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Le Guide Conti correnti dormienti: come ottenere le somme depositate in banca

Le Guide Pubblicato il 13 aprile 2014

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> Le Guide Pubblicato il 13 aprile 2014

Si può chiedere la restituzione del denaro dimenticato in banca o alle poste per conti superiori ai 100 euro e non movimentati da 10 anni inviando la domanda alla Consap.

Quante volte vi sarà capitato di dimenticare dove avete conservato un oggetto, sino a scordarvi del tutto della sua esistenza? Ma che succede se si tratta di somme depositate in banca o ereditate senza che ne foste a conoscenza? In questi casi, si parla di “conti dormienti”: denaro lasciato in giacenza in banca (conti correnti o strumenti finanziari) o in posta (libretti) e non reclamato o non movimentato per almeno gli ultimi 10 anni e di importo superiore a 100 euro. Si tratta, insomma, di denaro “lasciato dormire” presso l’Istituto di credito. Basterebbe, in teoria, una semplice richiesta di estratto conto per risvegliare il conto.

Queste somme vengono gestite dalla Consap, una società partecipata dal MEF e possono essere reclamate dai titolari entro un termine prefissato (v. dopo). Se la domanda non viene presentata, la titolarità di tali somme si prescrive ed esse vengono devolute allo Stato e utilizzate per il risarcimento delle vittime da crack finanziario.

Istruzioni per il rimborso dei conti dormienti

La prima cosa da fare è verificare se si è titolari di un conto considerato “dormiente” e si ha diritto al rimborso.  La verifica va fatta online su www.tesoro.it o www.consap.it nella sezione rapporti dormienti.

I titolari o gli aventi diritto sui conti correnti o postali caduti in oblio possono esercitare il “risveglio”, evitando che la propria quota venga trasferita al ministero dell’Economia.

1) Per i depositi di denaro, di strumenti finanziari o di contratti di assicurazione, la domanda va presentata entro 10 anni dalla data di devoluzione al fondo.

2) Per gli assegni la domanda va effettuata entro 10 anni dalla data di richiesta di emissione del titolo.

I conti dormienti sono consultabili sul sito delle Finanze, all’indirizzo internet www.mef.gov.it/depositi-dormienti. Il diritto di rivendica, in ogni caso, può essere esercitato entro i termini di prescrizione, rivolgendosi non più alle banche, ma direttamente al ministero.

Le domande vanno indirizzate a Consap spa, Rapporti dormienti, via Yser 14, 00198 Roma, o a rapportidormienti@consap.it. Che, come indicano le istruzioni diffuse da dipartimento del Tesoro, disporrà il versamento con un bonifico bancario, postale o assegno circolare solo dopo aver ottenuto tutta la documentazione dagli interessati con le attestazioni degli intermediari.

Tra i documenti da allegare vi è la carta d’identità del richiedente, codice fiscale, certificato di morte del titolare, dichiarazione di qualifica di erede, dichiarazione di estinzione del rapporto da parte dell’intermediario.

Quanto ai tempi per la restituzione, se la richiesta del titolare è in regola con tutta la documentazione richiesta è necessario attendere tre mesi per avere il rimborso.

Però il problema sta proprio qui che in molti casi è difficile che sia tutto a posto. Per esempio se il titolare è defunto, gli eredi potrebbero essere molti e difficili da rintracciare: questo allunga i termini per i rimborsi.

Il consiglio è che se il diritto sta per prescriversi, allora conviene presentare subito la domanda per interrompere la prescrizione, e poi, in un momento successivo, recuperare la documentazione.

Il denaro dimenticato (conti superiori ai 100 euro e non movimentati da 10 anni) si è ridimensionato nel tempo perché gli stessi istituti di credito hanno provveduto a ricontattare i clienti, o familiari aventi diritto, per rimettere in moto i depositi.

Non tutti i conti che si possono pensare “dormienti” sono tali; molti sono più tristemente estinti. E in quel caso cercare di riaverli è inutile. I conti vengono devoluti allo Stato quando non vengono movimentati da 10 anni, ma in alcuni casi, infatti, la mancanza di movimentazione comporta l’assopimento, in altri casi l’estinzione. Nel primo caso, come detto, ci si può rivolgere alla Consap per ottenere la restituzione. Nel secondo ci si deve rassegnare alla perdita del diritto.

I casi tipici e più diffusi di rapporti che non si prescrivono sono i conti correnti e i conti di deposito. Anche un conto di un secolo fa può essere richiamato in vita. Di tutt’altro tenore invece la situazione delle polizze vita o degli assegni circolari prescritti. In questo caso non si può chiedere una restituzione:

a) per le polizze, la prescrizione/estinzione avviene passati dieci anni da quando sarebbero dovute essere reclamate;

b) per gli assegni la prescrizione è di tre anni per chi avrebbe dovuto incassarlo e di dieci per chi lo ha emesso;

c) neanche i Buoni fruttiferi postali sono soggetti a rimborso. Quindi una volta avviati al Tesoro, non ci sono più possibilità di recupero.

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Salve, ho ritrovato un libretto di risparmio al portatore degli anni ‘ 50. Dopo qualche domanda fatta alla banca di appartenenza , ci è stato detto che è impossibile risalire ad uno storico di archiviazione passati i dieci anni….visto i casi di altra gente che comunque ha ottenuto il saldo con gli interessi maturati e la rivalutazione. ..come posso fare??? Fiducioso nel vostro operato attendo risposte…grazie..

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