Diritto e Fisco | Articoli

Crowdfunding: di cosa si tratta?

4 Settembre 2021 | Autore:
Crowdfunding: di cosa si tratta?

Come funziona e quali sono vantaggi e rischi della raccolta online di denaro per finanziare un nuovo progetto o l’ampliamento di un’attività.

Rendere concreta un’idea, portare a conclusione un progetto, richiede almeno tre cose: l’intuito giusto, la determinazione e i soldi. Il primo dipende dalla creatività dell’autore. La seconda, dal carattere e dalla volontà di portare a conclusione quello che si ha in mente. È la parte economica quella che può rappresentare un serio ostacolo. Che si tratti di pubblicare un libro o di mettere in piedi una start-up, con la sola idea vincente e la volontà di ferro non si va da nessuna parte: purtroppo – o per fortuna, dipende da che lato lo si guardi – il denaro è vincolante. Non sempre le banche o le società che concedono dei prestiti sono disposte a rischiare di finanziare qualcosa che non offre delle garanzie concrete fin dall’inizio. Ed è qui che molti aspiranti imprenditori o professionisti decidono di percorrere un’altra strada per trovare le risorse necessarie, ovvero quella del crowdfunding: di cosa si tratta?

Il termine crowdfunding è formato da due parole inglesi: crowd, che sta per folla, e funding, che significa finanziamento. Ed è proprio questo il senso del crowdfunding, cioè trovare il modo per raccogliere il denaro che serve a mettere in moto un progetto o ad espandere un’impresa da un gruppo numeroso di persone, non necessariamente legate tra di loro. Di solito, questa operazione viene effettuata via Internet.

Il crowdfunding, dunque, si pone come l’esatto opposto del finanziamento tradizionale. Attraverso quest’ultimo, infatti, un solo soggetto (o, comunque, un gruppo ridotto di soggetti) erogano delle cifre importanti al richiedente. Nel caso del crowdfunding, invece, sono tanti finanziatori ad elargire delle cifre più ridotte per arrivare alla stessa quantità di denaro.

Approfondiamo, dunque, le possibilità che offre il crowdfunding, di cosa si tratta e come sfruttarlo al meglio a supporto di una buona idea e della necessaria determinazione.

Crowdfunding: che cos’è?

Come accennato, il crowdfunding è un sistema di raccolta online di denaro per finanziare un progetto o un’impresa. Chi organizza l’operazione viene chiamato fundraiser.

Si tratta, dunque, di un modo alternativo al classico finanziamento erogato da una banca. Tutto parte da un sito web, ovvero da una piattaforma di crowdfunding, che mette in contatto il fundraiser con i potenziali finanziatori, i quali esprimeranno il proprio impegno a partecipare al progetto.

Se la campagna di raccolta ha successo, il fundraiser pagherà una commissione alla piattaforma per avere in cambio un servizio sicuro e facile da usufruire.

Crowdfunding: quali tipi ci sono?

Le principali piattaforme utilizzate per il crowdfunding si basano su questi sistemi:

  • crowdfunding peer-to-peer: il pubblico presta i soldi ad un’impresa a condizione di essere ripagato con gli interessi;
  • equity crowdfunding: viene venduta una partecipazione a un’impresa in cambio dell’investimento;
  • rewards crowdfunding: si fa una donazione per un progetto o per un’attività imprenditoriale in attesa di ricevere come ricompensa un bene o un servizio in un secondo momento;
  • crowdfunding per beneficienza: vengono donati dei piccoli importi per contribuire ad una causa nobile o ad un progetto caritativo senza nulla pretendere in cambio;
  • crowdfunding con titoli di debito: i finanziatori investono in un titolo di debito emesso dall’impresa (ad esempio, un’obbligazione);
  • crowdfunding con condivisione dei proventi: il fundraiser può mettere a disposizione dei finanziatori la loro parte di utili o dei proventi come ritorno sul denaro versato in precedenza.

Crowdfunding peer-to-peer

Per avviare questa modalità di crowdfunding in cui gli investitori si attendono il ritorno del capitale versato più gli interessi, occorre innanzitutto valutare:

  • le possibili piattaforme a cui appoggiarsi;
  • le caratteristiche, le regole ed i requisiti legali che presentano le piattaforme;
  • una volta fatta la scelta, preparare la documentazione richiesta.

La piattaforma per il crowdfunding peer-to-peer esaminerà le informazioni fornite e, nel caso accolga la proposta, indicherà in quale categoria di rischio viene inserita. Dopodiché, l’iniziativa verrà caricata per dare il via alla raccolta di fondi. Ciascun investitore indicherà l’importo offerto ed il relativo tasso di interesse.

