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Cosa vuol dire lavoro atipico?

5 Settembre 2021
Cosa vuol dire lavoro atipico?

Nel mercato del lavoro, le tipologie contrattuali con cui è possibile assumere il personale sono molteplici.

Stai cercando un nuovo lavoro. Ti è stato proposto di essere assunto con un contratto di lavoro a chiamata. Navigando nel web, hai letto che si tratta di un contratto di lavoro atipico e, in quanto tale, meno tutelato rispetto al contratto di lavoro standard. Vorresti capire meglio cosa sono i lavori atipici.

Non tutte le tipologie di contratto di assunzione offrono ai lavoratori le stesse tutele e gli stessi diritti. In particolare, si sente spesso dire che i contratti atipici non sono tutelati dalla legge. Ma cosa vuol dire lavoro atipico?

Con questa espressione si indicano, in maniera generica, tutti i contratti di assunzione diversi dal contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si tratta di tipologie contrattuali introdotte per assecondare le esigenze di flessibilità delle imprese che non offrono, tuttavia, al lavoratore gli stessi diritti del contratto di lavoro standard. Vediamo perché.

Contratto di lavoro subordinato: cos’è?

La legge [1] prevede che la forma comune di assunzione della manodopera è il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si tratta della tipologia contrattuale standard che viene utilizzata per assumere il personale. Questo tipo di contratto offre al lavoratore, senza dubbio, le tutele maggiori ottenibili nel nostro mercato del lavoro.

In particolare, il contratto a tempo indeterminato dà al dipendente una stabilità occupazionale nel tempo poiché non è previsto un termine finale giunto il quale il rapporto cessa e, come noto, per procedere al licenziamento di un lavoratore, il datore di lavoro deve dimostrare la sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Contratti di lavoro atipici: cosa sono?

Nel corso del tempo, la legge ha introdotto, accanto al contratto di lavoro a tempo indeterminato, delle tipologie di lavoro meno rigide al fine di assecondare le richieste delle imprese di ottenere maggiore flessibilità nei rapporti di lavoro.

In generale, rientrano nel concetto di lavoro atipico tutte le tipologie contrattuali diverse dal contratto a tempo indeterminato. Si tratta di rapporti contrattuali che offrono, generalmente, al lavoratore minore stabilità occupazionale e minori tutele e consentono al datore di lavoro di gestire la manodopera in modo più flessibile e aderente alle mutevoli esigenze del mercato.

Contratti di lavoro atipici: quali sono?

Rientrano nel campo del lavoro atipico i seguenti contratti di lavoro:

  • contratto di lavoro a tempo determinato: differisce dal contratto standard poiché le parti prevedono, sin dall’inizio, quale sarà la data di scadenza, raggiunta la quale il rapporto di lavoro cessa;
  • contratto di somministrazione di manodopera: con questa tipologia contrattuale un’azienda può farsi inviare dei lavoratori da un’agenzia interinale senza assumerli direttamente. In sostanza, si verifica un rapporto triangolare tra l’agenzia di lavoro che assume il dipendente, il lavoratore che viene inviato a lavorare presso un soggetto terzo e l’utilizzatore della prestazione di lavoro;
  • contratto di lavoro a chiamata: con questa tipologia contrattuale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro che può chiamarlo all’occorrenza per svolgere la prestazione lavorativa.

Ci sono, poi, ulteriori tipologie di rapporto di lavoro che differiscono dal contratto di lavoro a tempo indeterminato perché hanno una spiccata funzione formativa come l’apprendistato e i tirocini.

Contratti di lavoro atipici: quando sono ammessi?

Come abbiamo detto, la legge considera il contratto a tempo indeterminato la forma comune da utilizzare per assumere il personale. Proprio per questo, le norme tendono a scoraggiare l’utilizzo dei contratti atipici e a favorire il rapporto di lavoro standard.

Per giungere a questo risultato le disposizioni di legge prevedono, innanzitutto, dei limiti e dei divieti di utilizzo del lavoro atipico. Ad esempio, non possono stipulare contratti atipici i datori di lavoro che stanno utilizzando la cassa integrazione per profili professionali analoghi a quelli per i quali si intende stipulare il contratto atipico. Per quanto concerne i limiti si prevede, ad esempio, che il datore di lavoro non possa utilizzare un lavoratore a chiamata per più di 400 giornate lavorative in un triennio.

Inoltre, il lavoro atipico costa di più rispetto al lavoro standard poiché, a partire dal 2012 [2], è stata introdotta una maggiorazione dei contributi previdenziali che devono essere versati all’Inps dal datore di lavoro con riferimento ai lavoratori atipici (il cosiddetto contributo addizionale sul lavoro atipico).


note

[1] Art. 1, D.lgs. 81/2015.

[2] Art. 2, comma 28, L. 92/2012.


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