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Infortunio sul lavoro e concorso di colpa del dipendente: Cassazione

24 Maggio 2021
Infortunio sul lavoro e concorso di colpa del dipendente: Cassazione

Responsabilità datore di lavoro per l’incidente sul lavoro e condotta imprudente del lavoratore: solo il rischio elettivo elimina la responsabilità dell’azienda. 

Infortunio sul lavoro e ammontare del danno in caso di concorso di colpa dell’infortunato

Una volta riconosciuto il concorso di colpa dell’infortunato, il giudice non può ridurre proporzionalmente l’ammontare delle somme richieste dall’Inail in via di rivalsa nei confronti del responsabile dell’infortunio, ma deve previamente determinare l’ammontare del danno risarcibile in relazione alla misura dell’accertato concorso. Sul danno così determinato, il giudice dovrà verificare se vi sia capienza per la rivalsa dell’Inail, procedendo solo in caso di esito negativo di tale accertamento a ridurre la somma spettante all’Istituto per le prestazioni erogate in modo che la stessa non superi quanto dovuto dal danneggiante. 

Cassazione civile sez. lav., 05/10/2020, n.21314

Lavoratore muore: responsabile l’azienda che non gli aveva impartito istruzioni

Nel caso di infortunio sul lavoro, deve escludersi la sussistenza di un concorso di colpa della vittima, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., quando risulti che il datore di lavoro abbia mancato di adottare le prescritte misure di sicurezza; oppure abbia egli stesso impartito l’ordine, nell’esecuzione puntuale del quale si sia verificato l’infortunio; o ancora abbia trascurato di fornire al lavoratore infortunato una adeguata formazione ed informazione sui rischi lavorativi, ricorrendo, in tali ipotesi, l’eventuale condotta imprudente della vittima degradata a mera occasione dell’infortunio, ed è perciò giuridicamente irrilevante.

Cassazione civile sez. VI, 15/05/2020, n.8988

In tema di infortunio sul lavoro, deve escludersi la sussistenza di un concorso di colpa della vittima al di fuori dei casi di cd. rischio elettivo

In tema di infortunio sul lavoro, deve escludersi la sussistenza di un concorso di colpa della vittima, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., al di fuori dei casi di cd. rischio elettivo, quando risulti che il datore di lavoro abbia mancato di adottare le prescritte misure di sicurezza, oppure abbia egli stesso impartito l’ordine, nell’esecuzione puntuale del quale si è verificato l’infortunio, od ancora abbia trascurato di fornire al lavoratore infortunato una adeguata formazione ed informazione sui rischi lavorativi; ricorrendo tali ipotesi, l’eventuale condotta imprudente della vittima degrada a mera occasione dell’infortunio ed è, pertanto, giuridicamente irrilevante.

Cassazione civile sez. VI, 15/05/2020, n.8988

Concorso di colpa della vittima di un infortunio sul lavoro

In caso di accertato concorso di colpa della vittima di un infortunio sul lavoro, il giudice non può, per questo solo fatto, ridurre proporzionalmente le somme richieste dall’INAIL in via di rivalsa nei confronti del responsabile dell’infortunio stesso, ma deve previamente determinare, come in qualsiasi altra ipotesi di rivalsa, l’entità del danno risarcibile in relazione alla misura del menzionato concorso di colpa e, quindi, verificare se, sull’importo così calcolato, vi sia capienza per la rivalsa dell’INAIL, procedendo, esclusivamente nell’eventualità di esito negativo di tale accertamento, a ridurre l’ammontare spettante all’Istituto per le prestazioni erogate all’assicurato (o ai suoi eredi) in modo che non superi quanto dovuto dal danneggiante.

Cassazione civile sez. III, 12/05/2020, n.8814

Non è possibile addossare al lavoratore l’ignoranza delle circostanze che dovevano essere oggetto di informativa o di formazione

In tema di infortuni sul lavoro, qualora il comportamento del lavoratore che ha determinato l’evento dannoso sia scaturito dall’inosservanza, da parte del datore di lavoro, di specifici doveri informativi o formativi rispetto all’attività da svolgere, tali da rendere altamente presumibile che, ove quegli obblighi fossero stati assolti, l’infortunio non vi sarebbe stato, non è possibile addossare al lavoratore l’ignoranza delle circostanze che dovevano essere oggetto di informativa o di formazione, al fine di fondare una colpa idonea a concorrere con l’inadempimento datoriale e tale da ridurre, ai sensi dell’art. 1227 c.c., la misura del risarcimento dovuto.

