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A quanto ammonta la quota di legittima?

3 Settembre 2021 | Autore:
A quanto ammonta la quota di legittima?

Un soggetto può decidere liberamente con testamento solo in relazione a una parte della propria eredità, mentre l’altra spetta per legge ai suoi parenti più stretti. 

Alla morte di tuo padre, hai scoperto che aveva redatto testamento, lasciando tutti i suoi beni in beneficenza. Poteva farlo? La risposta è negativa in quanto il nostro ordinamento giuridico prevede che non è possibile disporre liberamente di tutti i propri beni tramite testamento. Infatti, una parte del patrimonio del defunto, denominata quota di legittima, spetta per legge ai cosiddetti legittimari, ovvero ai suoi parenti più stretti (il coniuge, i figli, i genitori, i nonni o i nipoti, se esistenti). Invece, la restante parte, denominata quota di disponibile, può essere assegnata dal testatore a chi meglio crede come ad esempio a un amico o alla badante.

È il Codice civile a stabilire in più articoli a quanto ammonta la quota di legittima [1]. Nel caso in cui dette norme vengano violate da eventuali disposizioni testamentarie, i legittimari possono iniziare una causa civile in tribunale, chiedendo che siano ripristinate le quote spettanti per legge a ciascuno di essi.

A quanto ammonta la quota di legittima?

Posto che i legittimari sono coloro ai quali la legge riserva una parte del patrimonio ereditario in virtù dei legami di parentela stretta con il defunto, qui di seguito è riportato a quanto ammonta la loro quota di legittima. All’uopo, si possono distinguere due ipotesi a seconda se il defunto lascia o meno il coniuge.

Quota di legittima in presenza del coniuge

Se il defunto lascia:

  • solo la moglie o il marito senza altri successibili (quali ad esempio figli, genitori, fratelli e sorelle), al coniuge spetta una quota di legittima pari a 1/2 dell’eredità;
  • il coniuge e un figlio, al primo spetta 1/3 del patrimonio ereditario ed al figlio un altro terzo;
  • il coniuge e due o più figli, al primo spetta 1/4 dell’eredità, mentre ai figli va 1/2 del patrimonio da spartirsi in parti eguali;
  • il coniuge e uno o entrambi i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti ma non lascia figli, al coniuge va 1/2 del patrimonio ereditario e ai genitori o agli altri ascendenti spetta 1/4 dell’eredità.

Se Michele muore e lascia solo la moglie Anna, quest’ultima ha diritto a 1/2 del patrimonio del marito. Se muore lasciando Anna e la figlia Mirella, sia alla moglie sia a Mirella spetta 1/3 del patrimonio ereditario. Se Michele muore lasciando Anna e due figli, Mirella e Salvatore, la moglie ha diritto a 1/4 dell’eredità, mentre Mirella e Salvatore devono dividersi in parti uguali tra loro 1/2 del patrimonio ereditario. Se Michele muore lasciando solo Anna e il padre, alla moglie spetta 1/2 mentre il genitore ha diritto a 1/4 dell’eredità.

In tutti i predetti casi, al coniuge spetta anche il diritto di abitazione, ossia la possibilità di continuare a vivere nella casa coniugale. Inoltre, il coniuge separato (non divorziato) del defunto gode degli stessi diritti ereditari del coniuge non separato, a meno che non gli sia stata addebitata la separazione [2]. Il coniuge cui è stata addebitata la separazione ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione percepiva gli alimenti dal coniuge deceduto. In caso di divorzio, invece, all’ex coniuge non spetta nulla.

Quota di legittima in assenza del coniuge

Invece, se il de cuius non lascia coniuge ma:

  • c’è solo un figlio, a questi va 1/2 dell’eredità, anche se vivono i genitori del defunto;
  • ci sono due o più figli, agli stessi vanno i 2/3 dell’eredità divisi in parti uguali, anche se sono ancora in vita i genitori del defunto;
  • ci sono i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti ma non ci sono figli, ai genitori (o agli altri ascendenti) spetta 1/3 dell’eredità.

Riprendiamo l’esempio precedente.

Se Michele muore lasciando solo la figlia Mirella, alla stessa spetta 1/2 dell’eredità. Se muore lasciando i figli Mirella e Salvatore, a questi ultimi spettano i 2/3 del patrimonio ereditario da dividere in parti uguali. Se al momento della morte di Michele sono presenti solo i suoi genitori ma mancano sia il coniuge sia i figli, il padre e la madre del defunto hanno diritto a 1/3 dell’eredità.

A quanto ammonta la quota disponibile?

La quota disponibile, ovvero quella parte dell’eredità di cui il defunto poteva disporre liberamente tramite testamento ammonta a:

  • 1/2 dell’eredità, se c’è il coniuge e non ci sono figli;
  • 1/3 del patrimonio ereditario, se oltre al coniuge c’è anche un figlio unico (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita);
  • 1/4 dell’eredità, se oltre al coniuge ci sono due o più figli (anche se i genitori del defunto sono ancora in vita);
  • 1/4 dell’eredità, se oltre al coniuge c’è uno o entrambi i genitori del defunto o, in loro mancanza, altri ascendenti e, peraltro, sono assenti figli.

Alessandra muore lasciando solo il marito Giuseppe: la quota disponibile è pari a 1/2 del patrimonio ereditario. Se oltre a Giuseppe lascia anche la figlia Chiara, la quota disponibile è pari a 1/3 dell’asse ereditario. Se lascia Giuseppe, Chiara e un’altra figlia, Miriam, la quota disponibile è di 1/4. Se Alessandra lascia solo Giuseppe ma non anche figli e sono ancora in vita i suoi genitori, la quota disponibile ammonta a 1/4 dell’eredità.

Invece, se manca il coniuge la quota disponibile è pari a:

  • 1/2 del patrimonio ereditario, se il defunto ha lasciato un figlio unico;
  • 1/3 dell’eredità, se ci sono due o più figli;
  • 2/3 del patrimonio ereditario, se ci sono solo i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti ma non sono presenti figli.

Ritorniamo all’esempio del paragrafo precedente.

Se Alessandra muore e c’è solo la figlia Chiara, la quota di disponibile è di 1/2 dell’eredità; se muore lasciando le figlie Chiara e Miriam, la quota di disponibile ammonta a 1/3 del patrimonio ereditario. Infine, se muore lasciando solo la madre, la quota di disponibile è pari a 2/3 dell’eredità. Se morendo, Alessandra non lascia coniuge, figli, genitori o altri ascendenti può disporre liberamente con testamento dell’intero patrimonio ereditario.


note

[1] Artt. 536 e ss. cod. civ.

[2] Art. 548 cod. civ.


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