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Chiusura conto corrente defunto senza successione

5 Settembre 2021 | Autore:
Chiusura conto corrente defunto senza successione

Cosa accade quando muore il titolare di un conto corrente? Come bisogna comportarsi in banca senza dichiarazione di successione?

Alla morte di una persona cara, seguono una serie di “adempimenti” burocratici e amministrativi da parte dei familiari, i quali, oltre a poter essere obbligati a presentare la dichiarazione di successione, devono decidere se accettare o meno l’eredità, anche in considerazione dei beni presenti nel patrimonio. Molto spesso, il defunto lascia, tra i propri beni, uno o più rapporti di conto corrente che possono presentare saldo positivo o negativo. Cosa accade in questo caso? Quali sono gli adempimenti degli eredi e della banca per la chiusura del conto corrente del defunto senza successione?

Occorre, innanzitutto, capire come comportarsi con la banca e se è il caso di recarsi in filiale per per ottenere la chiusura del conto corrente e prelevare le somme o pagare i debiti (per esempio, sconfinamenti fido, interessi e spese) oppure se è opportuno subentrare nel rapporto di conto corrente, in luogo dell’intestatario defunto. È poi necessario verificare di quali documenti ha bisogno la banca per “aprire le porte” agli eredi e cosa serve quando manca la dichiarazione di successione.

Morte dell’intestatario del conto corrente: cosa deve fare la banca?

In caso di morte dell’unico intestatario di un conto corrente, i chiamati all’eredità (familiari o altri soggetti nominati tramite testamento) devono comunicare alla banca l’evento morte. A decorrere dalla comunicazione, la banca deve “congelare” il conto corrente, in attesa di conoscere chi saranno gli eredi legittimati ad agire sul conto e quali determinazioni essi assumeranno (per esempio proseguire il rapporto o recedere, prelevando le somme e pagando gli eventuali debiti).

La morte dell’intestatario non estingue automaticamente il rapporto di conto corrente; il conto può essere chiuso solo in conseguenza di un’espressa manifestazione di volontà da parte degli eredi.

La banca ha l’obbligo di non pagare agli eredi le somme dovute o consegnare i beni detenuti, se non viene prima fornita la prova della presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, o non viene dichiarato per iscritto dagli stessi che non vi era obbligo di presentare la suddetta dichiarazione.

Morte dell’intestatario del conto corrente: quando serve la dichiarazione di successione?

Per poter operare sul conto corrente del defunto, cioè sia per proseguire il rapporto bancario sia per chiuderlo, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate ed esibire alla banca la relativa ricevuta.

La dichiarazione di successione è la dichiarazione da presentare all’Agenzia delle Entrate, entro un anno dalla morte del de cuius, ai fini del pagamento delle relative imposte. Essa contiene una descrizione analitica di tutti i beni e dei diritti compresi nell’attivo ereditario con i rispettivi valori, compreso il conto corrente (con l’indicazione del relativo saldo).

La dichiarazione di successione non deve essere confusa con la dichiarazione di accettazione dell’eredità, in quanto consiste in un semplice adempimento fiscale, necessario per informare l’Agenzia delle Entrate sull’esistenza e consistenza del patrimonio ereditario.

I chiamati all’eredità sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione anche se decidono di rinunciare all’eredità. Non sempre, tuttavia, la dichiarazione di successione è obbligatoria. Vediamo le eccezioni.

Dichiarazione di successione non obbligatoria

La dichiarazione di successione non deve essere presentata:

  • quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
  • quando tutti gli aventi diritto rinunciano all’eredità o al legato oppure, non essendo nel possesso dei beni ereditari, chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione.

Morte dell’intestatario del conto corrente e dichiarazione di successione non obbligatoria

Se ricorrono le condizioni di cui sopra, la dichiarazione di successione non deve essere presentata. Come fare allora per gestire il rapporto con la banca?

In tale ipotesi, gli eredi devono compilare una certificazione in cui attestano la qualità di eredi e la sussistenza delle condizioni previste dalla legge per l’esenzione dell’obbligo di dichiarazione di successione.

Chiusura del conto corrente senza successione

Dunque, se gli eredi non presentano la dichiarazione di successione in quanto ricorrono le cause di esenzione (eredità, devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, di valore complessivo non superiore a 100.000 euro e senza beni immobili o diritti reali immobiliari), occorre un documento da loro firmato, redatto secondo la modulistica fornita dalla banca, in cui essi attestano di essere eredi e di essere esonerati dall’obbligo della dichiarazione di successione.

La qualità di erede si evince dal testamento lasciato dal de cuius o, in assenza, dalle regole di successione legittima.

Una volta presentata la documentazione alla banca, gli eredi possono manifestare la volontà in ordine alla gestione del conto corrente:

  • mantenerlo attivo, subentrando nel rapporto con la banca;
  • recedere e chiudere il conto corrente, incassando le somme giacenti in base alle rispettive quote ereditarie.

Se il conto corrente era cointestato, soltanto la quota del cointestatario defunto rientra nell’asse ereditario e, per l’eventuale chiusura del conto, occorre ovviamente il consenso del cointestatario in vita, fermo restando il diritto degli eredi di recedere.



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