Diritto e Fisco | Articoli

La dichiarazione di successione è sempre obbligatoria?

5 Giugno 2021
La dichiarazione di successione è sempre obbligatoria?

È morto un mio zio non sposato e senza figli. Aveva solo due fratelli. Ha lasciato del denaro in un conto corrente. È obbligatoria la dichiarazione di successione? E cosa accade se non viene fatta? 

La successione di una persona si apre nel momento della sua morte (articolo 456 del Codice civile).

Quando suo zio è morto, lui era proprietario delle somme giacenti in quel momento sul conto corrente. Perciò, anche se dopo la sua morte il conto fosse stato svuotato, esiste una successione legittima di suo zio da affrontare (si chiama così la successione in cui manca un testamento) perché le somme che giacevano sul conto al momento della morte appartenevano a suo zio e, quindi, c’è almeno un bene (la relativa somma di denaro) che è caduta in successione.

Fatta questa premessa, occorre dire che:

  • l’articolo 28, 7° comma, del decreto legislativo n. 346 del 1990 (Testo Unico sulle imposte di successione e donazione) stabilisce che occorre sempre fare la dichiarazione di successione a meno che:
    1. l’eredità sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (cioè figli o genitori);
    2. l’attivo ereditario abbia un valore non superiore ad euro centomila;
    3. l’eredità non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.

Basta che manchi anche una sola delle tre condizioni indicate, perché ci sia l’obbligo di fare la dichiarazione di successione.

Questo vuol dire che nel suo caso la dichiarazione di successione va fatta (dai fratelli, ma può essere presentata anche da uno solo di essi) perché gli eredi non sono né il coniuge, né altri parenti in linea retta di suo zio (cioè né figli o genitori).

L’articolo 31 del decreto legislativo n. 346 del 1990 stabilisce poi che la dichiarazione di successione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione (cioè dalla data della morte della persona della cui eredità si tratta).

Infine, l’articolo 50 del decreto legislativo n. 346 del 1990 stabilisce che:

  • chi omette di presentare la dichiarazione di successione è punito con la sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta di successione liquidata o riliquidata dall’ufficio. Se non è dovuta alcuna imposta di successione, si applica all’omessa presentazione della dichiarazione la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 1.000. Se la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a trenta giorni (quindi non oltre trenta giorni dopo la scadenza di dodici mesi dalla morte) si applica la sanzione amministrativa dal 60% al 120% dell’ammontare dell’imposta di successione liquidata o riliquidata dall’ufficio. Se non è dovuta alcuna imposta di successione, si applica alla mancata presentazione della dichiarazione di successione la sanzione amministrativa da euro 150 a euro 500.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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