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Pergotenda: quando serve il permesso?

25 Maggio 2021 | Autore:
Pergotenda: quando serve il permesso?

Occorre l’autorizzazione del Comune e del condominio per realizzare una struttura di copertura leggera e amovibile?

Hai intenzione di realizzare una tenda in pergolato sul tuo terrazzo o nel tuo giardino e ti domandi: «Per la pergotenda quando serve il permesso?». Non vorresti rischiare liti con i vicini, contestazioni del Comune e, forse, la demolizione dell’opera.

La pergotenda è una struttura leggera e amovibile e il suo regime edilizio è molto semplificato rispetto a quello delle tettoie o delle verande. La giurisprudenza più recente afferma che questi complementi d’arredo rientrano nell’attività edilizia libera e, dunque, non occorre munirsi del permesso di costruire rilasciato dal Comune.

Per capire quando serve il permesso per la pergotenda occorre individuare le caratteristiche concrete dell’opera, a cominciare dalla sua facile amovibilità e dal suo ancoraggio più o meno stabile e fisso al suolo e alle strutture portanti dell’edificio. Inoltre, se essa crea in qualsiasi modo nuovi volumi o superfici, provoca una trasformazione urbanistica ed edilizia, pertanto occorre il permesso di costruire.

Pergotenda: cos’è?

La pergotenda è una struttura di copertura esterna, con una tenda scorrevole e retrattile che poggia su un’intelaiatura di materiali leggeri, di metallo o in legno. La sua funzione principale è quella di riparo dal sole e di protezione dalle intemperie atmosferiche.

La pergotenda si contraddistingue per la sua facile amovibilità: per rimuoverla basta togliere la tenda e smontare i suoi pali di sostegno. Si tratta, dunque, di un’opera precaria che non comporta la trasformazione permanente dell’edificio e del suolo.

Pergotenda: le autorizzazioni comunali necessarie

La pergotenda quando rimane aperta nelle parti perimetrali laterali non crea un nuovo locale e non comporta un aumento di volumetria o di superficie rilevante ai fini urbanistici ed edilizi. In questi casi, essa non è considerata una «nuova costruzione» [1]: non è, quindi, necessario il preventivo rilascio di un titolo abilitativo da parte del Comune per realizzarla.

Soltanto quando la pergotenda consiste in una struttura fissa, stabilmente ancorata al suolo, l’opera richiede l’assenso del Comune attraverso il permesso di costruire, da presentare prima di poter avviare i lavori ottenendo l’approvazione del progetto dall’Ufficio tecnico comunale.

In tutti gli altri casi, la pergotenda rientra nell’attività di edilizia libera [2] che non è soggetta al rilascio del permesso di costruire o di altre autorizzazioni e comunicazioni.

Pergotenda: può essere demolita?

Il Consiglio di Stato in una recentissima sentenza [3] ha affermato che una pergotenda realizzata in assenza del permesso di costruire non può essere demolita se non ha creato nuovi volumi o superfici e non ha alterato la sagoma e i prospetti dell’edificio.

Al fine di escludere l’incremento di volumetria o di superficie, è decisivo il fatto che la pergotenda è retrattile e non comporta una copertura stabile o interamente chiusa. Questa nuova pronuncia si pone in linea con la giurisprudenza precedente: molte sentenze per escludere la demolizione o la rimozione dell’opera valorizzano il fatto che «la copertura e chiusura perimetrale che essa realizza non presentano elementi di fissità, stabilità e permanenza», come ti abbiamo spiegato ampiamente nell’articolo “Pergotenda senza permesso di costruire: quando?“.

Pergotenda in condominio: quali permessi?

La realizzazione di una pergotenda in una parte di proprietà esclusiva del fabbricato condominiale, come il proprio giardino, balcone o terrazzo, non richiede il preventivo permesso dell’assemblea, a condizione che non alteri in nessun modo la stabilità e la sicurezza del fabbricato e non incida negativamente sul decoro architettonico delle parti dell’edificio visibili dall’esterno.

Quando invece l’opera si colloca sulle parti comuni, o comunque ne coinvolge una parte anche solo come appoggio e ancoraggio della struttura, non deve pregiudicare l’uso paritario che gli altri condomini, o uno solo di essi, potrebbero fare di quegli spazi. In tali circostanze, occorre quindi munirsi dell’approvazione dell’assemblea, come nel caso in cui si voglia realizzare una pergotenda sui posti auto per coprire i parcheggi condominiali scoperti.

Approfondimenti


note

[1] Art. 3, co. 1, D.P.R. n.380/2001.

[2] Art. 6 D.P.R. n. 380/2001.

[3] Cons. St. sent. n. 3393 del 27.04.2021.


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