Raggiunto l’obiettivo, i prestatori possono continuare ad offrire dei soldi riducendo i tassi d’interesse: significa che più sono gli investitori, più risulta conveniente la campagna.

Terminata la procedura, la piattaforma si mette in contatto con il fundraiser per confermare il tasso d’interesse medio finale. La piattaforma trasferirà quindi i fondi sul conto bancario entro un termine concordato. In un secondo momento, dovrà cominciare la fase di rimborso del prestito e degli interessi secondo le rate prestabilite. Di solito, ciò avviene tramite il versamento diretto alla piattaforma, la quale gestirà la distribuzione dei soldi ai finanziatori a seconda di ciò che spetta a ciascuno.

Equity crowdfunding

Anche nel caso dell’equity crowdfunding, cioè quello che prevede la vendita di una partecipazione a un’impresa in cambio dell’investimento, bisogna fare una serie di valutazioni prima di partire con la raccolta degli investimenti. Oltre a valutare le possibili piattaforme, i loro requisiti legali e le regole che prevedono, è importante:

  • pianificare tempi e costi dell’operazione;
  • prendere confidenza con le tendenze di mercato, osservando l’andamento di altre simili campagne di crowdfunding;
  • preparare i documenti finanziari richiesti dalla piattaforma scelta;
  • cominciare a costruire la propria rete di followers sui social network;
  • verificare i requisiti in tema di divulgazione degli obblighi legali. Per campagne ad alto valore verranno richiesti conti certificati che sono piuttosto costosi. Verificate sempre presso la piattaforma e presso l’autorità locale cosa occorre esattamente presentare e quanto costerà.

Se l’iniziativa viene accolta, vanno perfezionati il piano d’impresa e l’offerta finanziaria e catturato quanto prima il maggior numero possibile di pubblico: è appurato che le campagne che ottengono più del 20% dei finanziamenti previsti nei primissimi giorni sono quelle che hanno maggiori probabilità di successo.

Conclusa la campagna, ci sarà da affrontare le questioni amministrative, ovvero registrare i nuovi titoli di proprietà e il cambiamento dello status dell’impresa. In particolare, bisogna:

  • impostare il nuovo assetto della società, poiché sono stati acquisiti diversi investitori e partner. Significa che molto probabilmente dovranno essere messe in atto una nuova struttura e nuove procedure di governance;
  • coltivare le relazioni con gli investitori. A seconda della struttura dell’azienda, il processo decisionale può mutare e bisognerà renderne conto ai nuovi azionisti;
  • preparare l’uscita degli investitori: vanno rimborsati, in questo caso, con partecipazioni agli utili, azioni, dividendi, ecc.

Crowdfunding: quali vantaggi?

Ma perché fare questa scelta per finanziare un progetto? Quali sono i vantaggi del crowdfunding? Non si tratta di un’opzione che può portare solo dei benefici economici ma anche di tipo strategico. Ad esempio:

  • la possibilità di verificare il gradimento di un’idea e la fiducia depositata a priori in un progetto;
  • un aiuto ad ottenere altre forme di finanziamento: quando una banca o un fondo capiscono il grado di fiducia depositato in un progetto e vedono che una parte è già stata sostenuta economicamente da un buon numero di persone, può risultare più facile ottenere ulteriori soldi da investire nell’attività a condizioni più vantaggiose;
  • l’occasione di allargare la cerchia delle conoscenze attraverso le persone che partecipano al crowdfunding;
  • utilizzare un efficace metodo di marketing per presentare un nuovo prodotto o l’allargamento di un’impresa.

Crowdfunding: quali rischi?

Per ottenere questi ed altri vantaggi attraverso il crowdfunding occorre valutare, però, dei rischi concreti che si possono presentare anche quando la campagna è già stata avviata. Ad esempio:

  • per quanto si sia determinati e l’idea possa risultare brillante non esiste l’assoluta certezza che l’obiettivo venga raggiunto. In questo caso, se non bastassero per finanziare il progetto, i soldi raccolti vanno restituiti;
  • strettamente legato al rischio precedente c’è quello di sottostimare la cifra necessaria ad avviare o ad ampliare l’attività;
  • proponendo un’idea per lanciare una campagna di crowdfunding, la si sta già rendendo di pubblico dominio. Inevitabile correre il rischio che qualcuno la possa copiare e sfruttare riuscendo ad avere i soldi prima per altre vie. La proprietà individuale su quel progetto andrebbe tutelata quanto prima;
  • problemi tecnici o legali con la piattaforma;
  • se il progetto decolla con dei punti deboli o in maniera poco convincente, c’è il rischio che gli investitori possano ritirarsi.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube