Diritto e Fisco | Articoli

Quando c’è istigazione a delinquere

24 Maggio 2021
Quando c’è istigazione a delinquere

Presupposti dell’istigazione a delinquere: pene, condotte e rischi che fanno scattare il reato. 

Come molti sapranno, l’istigazione a delinquere è un reato previsto dal Codice penale che si sostanzia nell’invito, rivolto al pubblico, a commettere altri reati o nell’esaltazione degli stessi. Si tratta di un delitto contro l’ordine pubblico che può commettere chiunque (non servono cioè qualifiche particolari) ed è volto a tutelare il regolare andamento del vivere civile e la tranquilla convivenza della collettività.

Qui di seguito ci occuperemo, più nello specifico, dei presupposti dell’istigazione a delinquere e delle condotte che integrano tale illecito penale, per comprendere quando c’è istigazione a delinquere e quando invece non c’è reato. Ma procediamo con ordine.

Presupposti istigazione a delinquere

L’articolo 414 del Codice penale disciplina l’istigazione a delinquere e punisce chiunque istighi pubblicamente taluno a commettere uno o più reati o ne faccia pubblicamente apologia (ossia “esaltazione”). In particolare:

  • per istigazione a delinquere si intende qualsiasi atto o fatto diretto a suscitare o a rafforzare l’altrui intento criminoso (di tanto parleremo meglio più avanti);
  • per apologia, invece, si intende l’esaltazione di un fatto o del suo autore al fine di spronare altri all’imitazione o anche solo per negare la ripugnanza del fatto o del suo autore. 

La Cassazione, ad esempio, ha ritenuto colpevole per istigazione a delinquere il sindaco che, relativamente ad un omicidio compiuto ai danni di un tunisino, aveva affermato al telegiornale di un’emittente televisiva nazionale che «nella medesima situazione anche lui avrebbe fatto lo stesso» e che «così il tunisino non poteva più nuocere a nessuno» e, in due quotidiani, che anche lui avrebbe fatto altrettanto, «anzi avrebbe ammazzato lo spacciatore con le sue mani» [1].

È irrilevante il tipo di reato propagandato: può quindi trattarsi di qualsiasi illecito penale, più o meno grave.

Allo stesso modo, è irrilevante che il soggetto istigato abbia poi effettivamente commesso il reato in questione: basta il semplice pericolo che ciò avvenga. La legge infatti punisce la semplice condotta di istigazione, a prescindere dagli effetti pratici che essa determina. 

Occorre tuttavia che l’istigazione presenti un’attitudine concreta ed attuale ad incidere per forza di suggestione o per capacità di persuasione sugli altri, così stimolando nell’animo dei destinatari la commissione dei fatti criminosi propagandati [2].

Il tipo di reato propagandato

Per poter parlare di istigazione a delinquere è sufficiente che l’istigazione o l’apologia riguardi un reato qualsiasi previsto dalla legge. Non può quindi esserci istigazione a delinquere nel caso di chi invita altri a commettere un semplice illecito amministrativo, come ad esempio, l’uso personale di droga (si pensi allo spinello di marijuana) o la violazione delle norme del Codice della strada (un divieto di sosta, il passaggio col semaforo rosso, ecc.).

Non è necessario propagandare uno specifico reato e far riferimento al suo nome tecnico: è sufficiente che si faccia riferimento a una condotta illecita. Ad esempio, non è necessario parlare di estorsione, potendosi riferire al generico ricatto; non è necessario parlare di maltrattamento di animali se si invitano le persone ad appendere i cani ad un albero per la coda [3].

La condotta commessa in pubblico

Presupposto del reato di istigazione a delinquere è costituito dalla condotta commessa in pubblico. Il fatto si considera commesso «in pubblico» quando avviene con il mezzo della stampa, in luogo pubblico o aperto al pubblico o in una riunione non privata e alla presenza di più persone (almeno due). 

L’istigazione effettuata, quindi, privatamente nei confronti di una sola persona non costituisce reato. 

Il luogo aperto al pubblico può essere anche quello privato, come ad esempio un salone di barbiere, in cui chiunque può accedere per i servizi che esso offre [4]. Così, una discussione fatta in presenza di più persone, mentre ci si fa tagliare i capelli, potrebbe costituire una istigazione a delinquere se si sostanzia in un invito a commettere un reato o nell’esaltazione di esso.

La condotta di istigazione e di apologia può essere commessa anche attraverso Internet, ad esempio con un post su un social network o un articolo su un blog o un video su YouTube o una piattaforma di streaming come Twitch. Anzi, in tal caso, si avrà un aumento di pena.  

Il rischio di commissione di reato

Non qualsiasi istigazione a delinquere può essere punita ma solo quella capace di creare o rafforzare l’altrui proposito criminoso, il cui accertamento, riservato al giudice di merito, risulta incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato. Occorre, pertanto, che il comportamento del reo sia tale da determinare il rischio, non teorico ma effettivo, della consumazione di altri reati.

Tale valutazione viene fatta tenendo conto:

  • del contenuto intrinseco delle dichiarazioni del reo; 
  • della condizione personale dell’autore del reato; 
  • per le circostanze di fatto in cui si esplica la condotta del reo.

Si pensi a un ragazzo che, fermato con gli amici dalla polizia, inviti questi ultimi a non ottemperare alla richiesta di fornire le generalità ed a commettere, quindi, in tal modo, il reato previsto dall’art. 651 del Codice penale [5].

Secondo la Cassazione [6], integra il reato dell’istigazione a delinquere la pubblicizzazione e l’offerta in vendita di semi di canapa indiana dalle quali è ricavabile della sostanza drogante, accompagnata dalle indicazioni delle modalità di coltivazione.

Sanzioni per l’istigazione a delinquere

La pena prevista per il reato di istigazione a delinquere è la reclusione da uno a cinque anni se l’istigazione riguarda dei delitti; la reclusione fino a un anno o la multa fino a euro 206 se l’istigazione riguarda delle contravvenzioni. 

Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, la pena è quella della reclusione da uno a cinque anni. 

La pena è aumentata se il fatto è commesso attraverso l’uso di strumenti informatici e telematici.

La pena è aumentata della metà se l’istigazione o l’apologia riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità e purché non ci si trovi nei casi di cui all’art. 302 del Codice penale, e fino a due terzi se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici e telematici. 

Procedibilità 

Il delitto è procedibile d’ufficio ed è di competenza del tribunale in composizione monocratica.


note

[1] Cass. Pen., Sez. I, 3 luglio 2001, n. 26907.

[2] Corte d’Appello L’Aquila, 23 maggio 2013, n. 1199

[3] Cass. Pen., Sez. I, 8 luglio 1999, n. 8779; Cass. Pen., Sez. I, 15 dicembre 1997, n. 11578.

[4] Cass. Pen., Sez. I, 3 dicembre 1986, n. 13541. 

[5] Cass. Pen., Sez. VI, 19 aprile 2001, n. 16041.

[6] Cass. Pen., Sez. I, 23 maggio 2016, n. 21186; Cass. Pen., SS. UU., 7 dicembre 2012, n. 47604

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube