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Posso minacciare chi mi ricatta?

24 Luglio 2014
Posso minacciare chi mi ricatta?

Ho inviato, tramite una chat, delle mie foto erotiche a una ragazza che ora mi sta ricattando, chiedendomi 300 euro per non pubblicare su internet queste foto; l’ho minacciata in vario modo, dicendole che avrei detto tutto alla polizia: voglio sapere se queste mie dichiarazioni possono essere utilizzate contro di me.

 

L’intimidazione rivolta nei confronti di un soggetto colpevole di un reato, effettuata allo scopo di esercitare un proprio diritto, non costituisce minaccia (e, quindi, il delitto di “estorsione[1]). Pertanto, la minaccia di ricorrere alle autorità per denunciare un torto subìto, come un’estorsione, non costituisce, a sua volta, un’estorsione.

Per esempio, è lecito dire: “Se non la smetti di perseguitarmi, ti faccio causa e ti chiedo un enorme risarcimento del danno”.

Invece l’intimidazione è illegittima – e pertanto integra l’estorsione – quando la minaccia è rivolta ad ottenere un profitto “ingiusto”, ossia non dovuto per legge.

Per esempio, non è lecito dire a un docente: “Se non vuoi che ti denunci, mi devi dare un voto alto all’esame”.

Pertanto, nel quesito posto, qualora la vittima si sia limitata a minacciare l’estorsore di denuncia per esercitare tutti i diritti di difesa concessigli dalla legge (anche proferendo parole forti come “ti rovino”) riteniamo che non sussista reato.

Secondo la Cassazione [2] costituisce intimidazione illegittima, idonea, come tale, ad integrare il delitto di estorsione, anche una minaccia dalla parvenza esteriore di legalità allorquando sia fatta, non già con l’intenzione di esercitare un diritto, ma allo scopo di coartare l’altrui volontà e di ottenere risultati non consentiti attraverso prestazioni non dovute negli importi, pur correlandosi ad un diritto riconosciuto e tutelato dall’ordinamento.

Per esempio, non è lecito che il creditore chieda al debitore, a fronte di un debito di 10.000 euro, una somma dieci volte più alta per non iscrivere ipoteca sulla sua casa e metterla all’asta.

Sempre la Cassazione ha detto che la minaccia di far valere un diritto assume i caratteri della violenza morale solo se è diretta a conseguire un vantaggio ingiusto; il che si verifica quando il fine ultimo perseguito consiste nella realizzazione di un risultato che, oltre ad essere abnorme e diverso da quello consentito dalla legge, sia anche esorbitante ed iniquo, e non quando il vantaggio perseguito sia solo quello del soddisfacimento del diritto nei modi previsti dall’ordinamento [3].


note

[1] Art. 629 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 17574 del 17.04.2013.

[3] Cass. sent. n. 17523 del 23.08.2011.

Autore immagine: 123rf.com


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