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Come risalire a chi ha clonato la carta di credito

23 Luglio 2014
Come risalire a chi ha clonato la carta di credito

La banca mi ha bloccato la carta di credito perché qualcuno ha tentato di clonarla: posso sapere in quale Pos o attraverso quale sito è avvenuto tale tentativo oppure mi può essere opposto il rispetto della privacy? Devo rivolgermi all’autorità giudiziaria? I Carabinieri mi hanno detto di non essere competenti.

Non è necessario rivolgersi al giudice, almeno in questa fase ed in prima battuta, per conoscere quale sia stato l’Atm (ossia il bancomat) o il Pos (lo strumento dove si strisciano le carte) o il sito internet ove la carta è stata clonata o è avvenuto il tentativo di clonazione.

Infatti, è compito della stessa società emittente la carta (per esempio Visa) di dover fornire le informazioni richieste dal proprio cliente.

Né essa potrà opporre al cliente “questioni di privacy” in quanto il titolare della carta ha diritto di verificare “quando” e “come” sia stata effettuata l’operazione che si reputa eseguita a sua insaputa. Il legittimo titolare può chiedere, in qualsiasi momento, una verifica di tutte le movimentazioni e tentativi di utilizzo della propria carta; inoltre ha diritto ad avere l’estratto conto, i luoghi e gli esercizi commerciali ove sono state effettuate le spese.

Il titolare della carta potrà comunque verificare, attraverso la lettura del proprio estratto conto, tutte le operazioni che sono state eseguite nell’arco temporale ricompreso nel medesimo documento.

Infatti, sotto la voce “uscite” sono raggruppate anche le operazioni relative a prelievi tramite bancomat (Atm), tramite Pos, tramite carte di credito, ecc.

Inoltre, è possibile verificare la descrizione di ogni singola operazione effettuata attraverso la specifica indicazione, ad esempio, l’ora dell’operazione, l’esercizio commerciale presso il quale è avvenuta l’operazione, ecc.

La banca emittente ha il dovere di collaborare con il proprio cliente per la sicurezza dei dati e dei conti di quest’ultimo: diversamente, sarà tenuta alla restituzione delle somme illegittimamente prelevate da eventuali criminali informatici o truffatori. Infatti, secondo la giurisprudenza e le più recenti decisioni dell’ABF, l’Istituto di credito deve adoperarsi in ogni modo, attuando ogni tipo di garanzia, per salvaguardare il proprio cliente da tentativi di frode e prevenire eventuali svuotamenti non autorizzati del conto (leggi, a riguardo, l’articolo: “Se l’hacker svuota la carta di credito ricaricabile” e “Nuova truffa ai conti online “man in the browser: come difendersi”).

In ogni caso, il titolare della carta potrà segnalare l’accaduto alla Polizia postale. Per fare la denuncia si potrà recare presso il relativo comando o anche tramite web (circa le modalità, consulta l’articolo “Truffe su internet e crimini informatici: ora la denuncia si fa via web”).


note

Autore immagine: 123rf.com


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