Cassazione civile sez. lav., 25/11/2019, n.30679

Condotta incauta del lavoratore e concorso di colpa

In materia di infortuni sul lavoro, al di fuori dei casi di rischio elettivo, nei quali la responsabilità datoriale è esclusa, qualora ricorrano comportamenti colposi del lavoratore, trova applicazione l’art. 1227, comma 1, c.c., tuttavia, la condotta incauta del lavoratore non comporta un concorso idoneo a ridurre la misura del risarcimento ogni qual volta la violazione di un obbligo di prevenzione da parte del datore di lavoro sia munita di incidenza esclusiva rispetto alla determinazione dell’evento dannoso; in particolare, tanto avviene quando l’infortunio si sia realizzato per l’osservanza di specifici ordini o disposizioni datoriali che impongano colpevolmente al lavoratore di affrontare il rischio, quando l’infortunio scaturisca dall’integrale impostazione della lavorazione su disposizioni illegali e gravemente contrarie ad ogni regola di prudenza o, infine, quando vi sia inadempimento datoriale rispetto all’adozione di cautele, tipiche o atipiche, concretamente individuabili, nonché esigibili ex ante ed idonee ad impedire, nonostante l’imprudenza del lavoratore, il verificarsi dell’evento dannoso.

Cassazione civile sez. lav., 25/11/2019, n.30679

Infortuni sul lavoro, in mancanza di informazione sui rischi non può essere riconosciuto un concorso di colpa del lavoratore

Qualora risulti l’inosservanza, da parte del datore di lavoro, di specifici doveri informativi (o formativi) del lavoratore rispetto all’attività da svolgere, tali da rendere altamente presumibile che, ove quegli obblighi fossero stati assolti, il comportamento del lavoratore da cui è scaturito l’infortunio non vi sarebbe stato, non è possibile addossare al lavoratore, sotto il medesimo profilo, l’ignoranza delle circostanze che dovevano essere oggetto di informativa (o di formazione), al fine di fondare una colpa idonea a concorrere con l’inadempimento datoriale e che sia tale da ridurre, ai sensi dell’art. 1227 c.c., la misura del risarcimento dovuto.

Cassazione civile sez. lav., 25/11/2019, n.30679

Nessuna riduzione del risarcimento se la violazione dell’obbligo di prevenzione abbia un’incidenza esclusiva

La condotta incauta del lavoratore non comporta un concorso idoneo a ridurre la misura del risarcimento ogni qual volta la violazione di un obbligo di prevenzione da parte del datore di lavoro sia da considerare come munita di incidenza esclusiva rispetto alla determinazione dell’evento dannoso.

Qualora risulti l’inosservanza, da parte del datore di lavoro, di specifici doveri informativi (o formativi) del lavoratore rispetto all’attività da svolgere, tali da rendere altamente presumibile che, ove quegli obblighi fossero stati assolti, il comportamento del lavoratore da cui sia scaturito l’infortunio non vi sarebbe stato, non è possibile addossare al lavoratore l’ignoranza delle circostanze che dovevano essere oggetto di informativa (o di formazione), al fine di fondare una colpa idonea a concorrere con l’inadempimento datoriale e che sia tale da ridurre, ai sensi dell’art. 1227, c.c., la misura del risarcimento dovuto.

Cassazione civile sez. lav., 25/11/2019, n.30679

Sulla responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio occorso al lavoratore

Il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente. Non conta un eventuale concorso di colpa del lavoratore, la cui condotta può comportare l’esonero totale dell’imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell’evento.

Cassazione civile sez. lav., 02/10/2019, n.24629

Niente concorso di colpa se il datore di lavoro viola le norme a tutela dell’integrità fisica del lavoratore 

Il datore di lavoro, in caso di violazione delle norme poste a tutela dell’integrità fisica del lavoratore, è interamente responsabile dell’infortunio che ne sia conseguito e non può invocare il concorso di colpa del danneggiato, avendo egli il dovere di proteggerne l’incolumità nonostante la sua imprudenza o negligenza nell’esercizio delle mansioni affidategli.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2018, n.11753



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