ad esempio con un rafforzamento delle strutture portanti, l’intervento viene assimilato alla realizzazione di una «nuova costruzione», per la quale è necessario il preventivo rilascio del permesso di costruire [2] ed anche dell’autorizzazione paesaggistica se l’immobile rientra nelle zone vincolate. 

Intervento di ricostruzione senza permesso: conseguenze

Se si realizza un intervento in assenza di permesso di costruire nei casi in cui esso è richiesto, o se l’intervento viene eseguito in difformità dal titolo abilitativo rilasciato, si commette un abuso edilizio, che è previsto e punito come reato [3] e tra le sanzioni accessorie contempla anche la demolizione dell’opera. 

La Corte di Cassazione, in una recente sentenza [4], ha ritenuto necessario il permesso di costruire anche in un caso in cui il crollo era avvenuto durante l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione già comunicati ed autorizzati. Nell’occasione, la Suprema Corte ha affermato che chi ha subito un crollo accidentale e intende provvedere alla demolizione e all’integrale ricostruzione della struttura deve munirsi del permesso di costruire «e non limitarsi a comunicare al Comune l’effettuazione dei necessari e urgenti interventi di messa in sicurezza».

Lo stesso principio era già stato espresso in termini analoghi dal Consiglio di Stato [5]. In passato, invece, la Cassazione non riteneva necessario il permesso di costruire per la ricostruzione di un edificio crollato, ma solo la Dia (dichiarazione di inizio attività, ora sostituita dalla Scia), anche nelle zone soggette a vincoli paesaggistici, purché il crollo fosse incolpevole e la sagoma e le volumetrie rimanessero inalterate.

Quando per ricostruire serve l’autorizzazione paesaggistica 

Nelle zone paesisticamente vincolate, per compiere qualsiasi modifica dell’assetto del territorio è necessario munirsi, oltre al permesso di costruire, anche dell’autorizzazione paesaggistica [6], tranne che per gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo «che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici» [7]. 

Sono esentati dall’autorizzazione paesaggistica anche gli interventi di «consolidamento statico degli edifici» e quelli necessari «per il miglioramento o l’adeguamento ai fini antisismici», purché non comportino «modifiche alle caratteristiche morfologiche, ai materiali di finitura o di rivestimento, alla volumetria o all’altezza dell’edificio» [8].


note

[1] Art. 3, lett. d) D.P.R. n.380/2001.

[2] Art. 10, co. 1, lett. c) D.P.R. n.380/2001.

[3] Art.44, lett. c) D.P.R. n.380/2001.

[4] Cass. sent. n. 20191 del 21.05.2021.

[5] Cons. St. sent. n. 2693/2016.

[6] Art. 146 D. Lgs. n.42/2004.

[7] Art. 149, co. 1, lett. a) D.Lgs. n. .42/2004.

[8] Art. 2 D.P.R. n.31/2017. 

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube